Siamo a Villadose, piccolo centro del Polesine fra Rovigo ed Adria, da alcuni anni divenuto noto fra gli appassionati di archeologia.
Ci troviamo infatti al centro di un'antica centuriazione romana sepolta, che dal primo secolo avanti Cristo fu abitata da migliaia di coloni dediti alla coltivazione. È stato il locale gruppo archeologico con le sue ricerche, ben documentate nella Mostra Archelogica permanente alloggiata presso il Municipio, ad individuare nel territorio comunale ben 108 siti archeologici riferibili per lo più alle antiche fattorie.
Da qui è nata l'idea di rievocare un convivium degli antichi abitanti, momento d'incontro e di socializzazione in antichità, e occasione, oggi, per cercare di rivivere il tempo passato di un ambiente rimasto nell'oblio fino a pochi anni fa.
La proposta è stata raccolta con entusiasmo da gruppi culturali ed enti.
Sotto la guida della Cooperativa “Turismo & Cultura” coordinata dalla dott.ssa Donatella Girotto, è iniziato il lavoro preparatorio, che ha visto collaborare fianco a fianco alcuni dei più attivi gruppi culturali polesani come la Minelliana, l’Associazione di Cultura Classica ed il Gruppo Archeologico di Villadose.
Come sede del convito si è scelta, grazie alla disponibilità del proprietario dr. Casalini, una corte posta lungo l'alveo dell’Adigetto nella frazione di Cambio, corte storica edificata nel 1700.
L’organizzazione si è avvalsa della collaborazione scientifica della dr.ssa Simonetta Bonomi e del Dr. Raffaele Peretto che si sono preoccupati che le ricette proposte nel menù e la scenografia messa in atto si adattassero perfettamente all'epoca romana.
I tavoli per la cena, procurati dalla Proloco di Villadose, sono stati collocati sotto il portico, diviso da una serie di archi dall’aia, dove si è creato uno spazio arredato come avrebbe potuto essere in antichità. Sono stati infatti collocati sull'aia, illuminata da torce e dal fuoco di un bracere, vari frutti come zucche e tralci d'uva ed alcuni strumenti di lavoro come il carro di legno, le botti ed il tino, ecc.
È stato preparato anche un altare con ceste ripiene di prodotti della terra, offerte per propiziare gli dei. Si è creata così una realizzazione di tipo scenografico, che ha costituito, assieme a quattro colonne, lo sfondo per le danze del gruppo di danza folcloristica di Villadose diretto da Silvia Bellinello.
I suonatori di flauto emanavano le loro note in questo contesto surreale, e la presenza di varie persone vestite con toghe, tuniche romane e la corona di foglie che veniva posta sul capo di ogni invitato al suo arrivo, predisponeva alla rivisitazione del passato. Dopo aver ammirato la prima danza, si assisteva all’entrata in scena di una cavallerizza su un bel baio che dava il messaggio dell'inizio della cena.
Il menù, realizzato dal ristorante “Rifugio il cacciatore”, proponeva una tisanam barricam e piatti a base di lepre e cinghiale; non è mancato il dolce e la frutta. Fra i vini da segnalare il raro ed ottimo Falerno. I vari tipi di pane e focacce sono stati prodotti dal forno Baratella di Villadose.
Durante la degustazione dei cibi si è tenuto un certamen conviviale durante il quale alcuni invitati hanno declamato brani sul tema della campagna. Nonostante il tempo nuvoloso – ma, grazie a Giove, senza pioggia – i numerosi invitati hanno potuto trascorrere una serata emotivamente stimolante, di quelle che si ricordano a lungo.
Concludendo si può affermare che la manifestazione è perfettamente riuscita e dopo 2000 anni, nei luoghi che certamente avevano ospitato manifestazioni conviviali romane, è stata rievocata la festa con i suoi riti, cibi, bevande, musiche, danze, declamazioni poetiche. Lo spunto in questo caso è arrivato dall’archeologia, il resto hanno fatto l’inventiva ed il lavoro degli organizzatori.
L’impatto della manifestazione sulla comunità di Villadose, che sta riscoprendo le radici classiche del suo territorio, è stato notevole: in paese non si parlava d’altro, tutti erano incuriositi dal convivium e dal vedere tanti “forestieri” richiamati nella piccola frazione di Cambio. Sicuramente anche tramite manifestazioni come questa, avanzano la cultura e la consapevolezza della propria storia.
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Come citare questo articolo
Enrico Maragno. “Metti una sera a cena con gli antichi romani”. Ventaglio Novanta, n. 8, 1994. https://ventaglionovanta.it/archivio/metti-una-sera-a-cena-con-gli-antichi-romani/