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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Un calendario per il Rugby

Con 12 azzeccati scatti fotografici, Mattia Zoppellaro coglie la passione della “Città dal cuore rossoblù”

di Federica Panziera

Ventaglio Novanta n. 62 2021 pp. 150–153

A risollevare l’umore di molti sportivi polesani, messo a dura prova da un lungo periodo di lockdown e da una preoccupante crisi globale, ha contribuito la pubblicazione del calendario “Rugby Rovigo Delta 2021” editato da FEMI-CZ Rugby Rovigo e dalla libreria LIBRACCIO, in collaborazione con TECNOCOPY e con il patrocinio del Comune di Rovigo e del Coni. Gli scatti fotografici, che sono opera del famoso artista rodigino Mattia Zoppellaro, rappresentano un viaggio di dodici mesi attraverso il tessuto sociale e sportivo della città.

Il rugby a Rovigo

Il rugby rappresenta per antonomasia lo sport più famoso e più amato dai rodigini dal lontano 1935, allorché un giovane e aitante studente Davide Lanzoni (1915-1988) portò in città – da Padova dove frequentava i corsi universitari – il primo pallone ovale per dare vita a quello che sarebbe divenuto un esaltante gioco di squadra (Vedi “Dino Lanzoni (1917-1988) in Ventaglio n° 59, pag.100 e seguenti).

La passione contagiò sin da subito un nutrito gruppo di giovani appartenenti a ceti sociali eterogenei, del quartiere “popolare” di San Bortolo (Corte de le pignate)¹ che diedero vita ad un rugby passionale, genuino, basato sul temperamento, sulla mischia e sul combattimento fisico.

Ben presto i giocatori e i tifosi, uniti in un unico afflato, trovarono nel gioco di squadra l’occasione di un riscatto, che andava oltre il rugby stesso, e risollevava l’orgoglio di appartenere ad una comunità vincente, non più relegata in secondo piano al confronto con altre realtà ben accreditate oltre il Polesine².

La prima squadra rodigina, che nel 1935-36 si iscrisse al campionato giovanile della GIL (Gioventù Italiana del Littorio), proprio per rodare i meccanismi di gioco³, vantava tra i pionieri quello che sarebbe divenuto uno dei più grandi rugbisti italiani: Mario Battaglini, meglio conosciuto come MACI (1917-1971).

Giocatore dal fisico imponente, il suo ruolo d’elezione era in terza linea (flanker), anche se giocò occasionalmente nei ruoli di seconda linea e apertura. Calorosamente applaudito in casa, in breve ottenne successi pure all’estero, specie in Francia, dove rimase tre anni, divenendo il più acclamato dei rugbisti “le roi des buteurs” ovvero il re dei calciatori⁴. A Maci è stato intitolato lo stadio cittadino costruito negli anni sessanta-settanta e ufficialmente inaugurato nel 1970 per iniziativa dell’Amministrazione provinciale di Rovigo.

Da quel lontano 1935, dopo la pausa della seconda guerra mondiale, la squadra ha continuato a partecipare ininterrottamente a tutti i campionati italiani, vantando la più lunga permanenza nella massima divisione nazionale e risultando tra le società italiane più vittoriose. Vanta nel suo palmarès 12 scudetti nazionali (il primo conquistato nel 1951 e il più recente nel 2016) e nel campionato 2019-20 si è aggiudicata la Coppa Italia – 1° titolo. Negli anni grandi allenatori e giocatori di rilievo nazionale e internazionale hanno indossato la maglia rossoblù, contribuendo tutti a diffondere una bella immagine sportiva della città e del territorio polesano.

Il calendario rossoblù

Ma veniamo al calendario, per la cui realizzazione ha avuto un ruolo importante il Club Manager della FEMI-CZ ROVIGO DELTA Andrea Trombini, che ha invitato il fotografo ritrattista di origini rodigine, Mattia Zoppellaro, a celebrare in modo originale, con 12 istantanee, il cuore rossoblù della città in mischia. E l’artista (già noto ai lettori di Ventaglio novanta, vedi n°59 da pag.118) ha colto appieno l’obiettivo, immortalando con i suoi scatti interessanti aspetti inediti, legati al mondo della palla ovale.

