Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Una vita da campione

Il portovirese Maurizio Preti, a Riccione, vicecampione mondiale Master di staffetta

di Enrico Mancin

Ventaglio Novanta n. 26 2003 pp. 160–163

Maurizio Preti, evergreen podista portovirese di 47 anni, amico d’infanzia della campionessa Laura Fogli, qualche mese fa, ai campionati mondiali di atletica leggera Master di Riccione (per la prima volta approdati in Italia), si è laureato vicecampione mondiale di staffetta. Una storia la sua che ha tutte le connotazioni della bella favola.

Il podista originario di Comacchio, ma ormai portovirese a pieno titolo poichè si è trasferito nel Delta, nell’allora Comune di Contarina già nel lontano 1978, anno del matrimonio, atleticamente si è formato nel Cus Ferrara. Infatti, negli anni in cui frequentava la Scuola per Periti, ha militato con onore nel sodalizio universitario estense, dal 1973 al 1975. Poi la pausa del servizio militare, svolto nella compagnia atleti dell’esercito, distaccamento di Gorizia. Quindi il ritorno al Cus Ferrara, ove rimane fino al 1978, anno del suo trasferimento nel Delta.

Qui ha fatto opera di proselitismo in favore dell’atletica leggera, questo “sport povero” in cui, correndo a “pane ed acqua” si dura quasi una vita, come Preti sta dimostrando. Ha infatti fondato a Taglio di Po il Gruppo podistico “Mobili Benetti”, che da tre anni si è trasformato in “Gruppo podistico Avis Taglio di Po”.

Maurizio Prati è stato precoce anche nei risultati, ed infatti data già al 1973 la sua prima vittoria di prestigio che lo segnala al grosso pubblico, con la conquista, ai Campionati regionali juniores dell’Emilia Romagna effettuatisi a Bologna, del titolo regionale sugli 800 metri, quella che poi è stata, per anni, la sua gara preferita.

Le soddisfazioni non sono mancate neppure durante il servizio militare, ed infatti Preti conquista un bel sesto posto ai Campionati italiani assoluti, sempre sugli 800 metri, con il record personale di 1’ 57”. Il campione ha conosciuto anche la crisi, ed infatti l’anno più problematico della sua carriera è nel 1978, quando, per motivi di lavoro, deve forzatamente rimanere inattivo per circa 7 mesi. “E’ stato il periodo più lungo ed anche l’unico della mia vita – ricorda il vicecampione mondiale – in cui ho disertato le piste”.

Poi nel 1985, a trent’anni e nel pieno della sua maturità atletica, il campione, ormai cittadino del Delta, conquista il titolo italiano assoluto sui 10mila metri in pista, che lo consacra nel novero dei grandi dell’atletica leggera.

Due anni dopo, nel 1987, giunge un altro titolo tricolore, conquistato a Ferrara, città in cui è cresciuto atleticamente. Preti si afferma nella mezza maratona, sul classico percorso di km 21,097. Ed il 1987 è veramente l’anno magico di Maurizio, che fa letteralmente “man bassa” di podi, aggiudicandosi ben 37 gare sulle 42 cui ha partecipato. Anche in seguito, la sua attività agonistica è costellata da tutta una serie di vittorie, senza soluzione di continuità, e l’atleta colleziona più di 30 titoli provinciali, delle province di Rovigo e Ferrara, nelle varie discipline, sia in corsa campestre che su strada.

Il suo palmarès atletico conta anche 8 titoli regionali, di cui solo uno è di campione dell’Emilia-Romagna, mentre gli altri 7 sono tutti del Veneto, sino all’ultimo, conquistato nel 2000 nella mezza maratona di Castelfranco Veneto. Nella sua lunga carriera, Maurizio ha voluto affrontare anche la classicissima delle gare, la Maratona, e nel 1987 sostiene la sua prima gara in assoluto di questa specialità, a Vigarano Mainarda, arrivando al nono posto, in 2 ore 31’03.

Nel 1992, affronta anche il fascino della Maratona di New York, dove fino al trentaduesimo chilometro è fra i primi trenta atleti. Poi lo prendono i crampi, e deve cedere il passo, riuscendo però egualmente a portare a termine la gara.

