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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Un museo per la fantasia

È nato a Bergantino il Museo della giostra e dello spettacolo popolare

di Corrado Ferri

Ventaglio Novanta n. 12 1996 pp. 148–153

Il mondo della giostra e dello spettacolo popolare esercita da sempre un particolare fascino sull'uomo, sia egli giovane od adulto. La fiera tradizionale, così come noi oggi la conosciamo, nella sua dimensione di sagra paesana, con i suoi suoni, le sue luci, i colori vivaci, a volte violenti, ci cattura sempre, ci ammalia, ci scuote, per trascinarci in un'atmosfera che trascende la realtà e che rende reale il fantastico.

Ma da dove viene la fiera? Quando e perché nascono le giostre? Sono domande alle quali raramente si cerca di dare una risposta, perché il fascino del divertimento, della giostra, dello spettacolo popolare sta proprio nella sua immediatezza e nel suo essere, come un sogno, breve, intenso ed effimero.

Quando si parla di spettacolo popolare, si parla di una forma espressiva considerata minore, ma più spontanea, ingenua, con valori che si identificano con il vissuto; si pensa ad artisti di piazza, cantastorie, teatranti, alla Commedia dell'arte, alle marionette, ai burattini, al circo, alle giostre. Spettacoli "minori", dai quali sono nati, però, gli attuali generi dello spettacolo cosiddetto colto, come la prosa, il cinema, l'opera lirica o il balletto classico.

Il prof. Tommaso Zaghini, di Bergantino, che da diversi anni si occupa dello studio di questi fenomeni, ci aiuta a tracciare una storia, dalla fiera medioevale delle merci fino al nostro moderno luna park.

La fiera medioevale nasce dopo il Mille ed è un grande mercato annuale, che mantiene la sua struttura commerciale almeno fino al 1750. Poco a poco, però, essa si trasforma da luogo di commercio ad occasione di spettacolo, per approdare, agli inizi del '900, in Italia, alla fiera come parco dei divertimenti. Le merci trovano altri canali di mercato, più rapidi e sicuri, e la fiera diviene occasione di divertimento con attrazioni e mestieri. Infine, nel 1951, in Italia, nasce il moderno luna park.

Quali le caratteristiche evolutive? Il grande sviluppo della tecnologia e la meccanizzazione consentono negli ultimi decenni la nascita delle giostre di vertigine, del brivido, delle violente emozioni; il pubblico non è più spettatore sulla piazza delle meraviglie, ma diventa protagonista di se stesso, spettacolo nello spettacolo.

In questo arco di tempo, la fiera si propone con una sua specifica funzione economica, come luogo di concentrazione delle merci; con una funzione ludico-spettacolare, come luogo delle esibizioni di venditori imbonitori e di artisti girovaghi; ed infine, con una funzione socio-culturale, come centro di divulgazione di notizie ed informazioni, in un mondo privo di mezzi di comunicazione.

In questo contesto, anche la giostra si evolve. La sua origine è la classica altalena. Al suo movimento ondulatorio, nel Rinascimento, viene associato il movimento rotatorio, per creare quella che noi oggi conosciamo come giostra a catene. Il movimento rotatorio da orizzontale diviene verticale e nasce la ruota panoramica, che altro non è che un giro completo di altalena. Lo sviluppo tecnologico, poi, permette di accostare tutti questi movimenti diversi in un'unica giostra e nascono i "mostri tecnologici" che tante emozioni offrono, in particolare ai più giovani, nei moderni luna park. Nello stesso tempo si evolve pure la forza di movimento: da quella manuale a quella meccanica, dai primi motori a vapore a quelli elettrici.

È indubbiamente una materia di grande interesse antropologico. Lo spettacolo popolare itinerante, però, nella sua evoluzione storica, è un mondo culturale di difficile ricostruzione, soprattutto nella sua fase preindustriale, a causa della frammentarietà della documentazione.

Bergantino, nel nostro Polesine, da alcuni decenni rappresenta in Italia uno dei maggiori poli attorno cui ruota l'industria della giostra e dello spettacolo viaggiante. Vennero costruite qui, utilizzando spesso materiale di fortuna, le prime giostre moderne. I bergantinesi si inventarono una peculiare forma di emigrazione stagionale, diventando giostrai itineranti. Intere famiglie partivano con una giostra e pochi mezzi, all'inizio della bella stagione, per tornare in paese solo ad autunno inoltrato.

Attualmente sono rimaste poche le famiglie che vivono di questa attività itinerante, ma gran parte dell'economia del paese ruota attorno all'industria della giostra. Oggi, a Bergantino, giostraio non è più tanto sinonimo di girovago, ma di imprenditore, di costruttore di giostre che vengono vendute in tutto il mondo.

Ecco, allora, che proprio a Bergantino, l'Amministrazione comunale e l'Amministrazione provinciale di Rovigo hanno istituito il Museo documentario della giostra e dello spettacolo popolare, presso il Centro culturale di Palazzo Strozzi, perché si provveda a raccogliere, catalogare, studiare ed esporre in forma divulgativa, documenti e materiali connessi alle varie componenti dello spettacolo popolare, con particolare riguardo alla giostra, vista proprio nella sua evoluzione e nella sua valenza storico-culturale.

Il Museo documentario consta già di un patrimonio librario di circa 230 opere a carattere specifico sulle varie componenti dello spettacolo popolare, con 2000 schede bibliografiche. Inoltre, il Centro possiede oltre 400 riproduzioni fotografiche in bianco e nero accompagnate da 1400 schede. È un primo nucleo documentario, che sta già ampliandosi.

Nel programma del Consiglio direttivo del Museo, che annovera tra i suoi consiglieri proprio il prof. Tommaso Zaghini, spicca la realizzazione di una mostra permanente ed itinerante sulle origini e l'evoluzione di una pagina di storia che parte dal locale, dalla peculiare attività di un piccolo centro del Polesine, per abbracciare una realtà ben più vasta. Si tratta infatti del comune interesse dell'uomo di trovare, attraverso l'esercizio della fantasia, un momento di evasione, di divertimento, di libera espressione di se stesso.

Il Museo documentario della giostra e dello spettacolo popolare di Bergantino, unico nel suo genere in tutta Italia, ambisce a porsi come punto di riferimento nazionale per esperti del settore, ricercatori, studiosi, ma anche semplicemente persone curiose od incuriosite dalla possibilità di approfondire una realtà come quella della fiera e del luna park, alla quale tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo avvicinati con stupore e grande meraviglia.

Fra un anno, si prevede possa essere pronta e visitabile la mostra documentaria, alla quale verranno poi legate iniziative di vario genere, con l'obiettivo di lanciare Bergantino e la provincia di Rovigo al di là dei limiti troppo angusti del nostro Polesine.

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Come citare questo articolo

Corrado Ferri. “Un museo per la fantasia”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-museo-per-la-fantasia/

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