Ad ogni foto ha associato un titolo, una sorta di chiave di lettura capace di svelarne il significato più profondo. Il rugby rappresenta una passione condivisa e sin da bambini si sogna di divenire campioni della palla ovale: ecco allora FEBBRAIO – “San Bortolo”. Poi chi riesce a far parte della squadra, come Francesco Modena che, immortalato nello scatto del mese di APRILE – “La giovinezza”, aspira ad arrivare ancora più lontano e approdare ai massimi livelli internazionali.

A Rovigo si incontrano “vecchie glorie”, come gli “evergreen”; ed un’icona degli anni settanta è Paolo Ferracini, scelto per GENNAIO – “Amen”. Nino Rossi “il signore con i baffi” caratterizza SETTEMBRE – “La devozione”, vincitore di due scudetti nel 1976 e 1979 e tanto altro ancora.

Poi Flaviano Brizzante, indimenticabile gloria di fine anni ottanta: nello scatto in bianco e nero di AGOSTO – “Di generazione in generazione”, lo storico Brizzante “il Briz” si confronta in una partita a carte con il giovane “Bak”, ovvero Andrea Bacchetti, attuale rossoblù, sotto l’insegna della trattoria “Al Bersagliere”.

Zoppellaro ha poi immortalato, in uno scatto a colori, nel mese di MARZO – “Yin e Yang”, il gigante sudafricano Lubabalo Mtyanda e, a MAGGIO – Play Off, il mitico sudafricano Entienne Swanepoel, tre volte campione del mondo; entrambi con la maglia rossoblù, ad indicare la visione di una squadra con connotazioni sempre più globalizzate.

Il tifo cattura tutti, indipendentemente dall’età, come è testimoniato da Toni Ercolini, originale barbiere di via Zanella, strada del centro cittadino, che dà il titolo al mese di GIUGNO – “In centro”. Una giovane tifosa, piena di fascino e di mistero, indossa la mitica maglia dei Bersaglieri nella pagina di LUGLIO – “La sconosciuta”. Il mese di NOVEMBRE – “Famiglia” presenta una famiglia multietnica, seduta su una panchina, come segno evidente delle trasformazioni del nostro tessuto sociale, avvenute nel corso degli anni.

L’artista-fotografo, quando si sofferma a descrivere Rovigo, l’associa, oltre che al rugby, ad un altro elemento che costituisce parte connotante del suo territorio: la nebbia. Ecco allora presentate due immagini da cui la città vorrebbe uscire. Nell’immagine di OTTOBRE – “Il futuro”, due bambini corrono lungo l’Adigetto, con la palla ovale tra le mani… scappano verso il futuro. A DICEMBRE – “Casa”, i pali alti della punta dello stadio Battaglini, pur avvolti dalla insidiosa nebbia, rendono straordinariamente unico il campo da gioco.

“Nei miei scatti in bianco e nero o a colori – ha osservato il fotografo ritrattista – ho cercato di svelare l’intima essenza della città e trasformarla in immagini. Si tratta di una realtà che mi incuriosisce molto, ho sentito il bisogno di metterla a fuoco a modo mio, interponendo tra me e lei l’obiettivo fotografico, e ho scelto di approfondire un aspetto peculiare, quello del suo appassionato legame con il rugby.”

Il Club Manager Andrea Trombini e l’Amministratore di Libraccio Alberto Galla hanno commentato positivamente l’iniziativa, sia per l’alto valore sportivo e civico della realtà del Rugby Rovigo Delta, sia per l’importanza data al collegamento della libreria con il territorio. C’è anche un risvolto benefico: parte del ricavato verrà devoluto a favore dell’Associazione “Pettirosso”, che da anni lavora al fianco di bambini con disabilità, per migliorarne la crescita fisica, cognitiva e l’autonomia personale.

Dunque un calendario per il rugby ma non solo: un calendario per la città, ed anche un gesto apprezzato a sostegno di un’associazione impegnata nell’offrire un aiuto a bambini in difficoltà.

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Come citare questo articolo

Federica Panziera. “Un calendario per il Rugby”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-calendario-per-il-rugby/

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