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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Un monumento ai bersaglieri

Inaugurato a Lendinara in un clima gioioso e solenne

di Viviana Segantin

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 136–139

Una festa inconsueta, caratterizzata da un tono solenne e gioioso ad un tempo, ha avuto, nel Giugno scorso, come teatro Lendinara. Merito dei bersaglieri, convenuti nella cittadina altopolesana da varie regioni per inaugurare un monumento a loro dedicato.

La realizzazione, nata da un progetto del prof. Galiano Rosset, attuata dal maestro cav. Giancarlo Decembrini di Vicenza, è stata collocata nell'ampia area verde subito denominata "Parco dei Bersaglieri", ubicata al centro di via della Pace, importante asse viario che contrassegna un quartiere di recente costruzione situato a sud degli impianti sportivi della cittadina.

L'idea è stata sostenuta con determinazione dalla locale sezione dei bersaglieri, guidata dal presidente cav. Bruno Prando, ed ha trovato ben presto sostenitori, anche in virtù della simpatia che da sempre circonda il corpo dei fanti piumati.

In un contesto festoso sono dunque giunti a Lendinara vari gruppi di bersaglieri, con le loro fanfare, che hanno salutato l'inaugurazione del monumento con un impeccabile presentat'arm. Numerose le autorità civili e militari convenute, accolte dal sindaco di Lendinara Piero Bassani, che ha fatto gli onori di casa pronunciando un breve ma significativo discorso. Erano presenti il prefetto dott. Laurino, l'on. Frigato, il presidente regionale dei bersaglieri cav. Antonio Miotello, il presidente interregionale Renato Ceroni e quello provinciale Gaetano Monesi, nonchè un'importante rappresentanza della Croce Rossa Italiana.

In un clima di attesa, sottolineato da una pausa di raccoglimento contraddistinta dal profondo silenzio che precede i grandi eventi, è stata avviata la cerimonia dello scoprimento del monumento, scandita da alti squilli di tromba e dal saluto militare dei vari guppi di bersaglieri convenuti da tutto il Veneto. È stato un momento di intensa emotività che ha galvanizzato le centinaia di persone che hanno voluto presenziare alla solenne manifestazione.

Il monumento si è presentato composito, ricco di simboli ispirati agli ideali e alla storia del corpo: nella parte superiore un volo di colombe a significare il desiderio di pace e fratellanza; alla base giunchi palustri costituiscono un riferimento ad una pianta tipica della terra polesana e ricordano il contatto con la terra, spesso sperimentato nel corso della storia come cruda realtà dei teatri di battaglia; una bicicletta rimanda poi al mezzo quasi leggendario utilizzato fin dal secolo scorso dal corpo per spostamenti veloci; gli elmetti piumati e le trombe sono infine gli elementi che in modo più immediato fanno pensare al glorioso corpo e alla rapidità di intervento.

È quindi seguita la sfilata per le vie della cittadina, applauditissima da tutti i convenuti, con altri significativi momenti commemorativi, tra cui in particolare la deposizione di corone di alloro presso le lapidi dei caduti infisse nel palazzo del municipio.

I fanti piumati hanno dunque portato a Lendinara una ventata di gagliardia, offrendo una palese testimonianza della linea di azione seguita da questo glorioso corpo militare che, senza remore, ispira il suo operato alla prontezza dell'intervento e agli ideali di solidarietà e fratellanza, ottenendo giustamente da sempre un ampio consenso nella popolazione.

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Come citare questo articolo

Viviana Segantin. “Un monumento ai bersaglieri”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-monumento-ai-bersaglieri/

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