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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Premio città di Rovigo

A Katia Ricciarelli e Carlo Peretto, il più alto riconoscimento della città

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 11 1995 pp. 144–147

Tra i riconoscimenti e le attestazioni di consenso espresse da Enti, Associazioni culturali ed economiche, si distingue inequivocabilmente il Premio Città di Rovigo che si pone come il più importante e il più prestigioso per il valore simbolico intrinseco, motivo di gratificazione e qualificazione per chi lo riceve. Nella scultura in bronzo, che costituisce l'espressione tangibile del premio, è rappresentata una piccola figura umana stilizzata, emblema di tutta la riconoscenza, la stima, la simpatia dei cittadini di Rovigo verso i suoi cittadini più illustri.

Il Premio Città di Rovigo, ideato inizialmente col nome "Premio S. Francesco", dal compianto Dino Quadrelli, ha assunto la nuova denominazione per volontà di una Commissione giudicatrice in accordo con l'Amministrazione Comunale.

Le finalità del Premio Città di Rovigo consistono nel segnalare personalità di Rovigo e provincia distintesi particolarmente in Italia e nel mondo in opere di Pace e fratellanza tra i popoli, nella difesa dell'ecologia e dell'ambiente, nel turismo collegato allo sviluppo economico e sociale del Polesine, nella produzione poetica, letteraria, scientifica, artistica e culturale.

La prima edizione del Premio con il nuovo nome, si è tenuta il 19 novembre 1994. La rosa delle persone meritevoli era ampia, ma non c'è stata difficoltà per la Commissione nell'orientare la sua scelta su due grandi figure che hanno dato lustro alla città di Rovigo, per l'elevato prestigio personale nel campo dell'arte e della scienza riconosciuto in Italia e nel mondo: il soprano Katia Ricciarelli e il docente universitario Carlo Peretto.

La cerimonia di consegna del Premio Città di Rovigo conferito dal sindaco Fabio Baratella è avvenuta all'Accademia dei Concordi nella magnifica Sala Oliva alla presenza di Autorità rodigine e di quanti amano e stimano le due illustri personalità. Per un Premio tutto rodigino non si poteva che scegliere un trofeo che fosse opera di un artista rodigino. Ed ecco lo scultore Osvaldo Raffaele Forno, già insegnante presso l'Istituto "Dosso Dossi" di Ferrara ed affermato pittore e sperimentatore di nuove espressioni creative con l'uso di materiali innovativi quali il neon, il legno, il vetro e altri.

Il ritorno di Katia Ricciarelli a Rovigo, è abbastanza frequente; ama la Terra in cui è nata, per cui non passa anno che non arrivi in città non solo per la Stagione Lirica ma per Concerti di beneficenza (nella primavera del '94 per la CRI e in autunno per l'Ail), ed ogni volta il suo arrivo è sentito come una grande festa. È molto amata e seguita dai suoi concittadini per i quali è orgoglio e vanto. La signora Valeria Laganà, direttore del Conservatorio "Ca' Venezze di Rovigo", nel delineare un profilo squisitamente umano dell'artista, ha avuto parole di dolce affezione per la profonda sensibilità del soprano. Ha ricordato quando giovanissima Katia frequentava il Conservatorio rodigino con determinazione, voglia di arrivare, con quel carattere deciso che ha forgiato la tempra della grande artista giunta ai massimi vertici della sua arte.

La scheda artistica di Katia Ricciarelli, che lo scorso anno ha festeggiato il venticinquesimo della carriera, è lunga e densa di qualificazioni. Diplomatasi con Iris Adami Corradetti al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia, debutta a Mantova nel 1969 con Bohème e l’anno seguente al Regio di Parma con il Trovatore. Nel 1971 vince il Concorso della RAI "Voci nuove Verdiane" e qui inizia la sua straordinaria carriera artistica che la porterà a conquistare il pubblico di tutti i teatri del mondo.

Interprete di importanti ruoli nelle stagioni liriche del 1972 e 1973, nel 1974 è alla Fenice di Venezia nel Don Carlos, a Trieste ne I Capuleti e Montecchi e debutta al Covent Garden di Londra con la Bohème e all'Opera di Parigi con la Bohème e Don Carlos. Nel 1975 debutta al Metropolitan di New York con la Bohème e Carmen e ritorna al Covent Garden di Londra con Un Ballo in Maschera, opera che poi riprenderà al Metropolitan e all'Opera di Parigi.

