In Polesine possiamo vantare un’esclusiva realtà libraria depositata nella biblioteca comunale “Dino Tinti” di Melara: si tratta di libri provenienti dal lontano Giappone. Sono frutto di tre donazioni effettuate negli anni 1996, 1997 e 2002. Nel complesso sono oltre 160 volumi editi tra gli anni 1973 e 1998 dono di un’importante realtà culturale nipponica, l’associazione di volontariato femminile “The Vision”, che si occupa della diffusione della cultura giapponese nel mondo.
Fa un certo effetto vedere il nome di Melara quale comune beneficiario di tali libri, nel mezzo di importanti biblioteche europeee e finora unica veneta e forse italiana. Consapevole dell’importanza di tali attenzioni, il sindaco di Melara, Barbara Losi ha provveduto, assieme alla bibliotecaria Maria Luisa Ganzerla, ad inserirli nel catalogo telematico provinciale in rete, quindi a disposizione di tutti gli amanti dei prodotti nipponici.
Nella quasi totalità sono interamente in lingua inglese ed affrontano molti temi. Così se qualcuno vorrà apprendere la lingua giapponese avrà a disposizione “Japanese for beginners” che affronta anche l’ostacolo maggiore: la calligrafia e lo speciale alfabeto composto di ideogrammi. Chi inoltre volesse apprenderne la storia può consultare “The story of Japan” in due volumi di Hirazumi Kiyoshi. Chi fosse appassionato di attori e scenografie può sfogliare il “Kabuki actors” di Masakatsu Gunji. E che dire dell’arte tutta giapponese di apprezzare il The, naturalmente ben descritto da “The book of tea” di Kakuzo Okakura? Ed ancora Hirohito e il suo tempo di Toshiaki Kawahara ed il “Self portraits tales from the life of Japan’s great decadent romantic” di Osamu Osamudazai, una guida agli avvenimenti annuali “Pictorial encyclopedia of Japanese life and events” della Gakken e via di questo passo. Sono rappresentati anche aspetti religiosi quali “Christianity and Japan – meeting, conflict, hope” di Stuart D.B.Picken. Apprezzabili le particolari tecniche delle ceramiche (Tokoname, Karatsu, Oribe, Shino e Kakiemon), ma anche pietre e bonsai, origami, la carta giapponese (famosa nel mondo), il design, ikebana ed ancora samurai la cucina (sushi ma molte altre prelibatezze), fumetti e cultura popolare (manga) ed ancora sport vari (Sumo, Judo ecc.), fiabe, costumi e concetti di vita, arte e cultura popolare, tecniche decorative dalla natura, quadri, grammatica e caratteri giapponesi.
Preciso ed utile anche uno “Who’s who of Japan”, una storia della famosa fabbrica Honda e tre videocassette e due elenchi telefonici sempre nipponici. Insomma sono rappresentati la finezza, la cultura, usi e costumi di un paese così tanto distante fisicamente da noi, quanto vicino nella vita di tutti i giorni nella televisione, negli sport ed anche cucina. Questi volumi, alcuni pregevoli tipograficamente, oltre ad un discreto valore commerciale rappresentano un’importante apertura mentale verso il mondo europeo che i giapponesi ammirano ed apprezzano.
Ma come è nato l’interesse dei giapponesi per Melara, la cui biblioteca è stata fatta oggetto del particolare dono librario? Diciamo subito che i donatori sono stati il signor Tsutomu Honda e la sua signora Mitsu Honda.
Ecco come si è svolta la vicenda. Il Sig. Tsutomu Honda, scomparso due anni fa, entrò in collegamento con la ditta melarese Moser Rides, grazie al fatto che negli anni ‘90 era il General Manager della Itochu Sanki Corporation, che era loro cliente/fornitore di giostre presso i parchi giapponesi. Tra questa società e la Moser di Melara ci furono inizialmente rapporti d’affari che continuarono però con l’amicizia e la stima personale continuata anche una volta andato in pensione il sig. Honda.
In seguito a questa amicizia, il sig. Honda assieme alla moglie è stato ospite in Italia in alcune occasioni, visitando anche il municipio di Melara, ove era allestita una piccola mostra per ricordare il concittadino Timo Pastorelli (1885-1958)¹ che nel paese del Sol Levante dimorò per oltre due decenni. Lo studioso melarese, che aveva raggiunto eccelsi risultati nel campo culturale, umanitario, visse in Giappone insegnando nell’Università di Tokyo e dando alle stampe uno dei primi libri di grammatica nipponica che si conoscano.
Dalla visita a Melara nacque l’idea di inviare al comune polesano libri giapponesi. Dopo la scomparsa del sig. Honda la moglie, signora Mitsu Honda, ha voluto continuare l’invio di materiale. Essa fa parte di un’organizzazione di volontarie, la The Vision Women’s Volunteer Group, che, su indicazione dei propri membri, dona agli enti – principalmente grandi città con numerose comunità – libri e cassette in lingua inglese sulla civiltà giapponese.
L’organizzazione The Vision è quindi una associazione no-profit, i cui membri sono donne giapponesi, tutte volontarie e mogli di uomini giapponesi d’affari che assieme hanno vissuto all’estero. Venne fondata nel 1988 da Toe Matsui. Negli ultimi dieci anni ha donato libri, e materiale illustrativo relativo al Giappone ad oltre 500 biblioteche in tutto il mondo. Ad ogni spedizione di libri e aggiornamenti vari, corrisponde una donazione da parte del membro proponente (più di U$ 250.00) e relativo pagamento delle spese di spedizione. La signora Honda ha provveduto a sue spese all’invio e spedizione del materiale librario sempre con squisitezza e sensibilità tipiche della terra del Sol levante.
Ai melaresi e ai polesani spetta ora il compito di apprezzare nel dovuto modo questi preziosi doni e di divulgarne le conoscenze.
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Come citare questo articolo
Raffaele Ridolfi. “Libri dal Sol levante”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/libri-dal-sol-levante/