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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

L’Antico Cantiere Doni

A Loreo continua una tradizione dell’artigianato cantieristico che risale al 1613.

di Matteo Giordano

Ventaglio Novanta n. 11 1995 pp. 160–163

Con la scomparsa del professor Giovanni Archimede Doni, titolare assieme al fratello Dagoberto, eccellente maestro d’ascia, ora in pensione, dell’antico cantiere navale Doni di Loreo, rischiava di scomparire una delle più vecchie attività artigianali del Basso Polesine. Di fatto, si stava interrompendo una tradizione che risale al lontano 1613, anno in cui la famiglia Doni intraprese la costruzione di imbarcazioni in legno, secondo l’antica tradizione artigiana, tramandata di padre in figlio, con realizzazioni di grande rilievo che vanno dalla costruzione di scafi per la Serenissima, nei secoli d’oro della Repubblica Veneta, fino ai pescherecci di notevole stazza dei nostri giorni.

Si deve alla caparbia volontà di Dagoberto Doni la costituzione di una nuova società, nata anche per tutelare gli interessi delle maestranze impiegate, che si sarebbero trovate senza lavoro. A dirigere questa impresa, denominata “Antico Cantiere Doni”, è stato chiamato Enzo Milani (nella foto), mentre per la parte tecnica sono impegnati tra gli altri Roberto Bonafè ed Ermes Stocco, maestro d’ascia, fantasioso ed inimitabile conoscitore dei segreti dello squero loredano.

Attualmente, nell’antico cantiere, che non nasconde certamente i suoi anni, lavorano circa dieci addetti, altamente qualificati, ultimi eredi di una scuola artigiana che pratica tecniche che si perdono nella notte dei tempi.

Nel cantiere di Loreo si continuano a costruire scafi utilizzando, per ossatura e fasciame, legnami selezionati di rovere e larice, e le tavole vengono piegate secondo una tecnica millenaria, al fuoco della canna lacustre.

Una piccola trasformazione nella tipologia dei prodotti si è avuta con la crisi del trasporto fluviale, per cui non si costruiscono più le maone, le gabarre, i burchi e le battane, ma si dà la preferenza a scafi da pesca e ad imbarcazioni adatte all’esigenza del turismo.

Attualmente il cantiere ha in allestimento, per un armatore chioggiotto, due barche gemelle di circa 17 metri di lunghezza, con una stazza che si aggira sulle dieci tonnellate lorde ciascuna; una produzione che è di buon auspicio per l’azienda che si trova ad affrontare alcuni problemi strutturali, ma che è ben motivata all’azione, anche grazie all’orgoglio di essere impegnata in un’attività quanto mai originale ed unica nel comparto dell’artigiano polesano.

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Come citare questo articolo

Matteo Giordano. “L’Antico Cantiere Doni”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/lantico-cantiere-doni/

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