Nella stagione 1974/1975 ritorna a Milano al teatro alla Scala nel Simon Boccanegra e debutta nella Traviata a Trieste, Verona e al teatro Regio di Torino. Da allora molte tappe importanti hanno segnato la sua carriera di grande artista: ottenendo riconoscimenti in tutto il mondo con numerose tournée in Giappone, USA, Argentina, Brasile, Cina e Australia senza mai trascurare il Teatro Sociale di Rovigo, dove si è esibita, sia nella Stagione Lirica sia in Concerti.

Eccezionale personalità, dunque, che ha saputo coniugare qualità artistiche e umane in mirabile sintonia, per cui non a caso è presidente onoraria e madrina della Fondazione Italiana per la Guarigione dalla Thalassemia, una malattia molto diffusa nel nostro Polesine.

Con Katia Ricciarelli ha ricevuto il Premio Città di Rovigo anche l’illustre professore Carlo Peretto, nato a Rovigo e docente di Antropologia presso l’università di Ferrara.

È stato il prof. Enrico Zerbinati a presentarlo al pubblico, con forbito stile letterario, affascinando l’uditorio, che lentamente è stato condotto in un mondo assai diverso da quello artistico, ma altrettanto importante per la sua specificità prettamente scientifica.

Carlo Peretto è un antropologo che ci ha guidati con i suoi studi e ricerche a ritroso nel tempo alla conoscenza dei nostri antenati italici, alla scoperta delle nostre primitive radici: "I suoi primi passi sui sentieri dell'archeologia egli li muove in famiglia. Respira ed è permeato da vivi interessi e dalla forte passione che in questo settore dimostrano il padre, maestro Rodolfo, e il fratello Raffaele, oggi direttore del Museo Civico di Rovigo".

Si laurea all’Università di Ferrara in Scienze Naturali con il prof. Alberto Broglio ed inizia subito una carriera molto intensa di appassionato studioso dell’uomo antico. Dal 1971 al 1973 una Borsa di studio gli consente l’avvio di un’attività di ricercatore presso l’Istituto di Antropologia dell’Università di Siena; dal 1973 al 1977 è Assistente di ruolo per la cattedra di Paleontologia Umana all’Università di Ferrara e sempre nella medesima Università dal 1978 al 1979 è incaricato di Antropologia e dall’80 è professore Associato di Antropologia, cattedra attualmente ancora ricoperta in concomitanza al Dottorato di Ricerca nel Museo di Storia Naturale di Parigi.

La fama di Carlo Peretto, in qualità di specialista delle culture del Paleolitico inferiore, acquista risonanza internazionale per alcune fortunate scoperte, giusta ricompensa a chi ha dedicato passione e acume scientifico in scavi condotti in équipe altamente qualificate, attuando un metodo interdisciplinare caratterizzato da profonda e continua interazione tra i differenti ricercatori, fra i quali è doveroso ricordare il Prof. Martino Ferrari, giovane rodigino tragicamente scomparso, lasciando un grande vuoto sia nell'ambiente di Carlo Peretto che nel Teatro del Lemming¹.

Va segnalato in particolare il rinvenimento di due insediamenti: il primo nel 1978-1979 ad Isernia La Pineta nel Molise datato a 700.000 anni fa e il secondo nel 1983-1984 sul Monte Poggiolo in provincia di Forlì di oltre un milione di anni.

Carlo Peretto collabora con numerose riviste sia di carattere scientifico che didattico, ed è responsabile europeo del Progetto "Comunità Europee sulle origini del popolamento umano", componente del Progetto Erasmus per il settore archeologico e del Progetto Strategico sui Beni Culturali per il Consiglio Nazionale del Paleolitico di Isernia. Per il 1995 è stato designato Presidente dell'XI Congresso degli Antropologi Italiani e Segretario generale del XIII Congresso dell'Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche (Istituzione membro dell'UNESCO), che si terrà a Forlì nel 1996.

Per gli elevati traguardi raggiunti dai due figli della nostra Terra, che hanno nobilitato non solo il proprio nome, ma anche quello di Rovigo, la città meglio non poteva contraccambiare che celebrando degnamente le due eminenti figure con il Premio Città di Rovigo.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “Premio città di Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/premio-citta-di-rovigo/

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