L’incontro con Giancarlo Gusella è nella sua “dacia”, eretta al limitare della città, là dove prevale nettamente la campagna con il mutevole variare dei colori e delle forme.
All’interno della struttura, caratterizzata da ampie vetrate che danno spazio alla luce e lasciano sempre aperta la comunicazione col mondo esterno, l’artista rodigino compone le sue opere, porta i suoi pensieri a valicare confini del tempo, e si attiva per promuovere occasioni di incontri culturali ed artistici.
È tra queste pareti che è nata la rassegna espositiva “Arte Oggi Polesine” che tra l’85 e l’88 ha richiamato nella nostra provincia artisti di levatura internazionale, promuovendo nel contempo giovani talenti locali; ed è ancora in questo luogo, solo apparentemente privo di relazioni con la città, che è nato il concorso nazionale dell’A.I.C.S. rodigina “arte IN polesine”, giunto quest’anno alla terza edizione. Un impegno gravoso questo, che Gusella porta avanti in prima persona, convinto che la grande manifestazione, ospitata presso il Salone del Grano della Camera di Commercio, costituisca un momento unico per la nostra provincia di confronto e dialogo tra gli artisti. Un’occasione dunque fondamentale, non solo per promuovere la pittura coinvolgendo un elevato numero di visitatori, ma anche una possibilità di crescita artistica per gli operatori del settore. Una festa dell’arte insomma, che ogni anno lascia un segno positivo nel capoluogo polesano, anche se – e questo il cruccio di Gusella – gli amministratori sembrano non comprendere il significato e la portata dell’iniziativa.
È in definitiva quella di Gusella una vita spesa all’insegna della ricerca, sia quando egli si propone come ideatore di nuove iniziative culturali, sia quando si rende interprete in prima persona dell’esperienza artistica.
E in questo ambito ha percorso una strada veramente originale che lo ha portato, negli anni ottanta, ad approdare alle “espansioni cromoplastiche”, definizione del critico Giorgio Segato, che ben evidenzia il tipo di realizzazioni: si tratta di immagini informali realizzate su fogli di plexiglass che, con notevole suggestione visiva, sondano il microcosmo o si rifanno alle suggestioni degli spazi infiniti, dove l’essere è in continuo divenire.
Instancabile nella ricerca, Gusella negli ultimi anni si è progressivamente avvicinato all’esperienza vissuta, con opere che si presentano frutto di indagini interiori colte nel loro divenire. All’interno del quadro si può leggere infatti una storia fatta di pensieri ed emozioni, di ricordi e di speranze, dove si avverte una forte tensione verso il mondo naturale ed il desiderio di un approdo ad una situazione di armonia.
In questi lavori il gioco cromatico e compositivo diviene rilevante e l’opera prende progressivamente corpo con l’accostamento di varie raffigurazioni, realizzate con materiali diversi ricchi di forza espressiva. Si coglie un genuino piacere di indugiare in quella che può essere definita come una “narrazione cromatica”, fatta di un flusso di immagini in divenire che parlano col linguaggio della visione.
Alla base di queste creazioni vi è uno studio attento, una serie di “appunti dell’anima” che l’autore schizza in un diario sui generis, in cui i sentimenti e i pensieri prendono la primitiva veste dell’immagine, per stabilizzarsi poi, al contatto con la materia esecutiva, nelle forme della composizione finale.
Si tratta insomma di un procedimento complesso, in cui lo stesso Gusella si sente forse più artigiano che pittore, alle prese con una materia molteplice nella quale deve infondere la propria anima di artista. Una continua attività dunque, in cui il fare diviene paradigma stesso della vita, volto a trasformare echi interiori in sempre nuove e significative visioni, guidate dall’inestinguibile luce dell’emozione estetica.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Giancarlo Gusella, pittore ed animatore culturale”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/giancarlo-gusella-pittore-ed-animatore-culturale/