Un’importante ricorrenza ha caratterizzato l’antica storia di Bottrighe sul finire dello scorso anno, ovvero il 170° dalla posa della prima pietra per la costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale.
Dal documento del processo verbale del 16 dicembre 1849, recuperato dallo storico locale Nerino Albieri, si legge che sul finire del 1846 viene demolita, per vetustà, l’antica chiesa parrocchiale. Mancando alla fabbricceria e agli abitanti i mezzi per ricostruirla, il consiglio comunale di Bottrighe con delibera 15 novembre del successivo anno 1847 ne ammise la spesa a carico del comune.
L’ingegnere Antonio Lupati di Adria fu incaricato di redigere il progetto e fu autorizzata l’esecuzione della prima parte dei lavori della ricostruzione, ovvero le opere fondamentali. Con decreto 28 ottobre 1849, il vescovo di Adria monsignor Bernardo Antonio Squarcina, conferì al parroco di Bottrighe don Antonio Campana l’autorizzazione di procedere alla benedizione della prima pietra. Fu una solenne celebrazione con la partecipazione numerosissima delle autorità di allora e di tutta la popolazione.
Aspetti artistici
La nuova chiesa fu dedicata ai santi Francesco d’Assisi e Francesco di Paola. All’interno della stessa, l’opera a d’arte di maggiore valore è senza dubbio il pulpito in legno pregiato acquistato su ordinazione dell’allora parroco don Antonio Zanchetta. Il pulpito intagliato è posto tra gli altari del Sacro Cuore e della Beata Vergine del Carmelo ed è un’importante realizzazione dell’artista veneziano Bazarel, lo stesso che creò i due confessionali giunti sempre da Venezia nel 1868. L’opera, iscritta alla Sovrintendenza ai Monumenti, fu fatta giungere da Venezia nel mese di Luglio del 1862 e precisamente nel periodo della sagra annuale.
Altro lavoro ritenuto di notevole valore artistico, che continua a suscitare interesse di molti visitatori, è l’angelo ligneo del campanile esposto in mostra permanente all’interno del tempio. Era stato tolto dalla sommità il 24 aprile 2008, a seguito dei lavori di restauro della torre campanaria, al culmine della quale è stato sostituito da una copia identica di quella in legno, realizzata in bronzo dalla Maff di Milano, grazie all’interessamento della famiglia dell’industriale concittadino commendator Gino Navicella.
Quattro anni sono serviti allo studio dello scultore padovano Roberto Mainardi, per riportare alla lucentezza del passato l’angelo originario, opera risalente al XIX secolo, che secondo i pareri degli esperti potrebbe essere stato realizzato da un artista che richiama le metodologie della scuola veneta collegata al grande Andrea Brustolon, denominato il “Michelangelo del legno”.
L’intelaitura, dell’estremità della cupola riprodotta, è stata realizzata dalla Gi.Bo. torniture di Bottrighe, grazie alla generosità del suo titolare Giuliano Girotto. La copertura in rame, invece, perfetta anche nelle saldature, con materiale offerto dalla ditta Trevisan di Lendinara, è stata infine realizzata ed offerta, dopo lunghe ore di paziente lavoro, dagli artigiani Walter Sambin e Mario Bertaglia della Ital Grondaie di Bottrighe. Le stesse ditte artigiane che hanno donato, per la benedizione, anche le colonnine che delimitano la protezione dell’angelo. Il restaurato angelo ligneo è stato inaugurato e benedetto dall’allora parroco di Bottrighe, monsignor Antonio Cappato, nell’aprile del 2013.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “La Parrocchiale di Bottrighe”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-parrocchiale-di-bottrighe/