Nel fumetto vengono ricostruite fantasiosamente le ultime ore di vita del pilota Umberto Maddalena (1894-1931) legandole alla scelta di una “mortale” carta dei tarocchi. Quasi tutti i piloti d’aereo sono degli incalliti superstiziosi, e va considerata, soprattutto all’epoca, la diffusa abitudine di identificare la morte con una donna che può apparirti quando meno te l’aspetti, sotto qualsiasi sembianza di donna o di animale, per costringerti a giocare con lei, lasciandoti poche probabilità di vincere qualche altro giorno di vita.
Figlio di Ettore, medico e rinomato botanico, e di Francesca Bianchi, insegnante elementare, Umberto Maddalena nasce il 14 dicembre 1894 a Cao de Sora, nell'allora Comune di Bottrighe, oggi frazione di Adria, in provincia di Rovigo. Qui trascorse l’infanzia fino al trasferimento, nel 1900, a Pettorazza Grimani per l'attribuzione al padre della condotta.
Frequentò il Collegio Menegatti, in Rovigo, manifestando passione per macchine e navi. A Venezia, sedicenne, ottenne il diploma di Capitano di lungo corso. Entrato in marina, s’imbarcò su un brigantino che trasportava sale in America del Sud e poi sul veliero Mascotte. Si trovava a Buenos Aires quando, il 24 maggio 1915, l'Italia entrò in guerra contro l'Austria-Ungheria.
Rientrò in Italia appena possibile, scoprendo di essere stato dichiarato disertore da mesi. Il console italiano a Buenos Aires dichiarò che non era stato possibile sostituirlo come primo ufficiale a bordo del Mascotte. Arruolato nella Regia Marina completò gli studi presso l'Accademia Navale di Livorno e fu nominato Guardiamarina di complemento. Accettò la proposta di prestare servizio nell'Aviazione di Marina.
Dal giugno 1916 frequentò la Scuola di Volo di Sesto Calende, conseguendo il brevetto su un idrovolante FBA. Fu destinato all'idroscalo di Brindisi, che controllava il Canale d’Otranto. Venne insignito di tre Medaglie d'argento e una di bronzo al valor militare, due Croci di Guerra e numerosi altri riconoscimenti.
Dopo la guerra decise di rimanere nell’Aviazione di Marina; nell'agosto 1919 partecipò alla prima missione a lungo raggio con impiego di idrovolanti, raggiungendo Amsterdam per partecipare all'Esposizione Internazionale Aviatoria e proseguendo poi per la Svezia dove addestrò dei piloti svedesi.
Effettuò missioni con voli allora considerati eccezionali raggiungendo Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Finlandia e Russia. Nel 1925, alla guida di un idrovolante Macchi M.24, si rese protagonista di un importante raid dai Balcani alla Germania, facendo conoscere i prodotti aeronautici italiani. Nel suo equipaggio vi era Guido Mattioli, del Corriere della sera, che nel 1938 pubblicherà il libro In volo con Umberto Maddalena. Effettuò altre crociere aeree in Europa e fu consulente tecnico della società Aeroespresso.
Nel 1928 partì da Orbetello con un Savoia-Marchetti S.55A alla ricerca dei naufraghi del dirigibile Italia comandato dal Generale Umberto Nobile, dispersi nell'Artico; riuscì a trovarli effettuando rifornimenti di viveri e medicinali e rendendo possibile il loro salvataggio.
Nel 1929 conquistò il record del mondo di durata in volo. Ebbe un ruolo fondamentale nell'organizzazione della Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, alla quale partecipò con l'S.55A matricola I-MADD, venendo insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Il 19 marzo 1931 Maddalena rimase vittima dell'esplosione in volo del suo S.64 Bis, aereo con il quale doveva tentare un record di distanza fino al Messico. L'incidente avvenne durante un normale volo di trasferimento. Rimasero uccisi anche gli altri due uomini dell’equipaggio; il capitano Fausto Cecconi e il motorista Giuseppe Da Monte. Il corpo di Maddalena non venne mai rinvenuto.
La commissione di inchiesta ipotizzò la rottura della coda a causa di oscillazioni irregolari, ma anche l'esplosione di vapori infiammabili accumulatisi con le esalazioni del combustibile. Maddalena era un irriducibile fumatore e non riusciva ad astenersi neppure durante il volo: risultò compatibile una detonazione per ignizione a causa dell'accensione di un fiammifero.
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Come citare questo articolo
Brunello Gentile. “Maddalena, la verità e il fumetto”. Ventaglio Novanta, n. 54, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/maddalena-la-verita-e-il-fumetto/