È indubbio che il sistema più valido per mantenere attivo un gemellaggio consiste nel far seguire agli iniziali e necessari rapporti istituzionali (quelli delle delegazioni ufficiali per intenderci) periodici interscambi delle associazioni culturali, ricreative e possibilmente anche economiche. La frequenza e la spontaneità dei contatti rappresentano infatti il lievito del gemellaggio stesso e costituiscono certamente il principale fattore di crescita e consolidamento del vincolo di amicizia tra due comunità lontane.
Proprio su questi presupposti si basa il legame Rovigo-Viernheim, rinsaldato a scadenze sempre più ravvicinate dalle associazioni delle due comunità, le quali da un paio di anni stanno divenendo sempre più parte attiva di un interscambio socioculturale che, in definitiva, si configura come uno sviluppo di civiltà.
Nella scorsa estate sono state le due associazioni “Amici del Po” e “Amici della Germania” a farsi ambasciatrici di Rovigo in terra tedesca, invitate a Viernheim dagli “Amici della Natura” (Naturfreunde).
Un’ospitalità calda ed operosa quella che gli “Amici della Natura” hanno riservato ai rodigini, che, per una piacevole concomitanza, la sera del loro arrivo sono stati accolti da un’importante manifestazione all’insegna del “made in Polesine”. Nella elegante chiesa dei Santi Apostoli si è infatti esibito il complesso vocale polifonico diretto dal M° Giorgio Mazzuccato, con esecuzioni apprezzatissime, sottolineate da scroscianti applausi. È seguito presso la sede municipale un rinfresco, durante il quale il borgomastro Norbert Hofmann ha consegnato riconoscimenti ed attestati di amicizia al direttore Mazzuccato, alla prof. Daniela Felz, animatrice del gruppo “Amici della Germania”, autentica linfa del gemellaggio, e al prof. Sauro Passarella, attivo rappresentante degli “Amici del Po”.
È stata una settimana ricca di approfondimenti culturali e sociali, quella vissuta a Viernheim, che ha lasciato una reale traccia nell’animo dei partecipanti al soggiorno.
Indimenticabile innanzitutto l’ospitalità delle famiglie, ricca di calda accoglienza e suscitatrice di nuove amicizie. Di notevole interesse la visita alla città, con l’ausilio dell’arch. Dr. Kissel, tecnico comunale, che ha illustrato il significato innovatore, in un’ottica di recupero dei valori ambientali, impresso al tessuto urbano della città. Gli amministratori di Viernheim stanno seguendo una logica di “verde globale”, incentivando sperimentazioni con tecniche avanzate di impermeabilizzazione che permettono di far crescere il verde perfino sui tetti delle abitazioni.
E, che dire, restando in tema di verde, del bosco di pianura (anche in Polesine da circa un decennio se ne parla molto… ma solo se ne parla!) che per oltre dieci chilometri si estende a nord di Viernheim? La visita guidata di Udo Bochholz degli “Amici della Natura” è stata illuminante per comprendere come l’obiettivo della tutela ambientale non sia solo uno slogan da utilizzare in discorsi ad effetto.
E poi ancora scoprire l’interesse che là, in terra straniera, c’è nei confronti del Po, al punto da prenotare un soggiorno nel cuore del Delta in un mese decisamente atipico per le ferie, qual è quello di ottobre.
Epicentro per interessanti escursioni, Viernheim (città sviluppatasi in gran parte nel nostro secolo e perciò non molto dotata di ricchezze artistiche del passato) permette di raggiungere in breve località rinomate come Heidelberg, città universitaria, ricca di testimonianze storiche; Weinheim, elegante gioiello, caratterizzata da un’architettura tipica, in cui ogni costruzione è da ammirare; e poi Ladenburg, centro pittoresco e signorile; Heppenheim, capoluogo di provincia; e ancora la grande Mannheim, col suo principesco palazzo e la regolarissima pianta del centro; senza citare le decine di paesi sparsi sulle pendici montane, ognuno dominato dal suo caratteristico castello. E per finire, ad una cinquantina di chilometri, il Reno per una indimenticabile gita fluviale da Bingen a St. Goarshausen, cogliendo immagini di rara suggestione.
Una settimana intensa dunque, ricca di interessanti opportunità; esperienze che in definitiva si configurano come tanti nuovi tasselli da aggiungere alla molteplicità dei rapporti interpersonali che costituiscono il vero cemento di un gemellaggio.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Il lievito del gemellaggio”. Ventaglio Novanta, n. 8, 1994. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-lievito-del-gemellaggio/