La maramacola è un essere vivente (un mammifero o un pesce?) che – si racconta da tempi remoti – ha il suo habitat naturale in Polesine. Questo è quanto afferma la tradizione popolare, giacché nessun naturalista è mai riuscito a identificare e classificare il misterioso animale.
In alto Polesine si tramandano narrazioni sul potere afrodisiaco delle sue carni, e la maramacola (o marmacola) viene descritta come una sorta di castoro: a detta dei più anziani vivrebbe acquattata in fossati, occultata da canne e sterpi. Per tentarne la cattura è consigliata la stagione fredda, quando si muove lenta in uno stato di torpore molto simile al letargo. Ma, a quanto è dato sapere, l’obiettivo cattura si è sempre trasformato in grandi raffreddamenti per i cercatori – creduloni o sfortunati? – e le descrizioni del misterioso animale si sono fatte sempre più approssimative, condite certamente di ingredienti fantasiosi¹.
Nel Delta le cose non cambiano molto, tranne le caratteristiche della maramacola, senz’altro accomunabile ad un pesce ignoto: un eccezionale animale acquatico in grado di dispensare fortuna a palate… e non poche delusioni per gli incauti cercatori. Inseguiti costoro dai lazzi degli amici, o presunti tali, ma in realtà maligni ideatori di atroci scherzi. Personaggi che stazionano nelle osterie e nei bar di paese, sempre pronti a sfruttare l’ingenuità delle persone indotte ad inseguire mirabolanti quanto impossibili catture.
Ma una volta tanto le cose non sono andate secondo le previsioni e nel libro, “La maramacola Storie del Delta”, l’autore Giovanni Pozzato ci parla di uno di questi scherzi ideati alle spalle di Bernardo, giovane che non brillava certo per doti critiche. Fu così che Bernardo, bevutasi la narrazione degli avventori del bar, si dedicò senza riserve alla ricerca del misterioso dispensatore di ricchezza… con esiti imprevisti e, a quanto è dato supporre, una volta tanto decisamente favorevoli. Infatti Bernardo, sparito dalla circolazione dopo la difficile esperienza, ha fatto ritorno al suo paese nel Delta solo qualche anno dopo, a bordo di un’auto lussuosa, ostentando agi impensati. Frutto della maramacola? E’ lecito pensarlo.
Il racconto, che dà il titolo al volume, è presente nella raccolta (in tutto 12 narrazioni e due poesie) che hanno come sfondo i paesaggi del Delta e come interpreti personaggi locali, in alcuni casi veri in altre fantastici ma sempre connaturati con l’ampia e suggestiva area della “bassa”, dove il grande fiume apre a ventaglio i suoi rami prima di raggiungere il mare.
Si tratta di narrazioni coinvolgenti, che dimostrano una conoscenza approfondita dei luoghi, delle consuetudini, dei sapori e degli incanti del Delta. Racconti che solo un innamorato della propria terra poteva ideare.
Racconti di ampio spessore narrativo, in alcuni passi dei quali si avverte un tono quasi epico; scritti che hanno il sapore dell’omaggio ad un territorio tanto amato.
Un territorio che Giovanni Pozzato, classe 1937, ha portato sempre nel cuore pur vivendo lontano dal natìo paese di Taglio di Po, essendo emigrato in Piemonte nel 1962. Ha vissuto a Nichelino dove ha svolto l’attività di insegnante ed è stato anche assessore alla cultura e alla pubblica istruzione di quel comune piemontese, ed inoltre ha fatto parte del Movimento di Cooperazione Educativa.
Il libro si presenta come un omaggio alla terra natìa, dicevamo. L’ultimo e più sentito omaggio, perché Giovanni Pozzato è mancato nell’autunno del 2006 a breve distanza dalla pubblicazione del volume, e non ha potuto essere presente a Nichelino alla presentazione della sua opera, avvenuta in una serata in cui, in un teatro gremito di persone, si è levato, solenne e sentito, un grande applauso all’indirizzo dello scomparso scrittore del Delta dimorante in Piemonte.
Chi ha conosciuto Giovanni Pozzato, lo ritrova nella vis narrativa dei suoi racconti fortemente impregnati di Polesine. Narrazioni che, quasi per una sorta di miracolo, sono nate lontano dalla terra di origine; un’area questa descritta nelle pagine del libro con caratteristiche peculiari: suggestiva per gli aspetti ambientali, ricca di vicende ed animata da personaggi pieni di risorse.
E’ così che in Piemonte, un libro di un personaggio che ci ha lasciato e che abbiamo voluto qui ricordare, tiene desta l’attenzione per il Polesine e il suo Delta, facendosi ambasciatore di una terra che non manca di motivi per essere visitata ed apprezzata.
E chissà che non tocchi ad un lettore piemontese del libro imbattersi nella maramacola durante una visita alla terra dei grandi fiumi.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “La Maramacola”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-maramacola/