Il circolo culturale “Gino Piva” nasce nel 1988 quale presenza dinamica nell’area liberal-riformista ed è intitolato al noto personaggio polesano, poeta, scrittore, giornalista e cronista di guerra, nonché uno dei fondatori del Socialismo in Polesine, di cui è stato segretario.
Lo scopo dell’associazione è quello di dare contributi alla cultura polesana in termini di promozione di opere di polesani e non nel campo dell’arte, della letteratura, della musica, dell’economia, attraverso mostre, convegni, concerti, presentazione di libri.
Allo stesso tempo vi è un impegno di carattere sociale nel campo del tempo libero, con attività ricreative e sportive con una Sezione specifica all’interno del Circolo stesso. Tra i prossimi impegni vi è la costituzione di una compagnia di filodrammatica e la realizzazione della commedia “La corte delle pignatte”.
“Sarebbe nostro intento – ci dice Gianni Nonnato, segretario del sodalizio – attuare il recupero dell’opera di Gino Piva, ricercando la collaborazione di tutte le forze culturali e istituzionali della città, anche se ritengo cosa non facile, in quanto molto materiale è stato disperso o addirittura perduto. Un primo passo sarà in futuro la realizzazione di un convegno su Gino Piva e la sua opera, ed in seguito, con la collaborazione della Accademia dei Concordi e la istituzione di una borsa di studio, poter avviare il lavoro di recupero dell’opera del Piva”.
Attualmente la Presidenza del Circolo è affidata al Prof. Luigi Tommasi, già Accademico dei Concordi, che si avvale dell’opera del Segretario Gianni Nonnato, della Prof. Giancarla Gusella e di Giorgio Ricchiero.
Il Circolo è costituito da un centinaio di iscritti di cui molti sono giovani, ed è aperta a collaborazioni con altri gruppi.
Recentemente, con il “Club di Lumi” ha realizzato un convegno sulla cultura, coinvolgendo varie associazioni o gruppi che operano nel territorio polesano in un dibattito vivace e critico in cui sono state coinvolte istituzioni comunali.
Per dare una cadenza di rilievo alla propria attività, e nell’intento di contribuire alla attivazione di sempre nuovi stimoli per una più dinamica presenza culturale a Rovigo, il Circolo “Gino Piva” ha istituito il premio “Fetonte”. Una iniziativa concepita per offrire uno specifico contributo alla individuazione di potenzialità creative nei vari campi dell’arte e della scienza, per sollecitare una maturazione personale e nel contempo culturale nella città e nel Polesine.
In tale contesto si è pensato opportuno rivolgere un’adeguata attenzione anche allo sport e alla moda, come momenti legati comunque ad un impegno rigoroso e reali espressioni di creatività.
Infine si è ritenuto opportuno premiare anche chi, con coraggio e sfidando le facili e gratuite accuse di provincialismo, ha saputo ottenere risultati ambiziosi e successi indiscussi, mantenendo un affettuoso anche se a volte non facile legame con la terra di Fetonte.
Il premio porta il nome del mitico personaggio figlio del Sole, caduto nell’Eridano (il Po) per non aver saputo reggere l’impeto dei cavalli che trainavano il carro che illuminava il mondo.
È certamente questo l’episodio mitologico che meglio ricorda la nostra terra fin da epoca molto remota. Con il “Premio Fetonte” si è voluto gratificare personalità che con Rovigo ed il Polesine mantengono un rapporto di residenza nonostante gli impegni professionali, culturali ed artistici. Tramite questo riconoscimento si intende superare il frustro luogo comune legato al “nemo profeta in patria”, e ricercare invece, nel legame con la nostra terra, l’humus e la condizione per un più agevole accesso verso una completa realizzazione professionale o artistica.
La madrina della prima edizione, la cui cerimonia si è svolta nella Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi nel dicembre scorso, è stata Katia Ricciarelli e la giuria, destinata a variare di anno in anno, composta da personaggi del mondo della cultura, ha voluto premiare per l’Economia e ricerca scientifica il prof. Luigi Costato, per la Scultura il prof. Osvaldo Forno, per la Musica lirica Serena Lazzarini, per la Narrativa Giuliano Ramazzina, per la Pittura Franco Ravara, per la Moda Vittorio Rubello, per il Teatro Giuliano Scaranello.
Il premio consiste in un significativo bronzo dello scultore Mauro Mazzali nativo di Castelmassa, che riproduce l’episodio del mitico personaggio, con una interessante sintesi plastica ed una pregevole efficacia artistica. Una scultura degna di rappresentare il giusto riconoscimento ai destinatari del premio, che vedono coniugato al valore simbolico dello stesso, anche un pregevole significato artistico.
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Come citare questo articolo
Cristiano Fenzi. “Il premio Fetonte”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-premio-fetonte/