Tra le manifestazioni culturali che nei scorsi mesi hanno avuto luogo in Polesine, un ruolo di sicuro interesse ha rivestito il Premio Letterario “Arturo Avanzi”, organizzato dal Circolo Culturale “2000” con il patrocinio del Comune e dell’Azienda di Promozione Turistica, nato con l’intenzione di cogliere il rapporto esistente tra la gente polesana e Rosolina, “il paese dei laghi e delle dune” (come ebbe a scrivere il generale Avanzi in “Vecchio mondo polesano”), nella consapevolezza che questo ambiente ha ispirato poeti come Eugenio Ferdinando Palmieri e Gino Piva.
Ecco il perché del tema unico “Rosolina e il suo ambiente: la terra, le valli, il mare”. Il premio, entrato anche nelle scuole per l’intento dei promotori di sensibilizzare i più giovani nei confronti della poesia e della natura, era articolato in tre sezioni: poesia in lingua o in dialetto, narrativa, poesia per bambini e ragazzi.
La serata conclusiva si è svolta il 7 agosto 1993 nella cornice del Centro Sociale di Rosolina con una buona affluenza di pubblico. Dopo una breve introduzione sulla nascita e le attività del Circolo Culturale “2000”, il presidente Orazio Bertaglia ha presentato i membri della giuria composta da Giuseppe Avanzi, medico e figlio del generale Arturo Avanzi a cui, nel decennale della morte, è stato intitolato il premio; Maria Grazia Amidei, ex insegnante di lettere impegnata nel mondo dell’artigianato artistico; Grazia Giordani, giornalista e scrittrice; Angioletta Masiero, poetessa e scrittrice; ed infine Simone Martinello.
Nella sezione giovani ha vinto Milena Mimmo di Rosolina con la poesia “Nel silenzio” dove “nella autenticità dei toni e nella spontaneità delle immagini, emerge la personalità della giovane autrice che sa cogliere l’essenzialità poetica di un messaggio racchiuso nella natura che l’uomo continua a deturpare”. Seconda classificata Laura Furin di Lendinara con la poesia “Il mio mare, Rosolina!” dove la superficie marina è armonia, respiro, canzone che culla chi scrive accompagnandolo alla scoperta del mondo. Una segnalazione è andata alla brevissima poesia “Il mare” di Silvia Lazzarin di Rosolina.
Per la sezione dedicata alla narrativa si è classificato al primo posto Paolo Avanzi, psicologo e scrittore di racconti riconducibili alla letteratura del mistero, con “La dichiarazione”. Il racconto è intrecciato di trame descrittive dove il paesaggio risulta “in simbiosi con gli stati d’animo del protagonista” che alla fine vede limitata la sua libertà. Il secondo premio è andato ad Oliviero Ferro di Rosolina con “La fola vecia” definita dalla giuria “una favola birichina dove cronaca ed invenzione, in gioiosa rincorsa, ripropongono al lettore un lembo di passato di godibile lettura”.
Per la sezione poetica ha vinto Maria Teresa Mancini di Adria con la lirica “Lame di fuoco” dove l’autrice, dando sfogo all’immediatezza espressiva con una versificazione essenziale, ha saputo impreziosire il suo dire poetico attraverso una perfetta coerenza di suoni ed immagini che colgono un istante colmo di privilegio, “l’inatteso miracolo”. Al secondo posto si è classificato Pietro Conforto Pavarin con la poesia “Rosolina” dove, attraverso le sfumature della lingua dialettale, il poeta di Rovigo ci offre una vivida immagine del mare che stempera il veleno delle nostre inquietudini in dolci “promesse d’amore” ritmate dall’incanto naturale. Ai vincitori delle rispettive sezioni sono andati in premio una targa offerta dal Circolo Culturale “2000” e dei soggiorni a Rosolina Mare offerti dagli operatori turistici della località balneare, mentre i secondi classificati hanno ricevuto una targa offerta dall’Azienda di Promozione Turistica di Rosolina per mano del commissario straordinario Oliviero Lazzarin.
Il Premio Speciale della Giuria – un quadro del pittore rosolinese Silvano Baldo – previsto per quell’opera che meglio fosse in sintonia con il tema del concorso, è stato consegnato dal sindaco Ermenegildo Ghezzo al direttore di Ventaglio Novanta, Lino Segantin di Lendinara, autore del racconto “La strada delle valli” ritenuto pregevole per “la freschezza disinvolta dei dialoghi” che sanno creare una trama coinvolgente che “trasporta il lettore attraverso suggestive vie d’acqua in un pianeta giovane e gli offre squarci di squisita ecologia”.
Il premio, che ha contato una quarantina di partecipanti, pare essersi incamminato sulla strada giusta e otterrà maggiori apprezzamenti se saprà diventare, come disse David Maria Turoldo, uno “strumento di cultura per quest’uomo moderno che siamo noi: un uomo sempre più defraudato e rapinato dei valori ultimi, del suo patrimonio di umanità”. Rosolina dovrà solamente custodirlo perché questo basso Polesine – e Gino Piva nelle sue “Cante d’Adese e Po” lo scrisse – “ha un’anima tutta sua che non può rimanere estranea alla nostra sensibilità”.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Simone Martinello. “Premio letterari°o “Arturo Avanzi””. Ventaglio Novanta, n. 8, 1994. https://ventaglionovanta.it/archivio/premio-letterario-arturo-avanzi/