Corrono placide e rassicuranti verso il mare le acque del Po, un anno dopo la grande paura causata dalla minaccia di alluvione del Polesine, seguita alla tragedia abbattutasi sul Piemonte. Ciò grazie alle clementi condizioni meteorologiche di un atipico novembre parco di piogge, e non certo in virtù dei conclamati interventi di regimazione delle acque, ancora tutti da avviare.
Scopriamo così che i capricci atmosferici sono ancora in grado di condizionare pesantemente il nostro territorio, tanto che, nel bel mezzo dell'estate, il protrarsi del maltempo in modo inconsueto, ha determinato vasti allagamenti nei comuni del Delta, con consistenti danni ad abitazioni e colture, seguiti da accese polemiche. I Consorzi di Bonifica, messi sotto accusa, hanno girato il problema a Provincia e Regione, sottolineando come, per dare risposte adeguate a precipitazioni abnormi, occorrano stanziamenti rapportati all'eccezionalità degli eventi.
È l'uomo dunque che deve intervenire, con studi seri, programmi adeguati e stanziamenti conformi alle necessità di tutela dell'assetto idrogeologico della Padania, rivolgendo una particolare attenzione al lembo più fragile e nel contempo più suggestivo rappresentato dal Delta.
Una consapevolezza questa che fortunatamente inizia a diffondersi, come testimoniano le prese di posizione univoche contro la ripresa delle estrazioni del metano, che hanno indotto il Parlamento ad intervenire bloccando (per ora in via transitoria) il pompaggio del gas nell'alto Adriatico proprio di fronte al Delta e a Venezia.
Una posizione ben diversa si è invece radicata nelle zone basso polesane sul problema del Parco, questione che, al momento della distribuzione di questo volume, dovrebbe in qualche modo essersi risolta, visto che un'eventuale rinuncia della Regione Veneto a definire il Parco Regionale, dovrebbe comportare l'automatico avvio del Parco Nazionale.
Sta di fatto che, in quest'ultimo arco del 1995, sul Parco si stanno intrecciando le richieste più disparate ed inconciliabili: dal rifiuto categorico di Porto Tolle, alla richiesta – viceversa – di inclusione nell'area protetta avanzata dal Comune di Adria attualmente escluso.
Le contrapposizioni polesane hanno frattanto destato allarme nella vicina Emilia Romagna che, per quanto attiene al suo territorio, da tempo ha avviato le procedure per il Parco Regionale: la mancata attuazione del parco regionale nel Veneto dovrebbe infatti comportare l'istituzione del Parco Nazionale del Delta, con conseguente cancellazione di quello emiliano-romagnolo.
Le ragioni dell'ambiente troveranno vie meno impervie nel 1996?
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “LE RAGIONI DELL’AMBIENTE”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-ragioni-dellambiente/