Per chi vive in piccoli centri urbani di provincia, le occasioni per gustare le bellezze dell’arte sembrano piuttosto rare. Non sarebbe così, invece, se si riuscisse a spogliare la realtà di quella patina di quotidiano che la rende apparentemente comune. Anche nei luoghi più familiari si scoprirebbero, allora, degli autentici tesori d’arte. Scrigno prezioso sono spesso le nostre chiese.
La chiesa parrocchiale di Bergantino, ad esempio, non appena vi si oltrepassa la soglia, si apre a mostrare autentiche perle d’arte. Un incentivo alla scoperta delle quali ci viene offerto anche dall’elenco degli abbonati Telecom di Rovigo e Provincia, che dedica la copertina dell’edizione 1998/99 proprio ad alcune preziose tele conservate nel tempio.
Nel complesso, risulta assai piacevole l’interno, a tre navate, in stile Rinascimento: sobrio, leggero, armonioso e maestoso allo stesso tempo. La navata centrale è coperta da una volta a botte; le navate laterali da volte a crociera. Una teoria di lesene abbinate si sovrappongono ai pilastri delle navate laterali e sostengono un cornicione che percorre tutto il perimetro della navata centrale.
Nella navata di destra si impone alla vista, prima di tutto, l’organo. Lo strumento vi è stato sistemato nel 1970, dopo una lunga serie di traversie, iniziate nel 1813, quando la ditta Gerolamo Zavarise di Verona lo collocò in una cantoria appositamente predisposta sopra l’ingresso principale, oggi non più esistente. L’organo è stato restaurato recentemente, nel corso del 1997, per un suo recupero funzionale.
Accanto al prezioso strumento, si trova l’altare dedicato alla “Madonna Addolorata”, la cui pala raffigura Cristo che regge la croce tra S. Vincenzo e S. Pietro martire (secondo alcuni S. Domenico). Il quadro è stato dipinto a tempera, su tavola, da un ignoto pittore ferrarese, intorno alla fine del 1400. Alcuni critici lo vorrebbero attribuito al Garofolo (1481-1559) o, quanto meno, alla sua scuola; altri a Lorenzo Costa (1450-1535).
Colpisce, nel dipinto, l’espressione dei volti, fine e ricca di particolari, che ricorda, appunto, le opere dei maggiori pittori veneziani del ’400.
Altro pregievolissimo dipinto è la pala della Sacra Famiglia, collocato nella stessa navata. Il dipinto è opera del pittore Giuseppe Maria Crespi (1665-1747) ed è il più giovanile dei quadri conosciuti del grande artista bolognese: risale al 1688. Da segnalare anche la pala della Madonna del Carmine con S. Simone e S. Antonio, opera che i più attribuiscono ormai a Federico Bencovich (1677-1753) e fanno risalire al 1710 circa. Tutte queste pale sono state esposte, in periodi diversi, in importanti mostre nazionali; in quelle occasioni sono state restaurate e, pertanto, si trovano in un ottimo stato di conservazione.
Nella navata di sinistra è collocato l’altare della Madonna del Rosario, una costruzione in stile barocco sulla quale è stata posta un’elegante statua della Vergine, alta m. 1,65, in legno di tiglio, opera dello scultore veneziano Vincenzo Cadorin (1854-1925) e realizzata nel 1920. Dello stesso autore, la statua di S. Antonio, posta in un vicino altare. Completa la navata, l’altare del Crocefisso, davanti al quale, da qualche anno, è stata posta la bella fonte battesimale del 1616. La statua di Cristo crocefisso è in legno, quasi di grandezza naturale, e molto espressiva. È opera di Cassiano Holler, scultore svizzero che all’inizio del secolo scorso viveva e lavorava a Ferrara.
Dello stesso Holler è la statua di S. Giorgio, in stile barocco, che si trova in un’edicola posta nel presbiterio, sopra l’altar maggiore. Dietro il quale, si trova un pregevole coro ligneo, in noce, del 1700, veramente elegante, caldo e luminoso, restaurato ed in parte ricostruito nel 1996.
Completano le opere d’arte della chiesa parrocchiale di Bergantino le due vetrate istoriate di Cristo Risorto, nel rosone della facciata, e di S. Giorgio, sulla loggetta della facciata, opere di Orlando Sorgato ed eseguite nel 1970 dalla Poliarte di Verona. Interessanti, dal punto di vista artistico, anche i bassorilievi in rame sbalzato, lavorato a mano, posti sul portale centrale della chiesa e sulle porte laterali.
Vero e proprio pezzo pregiato della chiesa parrocchiale di Bergantino, poi, è un ostensorio del 1860, alto 95 cm. e di sei chilogrammi di peso. Autentico capolavoro di orificeria, in stile barocco, è tutto in argento fuso e cesellato. La base, riccamente ornata in bassorilievo e con punti a tutto tondo, va gradatamente restringendosi, per concludersi in una specie di capitello, che sostiene una sfera, sulla quale si appoggia una figura d’angelo. Sopra questi è collocata la raggiera con la custodia per il SS. Sacramento, dominata dal gruppo formato dal Padre Eterno, dal Figlio, e dalla Vergine Madre. Gli esperti dicono che si tratta di un’opera assai rara nel suo genere. Per il suo indubbio valore, viene custodita in sicurezza e non è visibile al pubblico, se non in occasione di particolari celebrazioni liturgiche.
Tra le sculture, poi, che ornano i pilastri della navata centrale – tutte di modesto valore – se ne trova una che, fino a qualche decennio fa, era comunque molto cara ai bergantinesi: la statua di S. Giovanni Nepomuceno. Posta anticamente in una cappellina a lui dedicata, in prossimità del Po, la statua venne rapita dalle acque del fiume in piena. Fu ritrovata in un’ estate di magra, nel 1750, e collocata in un nuovo capitello, in golena S. Giovanni. Nuovamente minacciata dall’erosione del fiume, la statua fu trasportata nella chiesa parrocchiale. Patrono delle acque e dei naufraghi, S. Giovanni veniva portato in processione in occasione delle piene del fiume. Le più famose furono quelle dell’ottobre 1850, del maggio 1907 e del giugno 1917, quando la processione uscì a mezzanotte, perché le acque del fiume minacciavano di straripare. L’ultima processione col santo si tenne il 14 novembre 1951, al mattino e a sera inoltrata.
Una visita alla chiesa di Bergantino, dunque, non solo per quanti vengono da fuori provincia, ma anche per chi abita in questo lembo estremo di Polesine, sicuramente può sorprendere ed incantare.
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Come citare questo articolo
Corrado Ferri. “Piccoli tesori d’arte a Bergantino”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/piccoli-tesori-darte-a-bergantino/