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ESPLORANDO IL POLESINE

Museo della canonica di Crespino

Uno scrigno di preziose testimonianze della storia crespinese

di Emanuela Rizzi

Ventaglio Novanta n. 67 2025 pp. 25–26

Esistono luoghi che resistono al passare del tempo e diventano custodi silenziosi della storia di un paese. Il Museo della Canonica di Crespino in piazza Fetonte è uno di questi, un edificio dall’aspetto esteriore semplice ma che conserva buona parte della storia plurisecolare del piccolo paese rivierasco. In questo prezioso scrigno, già apprezzato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, si trovano reperti archeologici di età romana e tardo medievale, arredi • La facciata del museo sacri e opere pittoriche di ambito emiziosi, tra cui tele della bottega del Guercino, liano fino alle moderne testimonianze fotoun lascito delle famiglie che qui si insediagrafiche che descrivono la fisionomia di un rono, come i Turchi e poi i Bevilacqua; altre paese che ha avuto un ruolo da protagonista opere provengono invece dall’oratorio di San nel passato. “Quella di Crespino è una storia Pietro e Paolo del borgo Aguiaro o sono reinteressante ma che pochi conoscono” racliquie dei frati cappuccini che qui costruiconta Luigi Dentello, custode volontario e rono il convento nel 1700”. appassionato di storia locale, “In questo museo sono contenute opere pregevoli che Il visitatore che giunge a Crespino non risalgono al 1200, altre che testimoniano avrà difficoltà a trovare il museo in quanto il l’influenza estense. Molti sono i dipinti prepalazzo è ben visibile accanto alla chiesa Arcipretale dei S.S. Martino e Severo. La sua fondazione risale al 1100 quando la nobile famiglia ferrarese Turchi giunse a Crespino e qui costruì una villa con oratorio. É successivo l’ampliamento durante il quale venne realizzato il soffitto ligneo a cassettoni di stile ferrarese del 1300 decorato con raffinati motivi naturalistici. Nel ‘600 lo stabile passò poi alla famiglia Bevilacqua che lo ampliò e infine lo lasciò alla parrocchia. Per lunghi anni il palazzo è rimasto privo di adeguati restauri fino a quando l’attuale parroco Don Graziano Secchiero iniziò i lavori nel 2004 grazie a fondi Cei, della Regione e della Fondazione Cariparo per poi inaugurarlo nel 2014. Oggi il Museo è in attesa di nuovi fondi per completare il restauro delle sale dell’ala est ricche di affreschi e soffitti a cassettoni originali. Il museo si articola in sei sale suddivise in due piani. Ad accogliere il visitatore al piano terra vi è uno scenografico salone d’ingresso illuminato da due lampadari muranesi dove sono collocati alcuni reperti che raccontano le origini ro- • La nascita di S. Giovanni Battista di Cesare Gennari mane del paese assieme ad nipote del Guercino opere di grande pregio tra cui vilacqua. La ricchissima esposizione comdue tele del ‘600 di Cesare Gennari, nipote prende anche tele del pittore Giuseppe Zola, del Guercino, e una pietà attribuita alla di Carlo Bononi, di Eugenio Bonivento e di scuola veneto-cretese della bottega di El Giovanni Francesco Barbieri. Greco. Quest’ultimo dipinto è oggetto di In stanze laterali sono conservati invece studi circa la sua attribuzione ma l’uso auex voto, reliquiari, altarini che spiccano per dace di colori contrastanti e i colpi di luce, la decorazione delle cornici, vere opere le forme contorte e allungate, sono senza d’arte di maestri intagliatori. Altri arredi dubbio i tratti distintivi dello stile di El sacri sono due salteri in latino, un raffinato Greco che lavorò a Venezia alla fine del ‘500. ombrellino processionale e il copricalice in La parte più ricca e consistente della coloro, seta e granati del ‘500 che il Cardinale lezione si trova poi al primo piano dove si della Rovere donò a Francesco Cattabeni, possono ammirare piviali e pianete liturgisuo segretario e parroco di Crespino. che del 1600 ricamate in filo d’oro e due crocifissi lignei di grande pregio. Il primo del Nel museo sono anche conservati circa 1600 è di Andrea Brustolon, scultore barocco una trentina di strumenti musicali del maebellunese detto “il Michelangelo del legno”, stro organista Carlo Barbierato, una ricca unico esemplare in Polesine; l’altro è un crocollezione di armonium dislocati nelle varie cifisso ligneo del 1400 di autore ignoto trostanze tra cui un ottocentesco “Alexandre vato in una corte benedettina a Crespino che Pere et fils” dell’omonima ditta francese. ha la particolarità di avere capelli veri. Altra Il museo è aperto assieme alla chiesa ogni scultura lignea antica è una Madonna con prima e quarta domenica del mese o su prebambino del 1200 di stile gotico precedentenotazione grazie alla disponibilità dei volonmente conservata nell’oratorio della villa Betari Luigi Dentello, Matteo Pozzato e altri volontari assieme alla cura del parroco Don Graziano Secchiero. Per chi volesse visitarlo virtualmente e seguirne gli eventi esiste la pagina Facebook “Museo della Canonica di Crespino” dove sono reperibili i contatti telefonici. (Foto di Francesco Guarnati)

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Come citare questo articolo

Emanuela Rizzi. “Museo della canonica di Crespino”. Ventaglio Novanta, n. 67, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/museo-della-canonica-di-crespino/

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