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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Università Popolare Polesana

Un’iniziativa estesa a tutta la provincia nel nome della cultura e della solidarietà

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 174–178

Chi non ricorda i tempi della scuola? Compiti in classe e interrogazioni che facevano sobbalzare il cuore in gola, scherzi tra amici, le prime cotte, gli esami. Un flash che la mente rispolvera ma che prima o poi bisogna abbandonare, chiudendo il cassetto del passato. Quello che può essere recuperato, conservato, utilizzato di quel mondo, è la sete di cultura che, a distanza di anni, forse si fa più consapevole, intensa, slegata dai doveri tipici dello scolaro e per questo è attraente, informale, interessante.

È dal 1986 che Rovigo e provincia offrono una chance a chi vorrebbe imparare, socializzare, conoscere, fare amicizia senza troppo stancarsi. L’Università Popolare Polesana per la terza Età e il Tempo Libero è realtà, grazie all’appoggio dei Sindacati pensionati Cgil-Cisl-Uil e la collaborazione di Regione Veneto, Amministrazione Provinciale e Comunale, Accademia dei Concordi, Camera di Commercio, Confederazione Nazionale Artigianato, Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo. “Un passatempo non solo per anziani ma per tutti coloro che hanno voglia di apprendere conoscenze dai numerosi corsi a disposizione” spiega Italo Marabese, Presidente dell’Università. Inoltre, per unire l’aspetto pratico a quello teorico, numerose sono le visite culturali, i viaggi d’istruzione, le ricerche che si inframezzano ai corsi veri e propri durante tutto l’anno.

• Ha preso il via il tredicesimo anno di attività dell’Università Popolare Polesana per la terza Età e il Tempo Libero. Quali sono gli stati d’animo del presidente?

“Direi che l’umore è buono, visti i risultati degli anni precedenti. Gli iscritti sono in aumento, basti pensare che sono passati dai 559 nell’anno accademico ’96-’97 ai 932 nel ’97-’98”.

• Oltre a Rovigo, in quali sedi opera l’Università Popolare Polesana per la terza Età e il Tempo Libero?

“Siamo presenti ad Adria, Badia Polesine, Bergantino, Ceneselli, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Porto Viro, Taglio di Po e, da settembre '98, anche a Canaro, Castelguglielmo, Fiesso Umbertiano, Porto Tolle e Villadose".

• Cosa significa frequentare per tutto l'inverno e la primavera i corsi dell'Università? Che tipo d'istruzione possono trovare gli alunni?

"I corsi programmati sono oltre settanta ed offrono un ampio ventaglio che va dalla gestione della salute, alla conoscenza della realtà territoriale, ai diritti dell'uomo. Non mancano storia delle religioni, potenziamento delle capacità mentali, arte, musica, letteratura. Diversi sono anche i corsi di lingue, educazione motoria, laboratorio di disegno. In totale 1.700 ore. Insomma ce n'è per tutti i gusti. Molto gradite sono anche le visite culturali e d'istruzione di approfondimento dei temi trattati. Così uniamo l'utile al dilettevole".

• E i relatori che contribuiscono alla crescita culturale degli iscritti da dove provengono?

"Sono docenti di competenza diversificata: insegnanti, medici, ingegneri, architetti, artisti, magistrati, operatori culturali. Ma tengo a sottolineare che l'Università Popolare Polesana per la terza Età e il Tempo Libero non si propone, secondo le direttive dei programmi ministeriali, come accademia, ma come istituzione che, attraverso corsi formativi, promuove la possibilità di socializzare tra persone, ne aggiorna e completa il bagaglio culturale, rimotivando la partecipazione alla vita pubblica, di cui il "fatto culturale" è base indispensabile".

• Esiste qualche novità nell'anno Accademico in corso che vale la pena sottolineare?

"Un corso di grande attualità, presente in tutte le sedi, è quello "Europa ed Euro". Vuole contribuire a chiarire tutta la problematica e i risvolti connessi a questa "rivoluzione". La moneta unica è tappa fondamentale di un percorso iniziato da tempo e che ci porta verso l'Europa più forte e più dinamica, in grado di cogliere le sfide del futuro".

• Rimanendo in tema di futuro, visto che ci apprestiamo a vivere l'ultimo anno del secondo millennio, cosa rappresenta l'Università Popolare Polesana per la terza Età e il Tempo Libero nella realtà? Un punto di arrivo o di partenza verso nuove sfide?

"Siamo una famiglia numerosa, di quasi mille persone, che, in nome della cultura ma anche in quello della solidarietà e della socialità, si è più volte riunita per crescere insieme. E senz'altro su questa strada vogliamo continuare. Logicamente non siamo soli, ma mi sento in dovere di ringraziare il corpo docente che, con serietà e impegno, continua a prestare la propria opera, i coordinatori delle varie sedi per il prezioso lavoro quotidiano, gli Enti pubblici e privati che ci sostengono, tutti coloro che dall'inizio di questo importante "viaggio" continuano a lavorare per promuovere la cultura".

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Università Popolare Polesana”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/universita-popolare-polesana/

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