"Oggi si realizza un sogno per me, per l'Amministrazione Comunale che rappresento, ma spero soprattutto per Bergantino e per tutto il Polesine. Abbiamo immaginato questo momento fin dal 1992, anno in cui è stato inaugurato questo antico Palazzo Strozzi dall'Amministrazione Provinciale di Rovigo. Il progetto, però, non ha mai avuto seguito per le difficoltà economiche, ma con la preziosa collaborazione di importanti Istituzioni, quali l'Accademia dei Concordi di Rovigo, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, il Centro Etnografico Ferrarese, finalmente oggi, 24 aprile 1999, qui a Bergantino si aprono le porte del "Museo della Giostra e dello Spettacolo popolare".
Con queste parole il Sindaco di Bergantino Laura Negri apriva il suo discorso per l'inaugurazione ufficiale della nuova istituzione museale, nata sotto l'Alto Patrocinio del Ministero dei Beni Culturali ed Artistici.
Il pomeriggio, nonostante le pessime previsioni meteorologiche, era splendido e la vasta sala di Palazzo Strozzi appariva gremita a tal punto che molte persone sono state costrette a restare fuori. Infatti l'avvenimento ha destato grande interesse fra gli esercenti e i costruttori di spettacoli viaggianti, ed ha richiamato a Bergantino diversi studiosi ed esponenti del mondo della cultura, della politica e della Pubblica Amministrazione.
"Pensate – ha affermato fra l'altro il Sindaco – che già nel primo dopoguerra si è sviluppata una imprenditoria locale legata alla costruzione delle giostre, che ha avuto un grande sviluppo, tanto che oggi questa zona altopolesana viene considerata uno dei maggiori poli internazionali su cui ruota l'industria della giostra e dello spettacolo viaggiante. Bergantino, inoltre, paese di 2700 abitanti, annovera tra i suoi cittadini ben 50 famiglie che portano i loro “mestieri” e le loro attrazioni nelle piazze italiane ed estere. Quale luogo, quindi, più significativo per un Museo Nazionale Documentario della Giostra e dello Spettacolo Viaggiante?”.
Il Museo nasce dalla convinzione che la cultura possa essere di supporto e di stimolo anche alla realtà socio-economica: “Un tessuto economico-imprenditoriale è tanto più forte quanto più conosce le proprie radici e conosce le ragioni culturali del proprio esistere”.
Anche gli obiettivi appaiono ben definiti: il compito affidato al Museo è quello di contribuire a valorizzare un mondo che è sempre stato messo ai margini della Cultura Ufficiale, quella con la C maiuscola; un mondo, quello dello spettacolo popolare, pieno di fascino, di ricchezza umana, di valori autentici, che abbisogna di acquisire una nuova dignità.
Gli interventi successivi hanno tutti contribuito ad illustrare il valore e l’importanza delle attività dello spettacolo viaggiante e ad esprimere i consensi per un’iniziativa unica nel suo genere in Italia; iniziativa che vuol creare non soltanto un museo delle memorie, ma soprattutto un centro culturale di ricerca e di documentazione dello spettacolo popolare, vitale e capace di divulgare le conoscenze acquisite attraverso moderne iniziative culturali, che possano fare del Museo un punto di riferimento nazionale per ciò che concerne la cultura popolare della Piazza. Manca, infatti, in Italia un’istituzione che raccolga la documentazione di tutto un mondo che riguarda le fiere antiche e i parchi dei divertimenti fra ’800 e ’900, che hanno poi dato vita per evoluzione, ai moderni luna park.
L’Avvocato Alessandro Ubertone ha portato il saluto e l’augurio dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, Istituzione sempre presente e attiva nella promozione culturale del nostro territorio.
La parte didattica, che costituisce l'ossatura del Museo, è stata presentata dalla Dott.ssa Elisabetta Silvestrini, antropologa del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, in quanto buona parte dei documenti esposti provengono dalla Mostra "La Piazza Universale", allestita a Roma nel 1988 a cura della Silvestrini stessa, la cui collaborazione per la nascita del Museo è stata determinante. Infatti questa parte didattica dell'esposizione è il risultato di una sua ricerca antropologica sulle origini del luna park.
"Quello che oggi si vede qui nel Museo – ha precisato la Silvestrini – non vuol essere una documentazione esaustiva di oltre 3000 anni di spettacolo popolare, ma vuole individuare alcuni filoni che possono essere confluiti nel luna park contemporaneo, sia come singoli "mestieri", ciascuno dei quali ha una sua storia specifica, sia come complesso aggregato di giochi e spettacoli. Ci sono degli accenni ai giochi nati nel Vicino Oriente antico, in Mesopotamia, nel mondo romano e, poi, attraverso il Medioevo, si arriva al 1400 e al 1500 che vede l'inizio della storia della Fiera, una storia che dall'Oriente coinvolge l'area europea. L'ultima parte della mostra – ha concluso Elisabetta Silvestrini – è dedicata alla storia più recente del luna park, alla sua funzione di tipo antropologico, di incontro e di celebrazione della festa".
Una volta conclusi tutti gli interventi, il Sindaco ha tagliato il nastro tricolore, aprendo ufficialmente e di fatto le porte del Museo Documentario della Giostra e dello Spettacolo Popolare nel Palazzo Strozzi di Bergantino.
Ha riempito in quel momento il cielo un bellissimo concerto di campane, che annunciava la festa del Santo Patrono del paese, San Giorgio, e quel suono festoso, squillante, prolungato entrava in perfetta sintonia con il mondo della sbrigliata fantasia espressa dai giochi e dalle attrazioni del neonato Museo e con gli spettacoli che si svolgevano fin dalle prime ore del pomeriggio sulla piazza del paese, dove si esibivano giocolieri, cantastorie, suonatori ambulanti, mangiafuoco, artisti che con i loro giochi ricreavano le atmosfere dell'antico parco dei divertimenti, come degno corollario di un importante avvenimento, qual era l'inaugurazione di un Museo molto singolare.
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Come citare questo articolo
Tommaso Zaghini. “L’industria dei sogni e della fantasia”. Ventaglio Novanta, n. 20, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/lindustria-dei-sogni-e-della-fantasia/