La “Minelliana” di Rovigo è stata insignita del “Premio della Cultura” da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 1991, un riconoscimento di grande rilievo, per l’incessante attività culturale svolta dall’associazione. Un lavoro assiduo, alla cui insegna si è aperto anche il nuovo anno, con importanti iniziative, tra cui l’edizione del volume “Civiltà del lavoro industriale nel Polesine”, scaturito da una ricerca sul territorio condotta da studiosi locali con la consulenza scientifica del prof. Zunica dell’Università di Padova, presentato contestualmente all’importante Mostra sullo stesso tema allestita presso il salone del grano della Camera di Commercio.
Nel corso della sua attività, avviata nel 1968, l’associazione Minelliana è andata progressivamente qualificandosi non solo nella nostra provincia, ma anche a livello regionale e nazionale per l’originalità delle proposte avanzate e per le capacità di realizzazione, particolarmente rilevanti sul piano dell’editoria, dando vita ad un ricco ed interessante catalogo.
Per fare il punto sulla realtà della Minelliana, ci incontriamo con il presidente, prof. Mario Cavriani, al quale poniamo alcune domande.
Qual è, professore, il segreto che ha fatto accreditare la Minelliana come una delle più qualificate associazioni culturali del Veneto?
“Ciò che abbiamo realizzato è stato possibile – ci dice con soddisfazione il presidente Cavriani – sia grazie all’apporto volontario dei numerosi collaboratori, sia per il prezioso sostegno finanziario assicurato in particolare dalla Giunta Regionale del Veneto, dall’Amministrazione Provinciale e dai Comuni, dalla Camera di Commercio, dalla Banca del Monte di Rovigo e da altri istituti di credito della provincia, nonché da istituti universitari e le assicurazioni di categoria”.
I sostegni delle istituzioni sono sempre adeguati?
“Certamente in alcune occasioni si desidererebbe maggior considerazione per il lavoro svolto o un più convinto sostegno alle iniziative programmate; ma, a parte alcuni momenti di flessione, in linea di massima il rapporto di cooperazione con le istituzioni si rivela abbastanza continuativo. Il 1991 è stato un anno sicuramente proficuo, nel corso del quale sono stati consolidati rapporti di collaborazione con vari enti ed associazioni, tra cui l’Accademia dei Concordi, mediante la circuitazione delle mostre “Memoria del Polesine” e “Palladio e palladianesimo in Polesine”, in occasione delle manifestazioni di «VIVILPO»; i Comuni e le Biblioteche di Ariano, Melara, Crespino, Polesella, S. Martino di Venezze; l’Associazione Polesani nel Mondo, mediante gli incontri con le comunità di Torino e Biella; la Cooperativa Turismo e Cultura per la realizzazione delle tre serate del «Symposium» all’insegna della cultura greca, svoltesi a Fratta Polesine; l’Associazione Industriali della provincia di Rovigo per la mostra e catalogo su «Civiltà del lavoro industriale nel Polesine» e l’Amministrazione Provinciale per il Convegno di Studi commemorativo del 40° anniversario dell’Alluvione”.
Notevole è apparsa anche nel corso dell’ultimo anno l’attività editoriale, la cui produzione è tuttora in fase di presentazione. Quali nuovi titoli appariranno entro il 1992?
“Sono in fase di redazione alcuni volumi, quali “Francesco Antonio Bocchi e il suo tempo”, “Giacomo Matteotti in Europa”, “L’Antonio Buzzolla e la musica romantica nel Veneto”, ed è prevista inoltre la pubblicazione degli Atti sull’importante Convegno «La Rotta, il Po e il Polesine», svoltosi nel novembre scorso, presso il palazzo Roncale di Rovigo. Durante le tre giornate del Convegno (22-23-24 novembre) si sono alternati cinquanta relatori che hanno approfondito, da varie angolazioni, le tematiche delle cinque sezioni in cui era articolato il programma. La presenza del sen. Giuseppe Brusasca, già Commissario straordinario nel Polesine all’epoca del disastro, ha indubbiamente conferito prestigio e autorevolezza alla manifestazione”.
Oltre all’editoria, quali sono gli altri obiettivi che nel corso dell’92 l’associazione intende raggiungere?
“Vorremmo abbinare la presentazione del volume “Il fuoco, il piatto, la parola” curato da Chiara Crepaldi e Paolo Rigoni, con un più vasto progetto, da attuare in collaborazione con la cooperativa “Turismo & Cultura” per un articolato piano di rilancio delle tradizioni gastronomiche della nostra terra in vari locali del Polesine. È un progetto questo in avanzata fase di studio, che speriamo di realizzare a partire dal prossimo giugno.
Un altro obiettivo che riteniamo importante è quello della partecipazione al Salone del libro di Torino che, come abbiamo rilevato nella scorsa edizione, costituisce un qualificato punto di riferimento non solo per la promozione editoriale, ma anche per un rilancio della stessa immagine del Polesine.
Altra iniziativa di rilevanza regionale, varata dall’ottobre scorso dalla Minelliana, è il Corso di Formazione per Tecnici Rilevatori del patrimonio architettonico del Polesine, finanziato dalla Regione Veneto. Il programma si sta svolgendo presso l’Istituto Magistrale di Rovigo con la partecipazione di trenta laureati, più cinque uditori, provenienti, oltre che dal Polesine, da varie città del Veneto.
Quello che si sta attuando quindi può essere considerato a pieno titolo uno dei primi Corsi post-laurea progettati e realizzati a Rovigo e nel Polesine.
Vi è poi una speranza, legata al citato studio sulla “Civiltà del lavoro industriale nel Polesine”: il materiale che è servito per allestire la mostra già richiesto per un’esposizione presso la Soprintendenza dei BB.AA. di Verona nel 92, potrebbe costituire il primo nucleo documentario sull’industria polesana del futuro Museo della Bonifica presso l’ex idrovora di Cà Vendramin, dove troverebbe, una collocazione ideale”.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Prestigioso Riconoscimento alla Minelliana”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/prestigioso-riconoscimento-alla-minelliana/