Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

La magìa del Pizzon

Una significativa scultura, le stelle, una barcarola e un cantastorie, i principali ingredienti di una suggestiva notte al “Mulino”

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 38 2009 pp. 148–151

Sarà stato l’approccio con l’arte, reso più palpitante dal ricordo di un amico da non dimenticare, sarà stata la magia di un luogo davvero particolare nel nostro Polesine, dove l’incontro di due corsi d’acqua è segnato da una musicale cascatella, che tiene desto il ricordo di una ruota operosa in grado di muovere le macine e gli ingranaggi di un mulino “terragno”, saranno state le stelle di una notte di mezza estate, oppure il menù particolarmente studiato per l’occasione, o ancora la dolce melodia di una “barcarola” intonata sul fiume, a bordo di una imbarcazione d’altri tempi da poco recuperata; sarà stato tutto questo ed altro ancora, come le “fole” raccontate da un eccezionale cantastorie, fatto sta che la serata di metà agosto, vissuta presso il Mulino al Pizzon di Fratta Polesine, è risultata veramente unica ed indimenticabile.

Un’apertura all’insegna dell’arte e del ricordo, dicevamo, avviata da Giuseppe Marangoni, presidente regionale del Ctg, per inaugurare una composizione scultorea uscita dalle mani di Carlo Tintore, apprezzato artista lendinarese che ha dedicato la sua realizzazione alla memoria di Elio Papuzzi.

Personaggio schivo, ed anche per questo sconosciuto al grande pubblico, Elio Papuzzi era dotato di grande sensibilità, di una nobiltà d’animo esemplare e di una singolare disponibilità ad offrire la propria collaborazione a varie associazioni culturali. Pronto a prodigarsi specialmente nell’ambito del recupero delle tradizioni, da sempre amante delle cose genuine ed anche per questo appassionato di cavalli, Elio purtroppo cinque anni fa è restato vittima proprio di un incidente a cavallo mentre si predisponeva ad intervenire con la sua cavalcatura alla festa del FAI. Del suo impegno, della sua discrezione e del suo apporto in seno all’associazione “Minelliana”, ha parlato con una nota di commozione il presidente Mario Cavriani.

Lo scultore Carlo Tintore da parte sua ha ricordato la passione di Elio per il recupero di varie attrezzature del passato e la collaborazione offertagli nell’individuare, in posti desueti, elementi utili per future composizioni artistiche. E poi ha rivissuto l’entusiasmo con cui Elio una decina di anni fa lo aveva condotto in visita al mulino del Pizzon di cui auspicava l’avverarsi di un prodigio: la nascita di un progetto per il suo recupero e la sua rivitalizzazione.

Ebbene, il prodigio si è avverato: il Mulino del Pizzon è stato recuperato, in parte come eco-museo ed in parte come struttura di accoglienza, ed ora si presenta quale riferimento qualificante nell’ambito di una proposta turistica e di visitazione del medio Polesine. Situato tra Fratta e Pincara, nel punto in cui lo Scortico getta le sue acque nel Canalbianco, il Mulino offre oggi l’opportunità unica di una visita ai ripuliti meccanismi dell’attività molitoria del passato, esempio singolare di archeologia industriale, mentre la casa del Mugnaio è stata riattata quale locanda con possibilità di soggiorno e ristorazione.

E qui è avvenuta l’accoglienza ai convenuti per la festa ferragostana, a cura di Donatella Girotto, presidente di “Turismo & Cultura”, che ha fornito informazioni basilari sul menù del mulino, per l’occasione predisposto con particolare cura da Pietro e Monica gestori della Locanda. Due lunghe tavolate all’aperto sulla pubblica via hanno dato vita ad una sorta di “cena del borgo”, mentre Maurizio De Agostini allietava i commensali con adatti brani musicali. Una pausa veniva poi destinata ad una breve considerazione sui diciotto anni della rivista “Ventaglio Novanta”, a cura del direttore Lino Segantin.

A conclusione della cena, imbarco sul burchiello “La Clumbina” per un itinerario sul Canalbianco, al tenue chiaror della luna, nella suggestione del silenzio notturno; poi visione delle stelle con la guida di Enzo Bellettato e Bruno Cantore del gruppo Astrofili Polesani; ed infine la magia delle narrazioni di Raffaele Peretto: uno specialissimo filò per ricordare antichi miti e fole del passato; sogni e fantasie racchiuse nella “valigetta della memoria”, che l’apprezzato cultore porta con sé nelle occasioni più importanti per rendere partecipi gli amici delle emozioni di una terra antica chiamata Polesine.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Lino Segantin. “La magìa del Pizzon”. Ventaglio Novanta, n. 38, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-magia-del-pizzon/

Pubblicità