Si dice che quando un popolo, un gruppo sociale sia stato sottoposto a sofferenze, in seguito potrà avere dei doni speciali, si affineranno apprezzabili sensibilità individuali. Il Polesine sembra confermare questa tendenza: dopo il periodo delle alluvioni e delle difficoltà, ecco sbocciare giovani dotati di attitudini musicali, letterarie e pittoriche.
Fortunatamente, oggi, in famiglia, vengono considerate con maggior rispetto le tendenze artistiche dei giovani, e molti studenti si accostano all’arte con più facilità, con maggior entusiasmo rispetto a trent’anni fa, quando chi voleva affrontare tale studio, era avversato e disatteso dai familiari.
Nel basso Polesine si registra un interessante fiorire di iniziative musicali ed alcuni giovani ottengono importanti gratificazioni.
È quello che si verifica a Taglio di Po con il tenore Sergio Pattaro, il baritono Massimo Siviero e, a Porto Tolle, con il basso Riccardo Zanellato.
Il tenore Sergio Pattaro ha cominciato a muovere i primi passi “musicali” all’età di 16 anni, con il coro parrocchiale, diretto allora da padre Felice Bertaggia, lui stesso un tenore e si può dire uno scopritore di talenti musicali.
Il servizio militare e le vicende quotidiane l’hanno poi tenuto lontano dal canto. In seguito, dopo un intervallo di 15-16 anni ha ripreso l’attività canora per proprio conto e ha frequentato la scuola privata di “Amadeus” nel 1988-89. Ha iniziato anche lo studio del pianoforte e, sotto la guida del maestro Pierantonio Pozzato, ha ripreso ad affrontare lo studio e l’esecuzione canora delle opere liriche. Ha studiato con il tenore Massimo Siviero, suo compaesano, con il maestro Danilo Rigosa di Bergamo, ma abitante ad Adria, e con il baritono messicano Oscar Garrido Bassoco.
I suoi personaggi più amati sono quelli di Puccini, Verdi e Donizetti. Sta attualmente preparando pezzi di “Madame Butterfly” della “Boheme”. Esegue parti di “Tourandot” “Nessun dorma” e della “Tosca”.
Di Donizetti ha presentato sabato 7 febbraio 1998 il personaggio di Nemorino nell’opera “L’Elisir d’Amour” presso l’Auditorium della Scuola Media di Taglio di Po, durante una manifestazione organizzata dalla Pro Loco, dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica. Accanto a lui il coro lirico Opitergino e la Corale Julia di Fontanafredda, in compagnia di Silvia Da Ras, nella parte di Adina, di Oscar Garrido nella parte di Belcore, di Eugenio Leggiadri in quella del dr. Dulcamara e di Luigina Ongaro in quella di Giannetta.
Ha ottenuto successo dal pubblico presente che lo sta seguendo nel suo cammino musicale. La sua voce, ultimamente, è migliorata; è diventata più estesa, più profonda, più addolcita.
Per la prossima estate, a luglio, presenterà tre concerti con orchestra in Friuli, poi ad Ariano Polesine e a Chioggia. Il suo sogno è quello di avviarsi alla professione; attualmente per vivere lavora presso una ditta privata, e con volontà e impegno personale si sta rilevando un tenore attento nel cercare la sua strada “musicale” e nel realizzarsi con entusiasmo e pazienza.
Anche il baritono Massimo Siviero ha iniziato a cantare presso il coro parrocchiale di Taglio di Po con padre Felice. I suoi primi studi erano legati al pianoforte, ma poi, incoraggiato dal sacerdote si è dedicato alla lirica.
Purtroppo la morte di padre Felice nel 1978 ha colpito tutti, interrompendo per quattro anni gli studi di Siviero, che è stato poi invitato ad iscriversi al corso di canto presso il Conservatorio di Adria, tenuto dal maestro Pierantonio Pozzato.
Da Adria passa poi a Ferrara, al Conservatorio Frescobaldi e successivamente a quello di Benedetto Marcello di Venezia, per seguire le lezioni della sua insegnante.
