Una pista di lancio verso l’Europa e il Medio Oriente. È il Polesine che la sta creando attraverso lo stabilimento chimico Bioitalia Biopro Italia di Bottrighe, unico del genere nella nostra nazione, sorto dalla riconversione dell’impianto di glutammato monosodico dell’ex società Bi.Ac.Or. (Biochimica Acidi Organici) del Gruppo Cremonini.
La fabbrica e la società fanno parte al 75% della Giapponese Ajinomoto con sede a Tokyo, un colosso industriale con stabilimenti sparsi in tutto il mondo ed interessi produttivi diversificati, che spaziano dal campo alimentare, a quello chimico e farmaceutico.
Era il 1990 quando il dott. Sadao Amano venne nominato presidente della Bioitalia con l’importante missione di riconvertire lo stabilimento basso polesano. L’impresa appariva alquanto difficile e particolare; ma il lavoro, iniziato con rigorosa cadenza e con investimenti di oltre trenta miliardi, grazie alle importanti soluzioni adottate dal dott. Amano, ha portato ben presto buoni risultati, quanto mai apprezzabili per una zona da tempo notevolmente depressa.
Dopo due anni e mezzo di ristrutturazione aziendale, che sono serviti per salvare alcuni vecchi impianti di fermentazione ingrandendoli con altri di elevata tecnologia giapponese, la Bioitalia ha avviato le prime produzioni di lisina, un amminoacido usato quale integratore per l’alimentazione degli animali da allevamento. Inizialmente i volumi produttivi sono stati limitati ma gradualmente e continuamente, Bioitalia ha raggiunto una produzione di 10.000 tonnellate di lisina annue, aumentando i propri risultati e quindi anche le vendite.
Sono oltre 70 i dipendenti dell'azienda e non mancano ipotesi di nuove assunzioni viste le prospettive di ampliamento del mercato che si stanno presentando. La realtà produttiva, ormai consolidata ed efficiente, ha inoltre subito un ulteriore incremento con la messa in funzione di due nuovi fermentatori.
Il complesso industriale di Bottrighe è diretto dal dott. Vincenzo Di Paolo, mentre il presidente Amano è stato da poco richiamato dalla casa madre di Tokyo per svolgere nuove ed importanti funzioni. La sua partenza ha lasciato alle maestranze un ricordo di persona professionalmente capace e concreta, che ha saputo raggiungere mete su cui molti non avrebbero forse fatto grosse scommesse. Per il futuro non sono esclusi nuovi investimenti che potrebbero portare alla lavorazione dei sottoprodotti e la conseguente assunzione di nuovo personale.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “Il Giappone in Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-giappone-in-polesine/