Tributarista di Taglio di Po, quarantatreenne, sposato e padre di due figli, Roberto Prescendi, da vari anni presidente della Pro Loco locale e da alcuni del Consorzio delle Pro Loco del Delta, ha recentemente assunto anche la carica di presidente del Comitato Provinciale delle Pro Loco. Egli si trova così ad interpretare un ruolo di vero rilievo a sostegno di un'attività originale e poliedrica qual è quella esercitata da questa associazione di promozione.
– Vi sarà un nuovo indirizzo nel prossimo futuro delle Pro Loco polesane? Chiediamo al neopresidente.
“Le Pro Loco – chiarisce Prescendi – sono basate su un’azione di volontariato, in cui sono state spesso rilevate le buone capacità organizzative, con frutti però non commisurati agli sforzi. Si dice che quelli delle Pro Loco siano bravi organizzatori, ma cattivi venditori. Occorre allora migliorare l’impatto dell’attività, iniziando a stabilire più solidi legami tra le varie realtà, che nel Polesine appaiono molto differenziate, anche in relazione alla conformazione del territorio della provincia, stretto e lungo; fatto questo che di per sè non favorisce certo l’incontro degli attivisti di queste associazioni. Il primo adempimento, a mio avviso, consiste nel consolidare i contatti tra le varie Pro Loco, rafforzando il sistema di coordinamento e di interscambio di informazioni. Abbiamo pertanto deliberato di procedere ad una celere informatizzazione degli uffici, attrezzandoli quanto meno con un fax e fotocopiatrice, strumenti ormai indispensabili per un minimo di attività organica”.
– È noto che le Pro Loco sono gelose della propria autonomia…
“È un’importante caratteristica che va salvaguardata; bisogna però, nel contempo, trovare il modo di amplificare l’azione delle singole associazioni, facendo conoscere di più le varie manifestazioni, procedendo inoltre ad interventi coordinati, come eventuali acquisti comuni di materiale, in modo da realizzare economie di scala, favorire l’attività dei vari consorzi e iniziative unitarie.
Per avviare una tale azione è però prioritaria una conoscenza delle varie realtà, delle molteplici esigenze, e dei diversi programmi. Per una adeguata fotografia delle Pro Loco polesane è stato da noi predisposto un questionario, che dovrà servire al fine di attingere i dati più significativi, utili per impostare le varie attività con maggior consapevolezza.
– Non è infrequente registrare note di dissenso o di chiara critica, indirizzate dai consiglieri delle Pro Loco nei confronti dei pubblici amministratori. Come sono i rapporti con le istituzioni?
“Dove si trovano amministratori sensibili, l’attività della Pro Loco è facilitata. È però bene evitare lo scontro e la conflittualità. Va in ogni caso difesa l’autonomia di azione delle Pro Loco, cercando nel contempo di instaurare con gli enti pubblici rapporti che tendano alla collaborazione e alla reciproca comprensione.
– E i rapporti delle Pro Loco con le Aziende di Promozione Turistica?
“Le nostre attese, alla nascita delle A.P.T., erano certamente maggiori. Il grosso problema delle A.P.T. consiste nel fatto che la maggior parte delle loro risorse servono al mantenimento delle stesse strutture, mentre è evidente che, per essere produttive, tali risorse dovrebbero essere destinate alla promozione. La necessità di ridisegnare il ruolo delle organizzazioni che si occupano di promozione del territorio è una cosa sentita. Noi, come Pro Loco, non vogliamo sopravanzare nessuno, ma sentiamo la necessità di attivare un ‘filo diretto’ con la Regione”.
– L’aggregazione tra Pro Loco è a suo avviso un percorso necessario?
“Ritengo sia molto importante dare vita a Consorzi comprensoriali, innanzitutto per attuare idonee strutture amministrative che le singole entità non possono permettersi. Il consorzio diviene una specie di “ombrello protettivo” che assicura la tranquillità fiscale e normativa; vi è inoltre l’esigenza di coordinare l’attività turistica, di costruire un punto di riferimento stabile per i rapporti con Regione e Provincia, di presentarsi anche con un’immagine più efficiente ed adeguata ai tempi”.
– Quali sono le strategie più importanti del Consorzio delle Pro Loco del Delta?
– Il Consorzio del Delta aggrega le nove Pro Loco del Basso Polesine, incentiva le varie manifestazioni promosse dalle singole Pro Loco e nel contempo ne promuove di innovative, come ad esempio la “lotteria del Delta” tenutasi lo scorso 6 Gennaio a Loreo. Il Consorzio intende proporre un’immagine unica per tutto il comprensorio ed attualmente è impegnato in un significativo progetto: la sistemazione di un fabbricato rurale che sorge sulla statale Romea nel comune di Taglio di Po, in una posizione strategica rispetto ai flussi turistici che scendono dal nord. Questo stabile dovrà essere adeguatamente attrezzato al fine di divenire un punto di riferimento primario per tutte le esigenze turistiche: dal semplice pernottamento, alla prenotazione di una gita sul Po, o un’escursione fuori provincia. In questa struttura intendiamo ospitare una rassegna stabile di documentazione ambientale e proposte stagionali dei prodotti agricoli, dell’artigianato, della pesca, proponendo anche degustazioni in loco. Si tratta in definitiva di attivare la fantasia ed agire con impegno e continuità con obiettivi chiari e produttivi per lo sviluppo della nostra terra”.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Le Pro Loco e il Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-pro-loco-e-il-polesine/