Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

La “bietola d’oro”

Nella decima edizione del concorso di Ariano, individuata la via per rilanciare l’originale manifestazione

di Serena Pattaro

Ventaglio Novanta n. 11 1995 pp. 158–159

Dopo un periodo di interruzione, lo scorso anno la Pro Loco di Ariano Polesine è riuscita a riproporre, all’interno della Fiera di San Gaetano, la decima edizione del concorso “La bietola d’oro”. Segno della precisa volontà di superamento dei problemi organizzativi creatisi all’interno del comitato promotore (nel frattempo si è verificato un ricambio nella direzione) e del rinnovato interesse delle aziende operanti nel settore che si sono affiancate all’associazione locale.

La manifestazione folcloristica, che sarà riproposta anche quest’anno, è nata nell’81 dall’iniziativa di alcuni membri della Pro Loco direttamente legati al mondo bieticolo. Un contributo trainante è stato dato dal signor Pasquale Moretto che, fin dall’inizio, si è occupato della promozione del concorso facendovi convergere l’interesse della Provincia, della Regione e delle varie associazioni sindacali di categoria.

L’avvenimento, unico nel suo genere in tutto il Veneto, è stato concepito in primo luogo con l’intento di valorizzare il prodotto che per eccellenza appartiene alle colture tradizionali polesane e che ancor oggi costituisce una valida fonte remunerativa. L’attributo “d’oro” vuole proprio significare questo fatto economico. In secondo luogo si è voluto conferire un riconoscimento al lavoro degli operatori agricoli per renderli i protagonisti principali dell’evento.

In attesa della nuova edizione ricordiamo i momenti salienti detla decima. Nella mattinata e nel primo pomeriggio del 13 agosto ogni produttore interessato ha portato in Piazza Garibaldi tre barbabietole, ciascuna con le proprie foglie. Al termine della consegna si è messa al lavoro la commissione giudicante composta da esperti e tecnici del settore, imprenditori agricoli e rappresentanti delle associazioni bieticole. I criteri di valutazione hanno riguardato l’aspetto estetico, il peso e la forma.

Alla sera la premiazione è avvenuta assegnando un primo premio ad un partecipante per ogni comune. Il trofeo “La Bietola d’oro 1994” è stato sorteggiato invece tra tutti i concorrenti. Infine un premio speciale è stato assegnato secondo le preferenze espresse dal pubblico presente.

Se guardiamo l’evoluzione del concorso nel passare degli anni, il numero dei partecipanti ci dice della sua progressiva affermazione nella vita del paese. Superate le iniziali diffidenze e perplessità, la curiosità ha avuto la meglio nel far cristallizzare l’interesse collettivo sul singolare evento. Nella decima edizione il numero degli iscritti ha raggiunto la trentina, ma negli anni precedenti le iscrizioni hanno superato il centinaio, con partecipanti provenienti dalle varie province del Veneto, dell’Emilia Romagna e del Lazio.

Rimane ancora un desiderio, quello dei fondatori di far elevare ulteriormente la manifestazione da un livello locale (al quale dopo varie vicissitudini è ritornata quest’anno) ad uno nazionale o addirittura comunitario. Questa è sempre stata la proiezione che ha animato l’opera del comitato, il quale ha continuato a pensare alla manifestazione come occasione di incontro personale tra gli agricoltori e di scambio di conoscenze.

L’edizione del ’94 ha evidenziato come la manifestazione sia in grado di rigenerarsi dopo momenti di stasi. Un dato positivo va in particolare rilevato: è stato scelto di dare all’evento un taglio specialistico. È stata organizzata infatti una tavola rotonda sul tema “Aspetti tecnici e problematiche della moderna bieticoltura". Sono intervenuti come relatori i responsabili del marketing e della sperimentazione di due aziende produttrici di erbicidi ed un rappresentante del Consorzio Nazionale Bieticoltori.

Si è fatto il punto della situazione per la campagna bieticola mettendo a confronto aspettative e andamento effettivo. La discussione si è presto concentrata sui problemi della definizione dei prezzi e della politica comunitaria svolta per l’erogazione dei fondi e l’assegnazione delle quote di produzione. Infine l’attenzione si è spostata sui recenti sviluppi del campo tecnologico, delineandone aspetti positivi e negativi.

Dagli interventi del pubblico, l’approfondimento delle problematiche è apparso di notevole interesse. Una situazione, questa, non prevista dal programma, e frutto di un cambiamento all’ultimo momento nella scaletta degli interventi; quasi una manna dal cielo, che ha saputo dare una positiva svolta all’incontro di cui si dovrà tener debitamente conto nell’organizzare le prossime edizioni.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Serena Pattaro. “La “bietola d’oro””. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-bietola-doro/

Pubblicità