Terra ed acqua, acqua e terra: ecco – come ben delineato da Gigi Fossati nella sua famosa poesia- gli elementi naturali che caratterizzano il nostro Polesine e che il comitato della biblioteca di Canda “P. Brandolese” ha scelto per dare il nome al suo Festival Culturale Terraqueo.
Il 2016 è stato caratterizzato dalla seconda riuscita edizione del Festival, con grande soddisfazione da parte degli organizzatori dell’Estate Candese. Del tutto centrato infatti l’obbiettivo – tra i tanti ed ambiziosi prefissati – di far diventare il Festival Terraqueo un appuntamento consolidato e tradizionale nel già ricco panorama di eventi estivi polesani.
Nella calda estate polesana, il Terraqueo è stato un festival itinerante, incentrato sulla storia e l’arte di Villa Nani Mocenigo. Il parco ed il pian terreno della villa sono stati infatti il perno attorno al quale si sono snodate le visite guidate domenicali.
I componenti del comitato -Tavian Manuela Presidente, Casarotto Giovanni, Celio Sabina, Dall’Aglio Beatrice e Peretta Carola- hanno accompagnato con entusiasmo il pubblico, a partire dalle ore 18, con l’intento di fargli compiere un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta della vita dei patrizi veneti del 1500, i quali ci lasciarono in eredità le splendide ville disseminate all’interno della nostra Regione, molte delle quali sono oggi Patrimonio UNESCO dell’Umanità.
L’itinerario
Il percorso partiva con un approfondimento storico-artistico inerente la costruzione di Villa Nani Mocenigo in un territorio così particolare come il nostro, conteso tra Ferrara e Venezia ed invaso periodicamente dall’acqua. Non a caso il toponimo Polesine deriva proprio da pollicinum con il significato di terra emersa, ad indicare quelle porzioni di terreno che periodicamente affioravano alla superficie dopo le alluvioni.
Curiosità e divagazioni gastronomiche hanno catturato l’attenzione dei visitatori nei pressi della ghiacciaia, per poi cedere il passo ad un piacevole intermezzo musicale ispirato alle sonorità della Venezia rinascimentale e curato dal collettivo Euterpe. Le note, nel fresco atrio della villa, sfumavano con la visione degli affreschi del piano nobile: non una vista diretta, ma una proiezione delle immagini su un idoneo supporto dopo il breve concerto. Non essendo infatti il primo piano della villa agibile e richiedendo inoltre i dipinti un intervento di restauro, si è pensato di renderli fruibili in questo modo, con opportuna spiegazione di sottofondo.
La splendida passeggiata nel parco, all’ombra dei suoi secolari alberi, conduceva poi il pubblico dentro le fresche fronde del faggio pendulo sotto il quale veniva narrata la leggenda della Contessa triste (vedi scheda). Ogni villa racchiude misteri e fantasmi e Villa Nani non è da meno…
Il programma di valorizzazione
Con lo sviluppo di queste tematiche, grazie alla passione verso la salvaguardia dei beni locali, gli animatori del Comitato della Biblioteca di Canda hanno inteso valorizzare l’importante patrimonio culturale che Villa Nani Mocenigo offre, una volta varcati i suoi cancelli. La sua fruibilità sta molto a cuore a Canda, ed il Terraqueo ha consentito di far “toccare con mano” (ma con lo spirito più che altro) quanta bellezza ci possa essere dentro il piccolo paese polesano. L’entusiasmo e la curiosità, le domande e le discussioni che le molte persone di fasce d’età diversissime tra loro hanno posto e proposto fanno supporre di aver centrato gli obiettivi, riuscendo a trasmettere emozioni e un po’ di conoscenza.
Non poteva mancare l’aspetto conviviale che è stato l’altro punto focale sul quale gli organizzatori si sono concentrati proponendo un ricco apericena a base di pesce – alimento simbolo della città marciana – da gustare comodamente rilassati all’interno della splendida cornice del parco romantico della Villa.
Alle ore 21, poi, di volta in volta iniziava uno spettacolo differente che spaziava dalla rappresentazione teatrale, al concerto alla letteratura. Andando controcorrente rispetto alla preponderante offerta di intrattenimento di tipo fieristico, si è voluto puntare sulla cultura a 360°, ed il successo ottenuto spinge gli organizzatori a proseguire sul cammino intrapreso.
Non è facile competere con manifestazioni tradizionali cementate negli anni e nelle menti; ma si può altresì ben affermare che l’interesse per il patrimonio storico/artistico è vivo e riscalda l’animo, suscitando anche sdegno quando si nota una dimora così importante come la Nani Mocenigo versare in uno stato di abbandono e quindi tristemente destinata ad un progressivo deperimento se non si interverrà al più presto con un serio programma di restauri.
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Come citare questo articolo
Beatrice Dall’Aglio. “Terraqueo festival”. Ventaglio Novanta, n. 54, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/terraqueo-festival/