I primi debutti sono al teatro di Treviso con la “Traviata”. I personaggi interpretati sono quelli di Verdi, Puccini, Donizetti. Insomma un repertorio adatto alla sua vocalità brillante e sicura, dotato di acuti facili. Siviero ha cantato anche per due anni, nella Basilica di S. Pietro a Roma davanti al Papa. Giunto nella città eterna per esercitarsi, viene contattato dal direttore del coro, ed inserito come voce solista nel coro della Chiesa di S. Pietro in Vaticano, dove ancora canta. Ha registrato anche diversi pezzi inediti di musica sacra, per la radio vaticana. Ha registrato anche un CD di musica sacra del 700, prima in esecuzione assoluta, con cantanti moderni, di melodie antiche.
La sua attività di professionista l’ha portato, oltre che in vari teatri d’Italia (da Trento a Sassari) anche all’estero, in Germania per “Le Nozze di Figaro”, in Austria per “Il Flauto Magico” di Mozart, in Francia, ex-Jugoslavia e negli Stati Uniti, dove si è esibito nei teatri delle Università americane.
Siviero, dotato di una voce profonda, è stato inoltre preparato all’arte scenica da Giorgio Albertazzi, con il quale ha seguito un corso di recitazione a Lucca. Nel 1990 ha partecipato anche alla colonna vocale nel “Filò” di A. Zanzotto, rappresentata al teatro Goldoni di Venezia.
Nel 1994 risulta finalista al concorso di canto, “Leon d’Oro” di Bologna. Con grande successo di pubblico, domenica 15 febbraio 1998 si è esibito in Polesine presso l’Auditorium “Sandro Pertini” di Casa Serena ad Adria, dimostrando una voce dolce, delicata, estesa, pulita. Tra i suoi programmi futuri c’è anche un film, “L’Elisir d’Amour”, girato probabilmente proprio in Polesine. Non manca la collaborazione con il fratello Andrea che suona il flauto traverso, in concerti molto apprezzati.
Riccardo Zanellato è un giovane basso, dall'aspetto prestante, con una voce potente " … calda, duttile, rotonda ed espressiva" come l'hanno definita i critici della Rivista Musicale "Amadeus" nel novembre 1997.
Nato a Tolle, frazione di Porto Tolle, nel 1969, fin da ragazzo è stato attirato dalla musicalità della chitarra, facendo le sue prime prove grazie ad una chitarra per caso vinta dallo zio e avutala dallo stesso in dono.
Ha poi frequentato presso il Conservatorio musicale di Adria il corso di chitarra classica, prima del servizio militare. Qui il destino gioca a suo favore, infatti Zanellato entra a far parte del coro alpino e qualcuno si accorge che la sua voce è particolarmente bella, indicandogli la strada della lirica, che egli però, inizialmente non ama. Ma il seme è gettato. Tornato a casa, dopo il servizio militare, si consiglia con l'amico Massimo Siviero che lo incoraggia e gli indica come maestro Arrigo Pola di Modena. È il via.
Consegue frattanto il diploma di chitarra classica, nel 1994, e nello stesso tempo studia canto. Nel 1995 affronta uno dei primi concorsi ad Adria, dove incontra il suo attuale maestro Danilo Rigosa. Tiene i primi concerti a Padova e partecipa a vari concorsi, fra cui, nel 1996 al più importante, quello di Spoleto per i Giovani Cantanti Lirici della Comunità Europea ove è proclamato vincitore. Debutta frattanto con il "Falstaff", e interpreta ruoli non secondari in un'opera contemporanea e una di Rossini "L'Inganno Felice" al Comunale di Firenze.
Nel 1997 Spoleto lo fa cantare nel Faust, con la parte di Mefistofele, ruolo molto importante, e Riccardo Zanellato miete successi di pubblico; critiche positive gli vengono inoltre dal direttore d'orchestra e dallo stesso regista.
A Bologna è chiamato per i "Puritani" di Bellini, per la "Tourandot" e per "Don Giovanni" in calendario per il maggio-giugno 1998. Nel frattempo partecipa ad un concorso indetto da Placido Domingo, in Giappone, a Tokyo, dove si qualifica dopo un'accurata selezione sulla base di circa quattromila audiocassette. In cinquanta possono partecipare alle finali e Zanellato è tra i finalisti della serata della premiazione.
Per il futuro ci sono debutti in Francia, a Mentone in aprile per la Televisione artistica Francese. È un volo ormai per Zanellato che, grazie alla sua voce morbida, forte e potente (anche se ancora in evoluzione, data la sua giovane età, 29 anni) giungerà certamente a mietere importanti successi e critiche sempre più lusinghiere.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Roberta Fava. “Le voci liriche del Delta”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-voci-liriche-del-delta/