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ARTEOGGI

Manzalini e Matilde di Canossa

Al Museo Polironiano di San Benedetto Po una originale mostra del pittore polesano dedicata alla grande contessa medioevale

di Annalisa Marini

Ventaglio Novanta n. 66 2025 pp. 104–105

Nel mese di settembre 2024 a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, sede dello straordinario complesso monastico di Polirone, si è tenuto il Festival Internazionale Matildico dedicato a Matilde di Canossa.

Per completare le celebrazioni, è stata allestita un'esposizione di opere ispirate alla figura della Grancontessa dipinte dall'artista Mario Manzalini, collocate negli spazi adiacenti alla sala a Lei riservata all’interno del museo civico. L’inaugurazione dell'evento si è tenuta il 13 settembre alla presenza delle autorità, con la presentazione curata dal critico d'arte Vittorio Spampinato e l’introduzione di Annalisa Marini.

“Per Matilde” è il titolo della mostra, sviluppata in un ciclo di quattordici dipinti ad olio su tela, delle dimensioni di 60×80 centimetri. I soggetti raccontano la storia e le imprese di Matilde, i suoi rapporti con la Chiesa e con il Papa, la gestione dei territori in suo possesso, il temperamento e l'interiorità, aspetti tutti espressi simbolicamente dall'autore.

Mario Manzalini, infatti, nella sua singolarità artistica, si esprime con un linguaggio simbolico-onirico, che nasce da un assiduo impegno nella ricerca finalizzato a realizzare raffigurazioni di grande impatto emotivo.

Nei quadri esposti, l’artista palesa il suo universo, lo stesso che, pregno di valori, riflette nell’espressione riconducibile all’universo femminile. Grazie alla sua profonda sensibilità, il pittore coglie la donna nell’insieme multiforme delle sue espressioni, nelle differenti prospettive di femminilità, originando opere che riflettono quella dimensione di completezza riconoscibile nell’unicità umana.

“Il mio gesto artistico – sottolinea Manzalini – si traduce in un atto d’Amore verso la Grancontessa e la comunità benedettina che ancora ne conserva l’anima Matilde, geniale donna di potere, personaggio dalle mille sfaccettature, protagonista indiscussa della vita e della storia del medioevo, mi ha coinvolto e affascinato. Per mesi ho vissuto accanto a lei, l’ho studiata, immaginata, rappresentata nella sua vitalità e nel suo essere donna. Il simbolo, pregno di significante e significato, ha favorito la comunicazione tra me e la protagonista delle mie opere che, attraverso l’empatia, tanto mi ha fatto immaginare, descrivere e tradurre con i pennelli ciò che mille anni dopo avrebbe voluto che interpretassimo di lei. Sono felice di quest'opportunità e, immaginando le sue imprese e il suo vissuto, ho scoperto la pienezza dei valori che la identificano. In questo percorso culturale mi sono emozionato, appassionato e ho scoperto quanto l’amore, attraverso l’Arte, diventi Universale”.

Le creazioni di Manzalini, generate dalla condizione “animica”, che affiora dal profondo dell’animo come in una forma di preghiera, si proiettano in una rinascita evolutiva. Il pennello con lui diventa una forma unica, che trasferisce sulla tela immagini oniriche, perché è nel sogno che l’arte di Mario Manzalini vive, ed è nel sogno che la tela respira la sua spirituale presenza.

Scrive di lui l’antropologo Alessandro Norsa: “L’artista scopre la sua dimensione mettendosi in profondo contatto con se stesso, con quella parte più profonda di sé che si confonde tra il sogno notturno e l’ideale che si coniuga con l’anima di ciò che raffigura, ovvero Matilde. Manzalini, trova in lei l’ispirazione tanto da congiungersi animicamente alla potenza di questa Donna, che egli sente in spirito e la trasforma in immagine: poiché è la continuità animica che muove la sua mano generandone i lineamenti e i ritratti”.

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Come citare questo articolo

Annalisa Marini. “Manzalini e Matilde di Canossa”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/manzalini-e-matilde-di-canossa/

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