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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Septem Maria Museum

Alle porte del Delta una esposizione circostanziata sulla civiltà delle acque

di Grazia Amidei

Ventaglio Novanta n. 20 2000 pp. 20–23

Appena usciti dall'abitato di Adria, dirigendosi verso Loreo si trova, in località Amolara, il nuovo museo della "civiltà delle acque dalla protostoria all'attualità", denominato "Septem mària museum".

Situato nel Parco Regionale del Delta del Po è un'esposizione che parla del rapporto tra l'uomo, il territorio e le acque, alloggiata in un edificio nato in funzione dell'acqua. Si tratta infatti dell'ex idrovora, attiva da metà del secolo scorso fino al 1992.

La costruzione è uno degli esempi più significativi dello stile neo-classico in Polesine ed esibisce ancora intatto il camino alto oltre 40 metri. L'edificio fu progettato nel 1853 dall'ing. Cesare De Lotto per il "prosciugamento artificiale dei terreni sotto la tutela del Consorzio Campagna Vecchia Inferiore a mezzo di ruote idrovore mosse da macchine a vapore". Il Consorzio, oltre allo smaltimento delle acque in eccesso, che venivano immesse nel Canalbianco, approvvigionava acqua per la macerazione della canapa e del lino.

Recentemente, l'Amministrazione del Consorzio ha deciso di recuperare il fabbricato utilizzandolo per la mostra museale, nonché per adibirlo ad ostello per i visitatori del Parco del Delta e farne un punto di riferimento per studi e ricerche nel campo della fitodepurazione, della qualità delle acque e dell'ingegneria naturalistica.

Ma veniamo al museo denominato "Septem Mària: la denominazione "Sette mari", così ricorda Plinio nella sua famosa opera Naturalis historia, era attribuita dagli antichi al territorio tra Adria e il mare. Ciò giustifica la localizzazione in quest'area di un'esposizione che ripercorre la storia delle acque e del rapporto che le varie civiltà hanno instaurato con l'acqua intesa sia come risorsa che come problema per l'uomo.

Nell'ingresso trovano collocazione oggetti, foto, testimonianze della bonifica del Novecento nel territorio Medio Polesano. Torce, lampade, carriole, vanghe, raccontano subito al visitatore storie di lavoro duro, manuale, sollecito e costante per difendere e rendere produttivo il territorio.

Più avanti e nella sala macchine, 12 pannelli spiegano l'origine del nome, le caratteristiche del museo, l'evoluzione fisico-geografica del territorio, nonché l'evoluzione storica dalla protostoria all'età contemporanea. Un tredicesimo pannello mostra lo schema di funzionamento di un’idrovora.

Nella sala macchine, oltre a un modello che riproduce l’idrovora di Bresega con due ruote a schiaffo, sono esposti su due tavoli i tre progetti riguardanti l’idrovora di Amolara con i relativi cambiamenti e ampliamenti rispetto al progetto originario, nonché il progetto del 1998, relativo alla ristrutturazione del fabbricato per adibirlo ad ostello.

Alle spalle i due motori diesel che negli anni trenta hanno sostituito le precedenti caldaie a vapore e che azionavano le due pompe centrifughe della portata di 4000 e 3200 litri d’acqua al secondo, mentre la pompa ad elica verticale della portata di 1000 litri al secondo, era azionata da un motore elettrico.

Un piccolo laboratorio, allestito dall’Università di Ca’ Foscari, dipartimento scienze ambientali, chiude la visita al museo.

Le visite guidate, le informazioni, le prenotazioni sono gestite dalla coop. TURISMO & CULTURA che offre inoltre consulenza didattica per escursioni e soggiorni naturalistici in Polesine, nel Delta del Po e per sviluppare le tematiche del museo.

La visita alla mostra dei Sette Mari costituisce un’opportunità decisamente interessante per conoscere la problematica delle acque del Delta. Per prenotazioni ed informazioni ci si può rivolgere all’ufficio rodigino della cooperativa, tel. 0425-26270

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Come citare questo articolo

Grazia Amidei. “Septem Maria Museum”. Ventaglio Novanta, n. 20, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/septem-maria-museum/

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