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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

La Madonna delle valli

La chiesetta del Delta, conosciuta come Madonna del Serpente, si ripropone allo sguardo del turista nella sua antica veste

di Patrizia Ghio

Ventaglio Novanta n. 5 1992 pp. 46–47

H. Hesse, poeta-romanziere tedesco del ’900, avrebbe certamente sostato e trovato riposo in uno dei suoi vagabondaggi esistenziali davanti alla piccola chiesetta della “Madonna delle Valli” e per non perderne il ricordo avrebbe velocemente schizzato sul suo taccuino da viaggio un acquerello sfumato, apparente miraggio, gioco di riflessi tra gli specchi d’acqua e gli squarci del cielo, con la chiesetta precariamente adagiata sugli ultimi resti di un sacro argine mai violato dall’escavatore.

Sperduto eremo di pace alla foce del Po di Levante, angolo silenzioso di preghiera per la piccola comunità di pescatori che solo ottant’anni fa abitava Valle Pozzatini, Scano Cavallari, l’Isola di Albarella, terre un tempo raggiungibili esclusivamente in barca.

Oggi, cinquantanni dopo, una strada panoramica le corre davanti portando il turista straniero nella più esclusiva isola di vacanze dell’Adriatico. La piccola chiesetta diventa così custode di un ponte che unisce l’Europa al Delta del Po, il presente al passato, il progresso economico alla tradizione. Consacrata al culto della “Madonna delle Valli”, un tempo, come viene tramandato dalle “fole” degli anziani raccontate nelle notti di bora davanti al camino dei casoni, si chiamava “Madonna del Serpente”, in ricordo della miracolosa guarigione di un pescatore, che si dice fosse stato morso da un rettile velenoso durante la raccolta delle reti.

La chiesetta, recentemente restaurata dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, si ripropone allo sguardo del turista nella sua antica veste. In occasione dei festeggiamenti per il completamento del restauro, si è ripresa la tradizionale processione di barche, con la benedizione del mare e dei pescherecci nella suggestiva atmosfera creata dai fiori che, gettati dalle barche, galleggiano sull’acqua richiamando il fascino di riti orientali.

“Santa Maria del Serpente”, al confine tra la terra e il mare, tra la povertà e la ricchezza, nella piena luce di un sole estivo o velata dalle nebbie dell’Inverno ha la magia di un sogno perduto e, sul suo esile campanile, sempre un volo di gabbiani.

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Come citare questo articolo

Patrizia Ghio. “La Madonna delle valli”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-madonna-delle-valli/

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