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PERSONAGGI ILLUSTRI

Un rodigino cardinale: Pietro Silvestri

Una vita tra arte, cultura e complessità politica, legata sempre alla terra di origine

di Don Luca Borgna

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 56–57

Il 3 febbraio 1803 nasceva a Rovigo il primo figlio del Conte Carlo De’ Silvestri e di Antonia Sanson Dottori. Il giorno dopo fu battezzato in Duomo a Rovigo con il nome di Pietro.

Pietro si inserisce nell’ultimo ramo della famiglia Silvestri, da alcuni secoli presente in città, distinguendosi per la cura degli studi letterari e scientifici, per il collezionismo di opere d’arte e di libri che portano a creare in casa Silvestri un ambiente erudito che il giovane Pietro respira fin dall’infanzia. A casa Silvestri ha modo in particolare di frequentare Mons. Luigi Ramello, bibliotecario di casa, professore e rettore del Seminario, accademico dei Concordi.

La formazione di Pietro prosegue presso il ginnasio del Seminario di Rovigo: nel 1812 lo troviamo tra gli alunni che frequentano il corso di grammatica. Concluderà gli studi inferiori nel 1819, per poi proseguire gli studi superiori di filosofia e teologia presso il Seminario Maggiore di Padova.

Alla città di Padova Pietro Silvestri fu molto legato sia per gli studi in Seminario e all’Università, sia perché era la città di origine della madre, la Contessa Sanson Dottori. Ciononostante, Pietro Silvestri, si firmava sempre come “rodigino” o “della Provincia del Polesine”.

Erano gli anni del giovane Regno Lombardo-Veneto: la famiglia Silvestri, assieme ad altre famiglie rodigine, ben accolse la dominazione asburgica dopo il dissesto creato da Napoleone. Il Conte Carlo Silvestri, padre di Pietro, era podestà di Rovigo quando accolse fra l’1 ed il 4 marzo 1819 la visita dell’imperatore Francesco I.

Terminati gli studi teologici, Pietro ricevette l’ordinazione sacerdotale a Rovigo in Duomo l’11 giugno 1826, per le mani del vescovo di Adria Mons. Carlo Pio Ravasi. Subito il vescovo lo nominò professore di ebraico e di antico e nuovo testamento presso il Seminario di Rovigo. Contemporaneamente don Pietro si dedicava al Dottorato in Teologia presso l’Università di Padova che conseguì nel 1829 (nell’occasione gli fu dedicato il sonetto qui sotto pubblicato) e alla Laurea in Diritto Canonico e Civile che conseguì nel 1834. Ebbe modo di prendere parte ad alcuni momenti della vita dell’Accademia dei Concordi di cui fu socio dal 1825.

La svolta nella vita di don Pietro Silvestri avviene nel 1835 quando viene nominato Giudice del Tribunale della Rota Romana. La sua vita si divide tra Roma, Rovigo e Padova. Nonostante la nomina romana Silvestri compare fra i professori di Teologia della Università di Padova. Resta anche legato alla sua città natale: intrattiene un legame epistolare con l’amico Francesco Venezze, si informa della vita della Diocesi e della famiglia. Nel 1853 viene nominato Decano del Tribunale della Rota.

La nomina cardinalizia arriva nel 1858 con l’incarico di protector nationis austriacae: la corte di Vienna chiedeva al Cardinale Silvestri di farsi voce delle proprie istanze all’interno del Sacro Collegio.

Gli anni che seguono furono anni di travaglio: la nascita del Regno d’Italia e la caduta dello Stato Pontificio lo portarono ad essere accusato di simpatizzare per Casa Savoia, assieme ad altri ecclesiastici. Per questo motivo decadde da protector nationis austriacae, e non ebbe la considerazione di Pio IX per alcuni importanti incarichi per i quali era stato suggerito il suo nome. Nel 1867 fu proposto come Arcivescovo di Milano ed indicato da Vittorio Emanuele II come candidato al papato gradito al Regno d’Italia, ma tali indicazioni non trovarono alcuna attenzione presso la Santa Sede. Il Cardinale ebbe, tuttavia, modo di partecipare al Concilio Vaticano I.

Dopo i fatti di Porta Pia si ritirò per alcuni tempi ad Arquà Petrarca, nella casa del poeta, frutto dell’eredità materna: il luogo garantiva una posizione defilata rispetto a quanto avveniva a Roma. Questo periodo della vita del cardinale merita ulteriori approfondimenti che sono in corso grazie al lavoro di valevoli studiosi.

Il cardinale morì a Roma il 19 novembre 1875 e dal gennaio 1876 riposa a Rovigo nella tomba di famiglia.

Il merito che gli va riconosciuto, assieme al fratello Girolamo è quello di aver destinato il patrimonio culturale della famiglia alla città di Rovigo: la pinacoteca al Seminario e all’Accademia e la libreria all’Accademia. Un segno che la cultura è per tutti.

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Come citare questo articolo

Don Luca Borgna. “Un rodigino cardinale: Pietro Silvestri”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-rodigino-cardinale-pietro-silvestri/

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