Fratta Polesine è uno dei centri polesani che si pone all'attenzione degli studiosi e dei turisti per vari aspetti legati alla storia, all'arte e all'architettura. La splendida Villa Badoera, opera del Palladio, le altre Ville e Palazzi, la chiesa arcipretale e la chiesetta di S. Francesco, il Museo archeologico, gli itinerari carbonari, sono importanti aspetti che fanno di Fratta Polesine una realtà capace di offrire notevoli spunti di interesse culturale.
Fratta quest'anno si è arricchita anche del "Museo Etnografico della civiltà e del lavoro" ufficialmente aperto al pubblico nel mese di Luglio '95, alla presenza del Presidente del Gruppo "Il Manegium", M.ᵒ Adriano Azzi, del sindaco di Fratta dottoressa Tiziana Virgili, del Presidente della locale Pro Loco Luciano Campion, dell'Assessore regionale ingegner Costanzo, del Consigliere Provinciale dottoressa Giuseppina Dall'Aglio Furin, nonché di moltissimo pubblico tra cui studiosi di storia locale, di etnologia, ricercatori in genere.
Il Museo della Civiltà Contadina di Fratta Polesine, che raccoglie la memoria di una variegata cultura popolare, non è da considerarsi solo dei frattensi ma di tutto il Polesine; qui c'è la storia umana e civile del territorio polesano, e sarà certamente punto di riferimento importante per quanti amano questa terra, o desiderano conservare memoria delle proprie origini, dei ricordi felici come di quelli dolorosi che proprio gli oggetti esposti rievocano.
Il periodo storico abbracciato è di circa un secolo: dall'unità d'Italia alla grande alluvione del 1951. Accurata è la ricostruzione degli ambienti delle famiglie polesane.
La casa allora era tutto, lì si veniva al mondo, si diventava grandi, ci si sposava e si concludeva il cammino della vita. Ecco quindi la cucina della gente povera, una camera, poche cose, ma essenziali: il caminetto, la stufa, un tavolo, poche sedie fatte in casa, una credenza e tanti umili utensili.
L'itinerario museale presenta poi la camera da letto coniugale, la camera per i figli, l'ambiente dove si preparava il pane, la cantina, la lisciaia, la sartoria. E ancora si possono rivisitare i mestieri di un tempo: ecco gli arnesi usati dal calzolaio, dal falegname, dal fabbro, da chi preparava le corde, gli attrezzi da lavoro propri della campagna. Infine è possibile vedere anche con quali giocattoli i bimbi di un tempo si dilettavano, nell’esposizione di un’ampia serie di giocattoli d’epoca.
Il nuovo Museo trova la sua dignitosa e giusta collocazione negli spazi situati accanto alla bella Villa Cornoldi, ora Fanan, un tempo scuderie e abitazioni, adiacenti la Villa stessa; spazi, che il signor Fanan gentilmente e con grande disponibilità ha messo a disposizione del “Manegium” e della Pro Loco, affinché si potesse realizzare questa iniziativa.
Il Museo, che merita di essere visitato ed apprezzato, è nato dalla volontà dei frattensi, in particolare dal Gruppo “Il Manegium”, con il contributo della Pro Loco di Fratta, con il sostegno morale dell’Amministrazione Comunale, delle Associazioni, e poi con l’intervento concreto a diversi livelli, di tante persone che, generosamente, hano contribuito alla sua realizzazione.
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Come citare questo articolo
Settimio Rigolin. “Museo della Civiltà Contadina a Fratta Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/museo-della-civilta-contadina-a-fratta-polesine/