L’ultimo momento magico di Preti è cronaca recente. Viene infatti ufficialmente convocato a far parte della rappresentativa azzurra ai Campionato mondiali Master di Riccione. E la trasferta in terra di Romagna, è stata oltremodo fruttuosa, anche se non sarà il “canto del cigno” per questo atleta, ancora ben lungi dall’idea di appendere le classiche scarpette al chiodo. Nella prima gara di venerdì al Campionato mondiale, nei 10mila metri su strada, disputata sul lungomare di Riccione, l’atleta portovirese, anche se consegue un dignitoso diciottesimo posto su 500 partecipanti, col tempo di 35’ 27”, in verità non è molto contento di sè; ha la certezza di avere nelle gambe la possibilità di ben altri risultati.

Le cose vanno decisamente meglio la domenica, quando si corre la staffetta mondiale Master (5 atleti per 4 km), in cui Maurizio gareggia con gli altri 4 colleghi, tutti veneti: Antonio Paolini, Huber Poloni, Adriano Biscaro e Raffaele Valente. “Mi sentivo molto gasato – ricorda l’atleta portovirese – ed anche il clima, molto ventilato, era ottimale. Abbiamo, come team, superato ogni più rosea previsione. Nel mio tratto di staffetta, sono partito quinto, ma ero conscio di star bene, ed ho corso il mio tratto in un tempo che non realizzavo più dal lontano 1987, quando ho vinto i campionati italiani. Infatti – commenta compiaciuto – nella corsa breve riesco ancora ad ottenere risultati che definirei ottimi”.

Un’avvisaglia della buona prova in staffetta, che ha portato la squadra di Maurizio al titolo di vicecampioni del mondo Master, si era già avuta nella gara individuale del venerdì precedente. Nella gara sui 10 km di quel giorno, infatti, il gruppo che poi ha fatto squadra con Maurizio Preti (che era una delle tre rappresentative italiane in gara la domenica per il titolo mondiale di staffetta), era riuscito a mantenersi compatto. Infatti i suoi atleti si erano classificati tutti fra il 15° ed il 20° posto. Tale risultato, aveva fatto presagire ai 5 esperti Master veneti, la possibilità di andare a podio, come poi è avvenuto.

Questo quintetto, di per sè ottimale, ha dovuto purtroppo essere rimaneggiato, causa gli infortuni occorsi a Pelizzato a Dal Pra. La squadra di Preti è stata quindi completata all’ultimo minuto, con l’inserimento di Poloni e Biscaro.

Il nuovo team, nonostante tutto, ha però saputo imporsi in gara con uno splendido recupero, realizzato da Preti e Paolini, che hanno ottenuto, nelle loro frazioni, i due migliori tempi in assoluto. E’ stata una gara entusiasmante che ha permesso al team di conseguire un ottimo secondo posto, alle spalle dell’altra squadra italiana laureatasi campione del mondo, e composta da: Luigi Panduccio, Gino Simone, Paolo Penone, Antonio Giannescani e Gianni Lombardo.

Una supremazia, quella italiana, che è stata ribadita dal quarto posto dell’ultima staffetta nazionale in gara, giunta appena dopo la Germania. Tale team, era composto dai Master: Andreoli, Giubilato, De Chirico, Rizzo e Tubia.

Porte aperte quindi per il prossimo mondiale del 2004 in Nuova Zelanda per la squadra “tutta veneta” di Maurizio Preti, seconda su ben 52 squadre concorrenti.

Da segnalare infine che il fondista portovirese è entrato a far parte del team dei “Podisti della Storia”, concepito dal bassanese Stefano Malvestio, ed ha già partecipato a tre raid ciclo-podistici, l’ultimo dei quali si è svolto ad aprile del corrente anno. Con questa impresa, che racchiude un pò il fascino della scoperta pionieristica, il gruppo dei “Podisti della storia” ha attraversato, con un itinerario di ben 140 km, percorso da lunedì 22 aprile con partenza dal centro storico di Caorle, la bassa pianura veneta orientale e friulana, giungendo giovedì 25 a Bottazzo, in Val Rosandra, sul confine di stato sloveno, alle ore 13.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Enrico Mancin. “Una vita da campione”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-vita-da-campione/

Pubblicità