Dopo aver percorso in modo unitario 600 km., il Po improvvisamente inizia a ramificarsi dando origine al grande Delta.
Testimone dell'avvio di questa originale formazione è il piccolo paese di Santa Maria in Punta, ubicato giusto nel cuneo che nasce dallo sdoppiamento del grande fiume, i cui primi due rami vengono rispettivamente denominati Po di Venezia (a nord) e Po di Goro (a sud).
L’ambiente è veramente suggestivo. Procedendo dall’argine verso l’incile (il punto dove si origina il ramo di Goro) si incontra dapprima la golena, con case, laghetti fluviali, accumuli di terra, vegetazione spontanea ricca di cespugli e pioppeti. Le case, per lo più abbandonate, si presentano semidiroccate e spesso decorate in modo naif dai visitatori; ne abbiamo trovata una in buono stato con le pareti interne bianche, il camino e, a tutto muro, in un bel corsivo c’è scritto: “Benvenuto”, un saluto inaspettato che abbiamo molto gradito.
Proseguendo verso il fiume si giunge alla diramazione: lì sorge una strana spiaggetta naturale che ogni giorno varia di dimensioni e aspetto. È facile vedere sulla spiaggia tronchi d’albero arrivati da chi sa dove, trascinati dalle acque del Po; se c’è qualche impronta, sicuramente è di animali perché il gioco delle acque è consistente e spingersi oltre fa paura.
Ma ritorniamo nel piccolo centro di Santa Maria nel comune di Ariano Polesine. Qui troviamo sparse qua e là alcune case attorno ad una suggestiva piazza: è quella del vecchio borgo, protetta da una bassa muraglia costruita nei primi del ’900 a difesa delle minacce del fiume.
Poco oltre sorge un caratteristico monumento dedicato a tutti i naviganti e pescatori del Po. Di particolare importanza l’antica chiesa romanica con a fianco un piccolo campanile quasi incorporato con la cuspide a base ottagonale.
Santa Maria era considerata come borgo già prima del 1200, ma la sua prima denominazione era Santa Maria del Traghetto, proprio perché il piccolo centro era congiunto con il fiume tramite un canaletto detto di Santa Maria, superabile a mezzo barca e quindi “Traghetto”.
Il paese assunse il nome di Santa Maria in Punta con la scomparsa del canale e in virtù della sua posizione situata proprio nel punto di biforcazione del fiume.
Esiste una storia popolare legata alla nascita della chiesa: è la leggenda della Madonnina di legno, che galleggiando lungo il fiume fu raccolta dai pescatori proprio nelle vicinanze del paese. La statuetta, asciuagata, venne custodita in una nicchia o piccolo capitello successivamente ingrandito e arricchito. Il tempio dipendeva da S. Basilio, parrocchia di tutta l’isola di Ariano, e si trova menzionato già in documenti del 1536 e successivi anni a seguito delle varie visite effettuate dai Vescovi che si succedettero.
Solo nel 1825 la chiesa di S. Maria in Punta sarà dotata di fonte battesimale e naturalmente diverrà parrocchia autonoma sino al 1950.
Con la disastrosa alluvione del 1951 la chiesa verrà chiusa (quella nuova, dedicata alla Natività, sarà realizzata a Crociara) e messa a disposizione della Sovraintendenza dei beni architettonici che la riparò e restaurò riportandola oggi al primitivo splendore.
L’Oratorio è dedicato a S. Antonio di Padova, la cui statua è situata nell’unico altare a levante. S. Antonio era considerato il protettore dei barcaioli, pescatori e mugnai, che nell’annuale festa del 13 giugno stendevano le loro colorate vele attorno alla chiesa per ascoltare la messa solenne. Ancora oggi S. Antonio viene ricordato a Santa Maria con una serie di manifestazioni religiose e ricreative durante il periodo della sagra annuale che vede in paese il ritorno di molti emigrati.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “Là dove nasce il Delta”. Ventaglio Novanta, n. 8, 1994. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-dove-nasce-il-delta/