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ARTEOGGI

Raimondo: evoluzioni materiche

Molteplici le collaborazioni in Italia e all’estero dell’artista di Este Alcune sue apprezzate sculture anche in territorio polesano

di Antonio Zancanaro

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 121–124

Adesso capisco che nascere figlio di un fabbro e vicino ad una falegnameria deve essere stato il mio destino segnato. La scritta “OFFICINE CREATIVE” così semplice nel logo mi ha aiutato. Un laboratorio d’arte alle porte della città di Este, in via Callido. Ne è nata un’amicizia e una frequentazione non episodica col giovane titolare, Andrea Rimondo.

E’ così che da dieci anni mi dedico alla conoscenza della pietra. Di Nanto e altre. Non fa differenza. Toccare strumenti di lavoro e sapere come si usano. Se sono datati è ancora meglio. E’ diventata spontanea la collaborazione con Andrea Rimondo. Insieme abbiamo riempito teche e armadietti di scuole. Bassorilievi con fondo in velluto fanno bella mostra di una mano semplice e decisa.

Forse, conoscendo meglio l’ambiente dove Rimondo lavora, si capisce perché in certe sue opere si cercano segni o solchi che lasciano un buon ricordo. E’ ancora giovane l’opera che si legge guardando gli oggetti sparsi per “l’atelier d’artista”. Un novello Courbet, realista e non solo. La sua evoluzione si sta completando.

Non si staccano mai gli occhi dai suoi profili di marmo rosa e dalle sagome di marmo scuro, chinate e ferme, sicuramente decise ad essere toccate e sfiorate. A vederlo di persona e a partecipare ad una prima non si riconosce. Rimondo è curioso delle sue opere come se le vedesse per la prima volta. Stupito da tanto interesse. Non si è ancora reso conto d’essere capace di catturare l’attenzione del pubblico. E’ lui stesso un visitatore di se stesso. La ricerca continua di un minimalismo lineare e pulito è come Mondrian o come Brancusi che tanto ha dato alle forme semplici e perfette.

Rimondo non si sente ancora appagato della sua permanente ricerca. Pare che l’opera successiva debba essere migliore e andare più avanti. Oltre alla pietra tenera che ha imparato a plasmare all’Istituto d’Arte “Corradini” di Este, ci prova anche con il bronzo e con il legno. Non è mai sazio di vedere il residuo del materiale levarsi dalla forma che è già dentro. L’effetto del chiaroscuro fa il resto. L’opera poi viene lasciata ad altri. Letta da altri e consegnata per essere di altri.

La sua curiosità è nata, a suo dire, osservando il monumento di August Murer a Rovigo, davanti alle torri antiche della città. Non stacca mai gli occhi da quella che potrebbe chiamarsi principio di causa ed effetto. Per destino Rimondo lavora spesso in Polesine: a Lendinara innanzitutto, dove è presente un’opera di un importante maestro del’900 italiano Pericle Fazzini, paese di Giuseppe Marchiori, critico d’arte e autore de “Il fronte nuovo delle arti”. Lavora in case private lasciando la sua impronta d’artista, e consegnando una sua opera alla biblioteca, una pregevole scultura apprezzata da Carlo Tintore collezionista autoctono. Nella città dei Canozi ha inoltre eseguito restauri per i palazzi patrizi delle famiglie Bertoncello e in Vicolo Bronziero.

Ma anche altre località del Polesine si fregiano di opere dell’artista atestino: per il comune di Bosaro ha firmato un monumento e per l’Accademia dei Concordi della città di Rovigo ha siglato un manufatto importante. Di altrettanto rilievo quello installato nella vicina provincia di Padova, nel Comune di Boara Pisani per l’Avis-Aido: a firma del sottoscritto si è costruito con fervore un prestigioso monumento fatto di pietra gialla, grigia e bianca in un equilibrio bilanciato e armonico.

Lavorare con Andrea Rimondo è una seria esperienza, fatta di molti silenzi e momenti di riflessione. Risulta normale accettare consigli da un esecutore ma essere prevenuti nelle richieste è sempre curioso. Il merito è anche e comunque della bottega d’appartenenza. Il bacino di Este, sempre sottovalutato non manca di esempi concreti. Mancano invece piste di lancio, sponsorizzazioni, incoraggianti ed encomi gratificanti.

Ora Rimondo, incoraggiato da un pubblico sempre più esperto e vasto, è in salita. Da una terra con nebbia, sospiri e solitudine le sue opere appaiono già future. Lavorando con il Liceo Ferrari di Este ci si è imbattuti in un’occasione di gemellaggio con la città inglese di Lick. Gli studenti inglesi di una scuola d’arte si sono lanciati spontaneamente nella scultura e nella riscoperta di un materiale nuovo per la loro conoscenza. Si sono portati a casa una ricchezza nuova, testimoniata da articoli apparsi sui giornali locali. Nell’occasione il logo della loro scuola è stato fatto in pietra a sigla di Andrea Rimondo. L’opera appare nell’ingresso di questo autorevole Istituto.

Le sue evoluzioni materiche ora sono presenti in diverse parti d’Italia, Austria, Svizzera, Francia e Stati Uniti. Non è mai esaurita la sua volontà di andare oltre.

Passando nel suo Atelier spesso s’incontrano persone che osservano e s’interessano anche oggetti d’uso comune. Lampade, caminetti e consolle sono a disposizione di chi ha voglia di regalare al proprio abitare comune un “gioiello” d’autore. Pochi pezzi che da soli servono per arredare una stanza.

Alle sue mostre, di recente una a Venezia e Vicenza, porta pochi pezzi. Minimalista anche nel farsi studiare attentamente nelle sue linee spezzate e altresì nelle curve sinuose mescolate insieme con garbo e in silenzio. Da cinque anni collabora con l’Unione Provinciale Artigiani di Padova ed è inserito nel progetto “Manuzio” in collaborazione con il Liceo Scientifico G.B. Ferrari”. Ogni anno il lavoro viene esposto alla fiera campionaria di Padova dove artista ed alunni sono tutti in prima fila.

In allestimento, a siglare la salita, ci sono state altre due recenti mostre: a Torino e poi a Parigi in Rue de Seine. In questa strada, abitata negli ultimi anni anche da Marcello Mastroianni, si arriva per merito. Espongono artisti di tutto il mondo, osservati in un contesto tutt’altro che anonimo ma esposto e lasciato ai posteri di diritto. Ci si arriva per qualità acquisita. Questa è indubbiamente il vertice che ogni artista tende ad ottenere.

* Arch. Prof. Antonio Zancanaro, docente di Disegno e Storia dell’arte presso il Liceo Scientifico” G.B. FERRARI” di Este. Padova

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Come citare questo articolo

Antonio Zancanaro. “Raimondo: evoluzioni materiche”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/raimondo-evoluzioni-materiche/

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