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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Veneti in Australia

I giovani dell’ultima generazione riscoprono i valori e le tradizioni dei nonni

di Giuseppe Fin

Ventaglio Novanta n. 8 1994 pp. 152–153

Si potrebbe pensare che la maggioranza degli emigrati veneti in Australia, a quest’ora dopo tanti anni, si siano dimenticati della loro terra, dei loro paesi, dei loro amici ed anche dei parenti. Invece è tutto il contrario! Noi siamo rimasti sempre vicini, con la mente e con il cuore, al nostro paese. Si potrebbe anzi parafrasare il detto che, proprio quando una cosa ci manca, più se ne sente la mancanza, e si apprezza.

Chi è coinvolto in un lavoro di volontariato tra gli anziani sa quanto questi siano rimasti attaccati alle tradizioni familiari, religiose, ai principi sani e morali. Gli emigrati veneti sono sempre stati stimati dalla gente e dalle autorità australiane anche perché – tramite la loro volontà di lavorare, la loro onestà, il loro rispetto per le leggi locali – hanno saputo meritare stima, a differenza di altri gruppi etnici.

Gli italiani in genere non solo hanno conquistato il benvolere degli australiani e di altri emigrati, ma hanno anche contribuito alla divulgazione e all’apprezzamento della lingua e cultura italiana.

Non sempre le cose sono però state facili: anzi. Chi si trovava in Australia prima e durante l’ultimo conflitto mondiale, e tutti quelli che arrivarono in questo paese negli anni ’40, ’50 e ’60, sanno, per dure esperienze, quanto gli italiani abbiano dovuto sopportare in ingiurie, insulti, diffidenze ed umiliazioni.

Questa incresciosa situazione oggi, si può dire, non esiste più, anzi gli italiani come tali, ed in modo speciale i veneti, proprio per la loro laboriosità e parsimonia, sono rispettati e spesso anche invidiati.

Nonostante tutto, abbiamo oggi da risolvere ancora due problemi prima di passare alla fase definitiva dell’emigrazione italiana in Australia, e precisamente: il problema dell’anziano e quello dei giovani di seconda, terza ed anche quarta generazione. Per rispondere al problema degli anziani posso dire che, anche se il problema finanziario non è di primaria importanza, lo è per molti specialmente quando il loro sostentamento è basato solamente sulla pensione sociale australiana. Ma per gli anziani il problema maggiore riguarda la solitudine, la non conoscenza della lingua locale, l’incomprensione dei figli.

Per quanto riguarda il problema dei giovani di 2ª, 3ª, 4ª generazione, la situazione è un po’ più complessa. Appena arrivato in Australia l’emigrante si è trovato in un ambiente completamente nuovo, con costumi, usi, lingua, completamente diversi, e, come accennato sopra, si è dovuto perfino difendere dall’ostilità dei “locali”.

Ebbene, questa situazione ha, in un certo qual modo, obbligato l’emigrante italiano ad isolarsi dalla comunità e formarsi in gruppi locali molto spesso composti da italiani provenienti dalla stessa provincia, e spesso dallo stesso paese, parlando quasi sempre in dialetto; perciò, così facendo, i loro figli avevano solo la possibilità di imparare, come lingua, il dialetto dei genitori. Questa situazione ha creato nei nostri figli un certo complesso di inferiorità che ha contribuito a far sì che non si sentissero orgogliosi della propria origine. Essi dunque si sono ribellati ai loro genitori e si sono impegnati soltanto in quello che era australiano.

Sembrava essere una ribellione permanente, invece… dopo tanti anni di sacrificio da parte di quelli di 1ª generazione, ed anche considerando la mentalità cambiata dell’australiano, i nostri figli hanno compreso ora quanto hanno perso nella vita, e ritornano (2ª, 3ª generazione) alla ricerca delle loro radici, con un entusiasmo tale da far meravigliare, e allo stesso tempo da farci sentire orgogliosi.

Infatti se i figli (3ª, 4ª generazione) hanno ora l’opportunità di imparare l’italiano nelle scuole, nelle proprie classi assieme a compagni non italiani, ciò è proprio dovuto all’interessamento dei loro genitori che hanno capito quanto sarebbe stato facile per loro imparare l’italiano dai loro genitori, ma non l’hanno voluto o molto spesso non l’hanno potuto fare.

Ora però si prodigano in tutti i modi affinché i loro figli non perdano quest’occasione di conoscere ed imparare la lingua, gli usi e costumi, i principi morali e le tradizioni dei loro genitori, nonni, alla scoperta della loro italianità.

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Come citare questo articolo

Giuseppe Fin. “Veneti in Australia”. Ventaglio Novanta, n. 8, 1994. https://ventaglionovanta.it/archivio/veneti-in-australia/

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