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ARTEOGGI

Sulle ali del tempo

Nelle realizzazione pittoriche di Alessandro Marangon la suggestione del passato

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 16 1998 pp. 93–95

La matita e i colori a pastello sono gli strumenti pittorici adoperati da Alessandro Marangon per immergersi nel passato e per presentarci il mondo ormai perduto dell'antichità, dove il cielo e la terra si toccano e si fondono insieme, in una ritrovata armonia.

In questo scenario, quasi teatrale, il pittore crea delle imponenti immagini che ci risospingono ai tempi dell'antica Grecia e dell'antica Roma. Scene di lotte, di gare con i cocchi e con i cavalli, vengono illuminate da alternanze cromatiche; esse rappresentano aspetti particolari delle trascorse civiltà, riportate al loro antico splendore nella realizzazione pittorica.

È un viaggio a ritroso, alla ricerca del tempo perduto, un rispolverare epoche ed azioni dimenticate. È l'antichità che bussa alla porta del cuore dell'artista di Porto Viro ed egli ne apre i battenti per accoglierla e per spolverarla dalla polvere dei tempi.

È l'antichità che vuole parlarci ancora una volta e l'autore, quale umano registratore, diventa un fedele e moderno trovatore dei colori e l'immortala all'istante.

Attirato anche dal volto umano, il pittore, che si definisce ritrattista, si è instintivamente chiesto dove poter collocare nel tempo e nello spazio tali lineamenti e tali sguardi. Ed ecco volti moderni che per un attimo, fissati sul foglio, si ritrovano con fogge, del tempo finito, in atteggiamenti e in luoghi che non hanno più nulla di attuale. Fanno parte, ormai, di quelle epoche in un equilibrio ritrovato di luci ed ombre. I corpi si rivestono di stoffe del seicento e del settecento, epoche ormai lontane, quando i mari erano solcati dagli eleganti vascelli inglesi.

Segno dopo segno, colore dopo colore, con animo paziente elabora, con esattezza e con infinito amore, immagini rapite dalla fantasia e portate in dimensioni concrete, per regalarci un attimo del passato.

La ricerca continua del tempo porta Alessandro Marangon a camminare sulle ali delle matite, dei colori e della china, per riscoprire la bellezza dell'antichità, fatta di paesaggi, di ambienti, di colonne, di vesti e di eroi che appartengono ormai ai nostri archivi storici.

Alcuni personaggi sembrano nascere dal tratto sicuro dell'artista per poi diventare del tutto autonomi e indipendenti. Altri non sembrano più appartenere al passato, ma sono inseriti in un'epoca futura, in quel filone del medioevo futuro, dove la forza di questi nuovi eroi si mescola con la teatralità delle azioni. Il pittore è attratto, inoltre, dal mistero dell'universo, di altri mondi, forse abitati, dove l'umanità si fonde nell'armonia dei gesti.

Il volto del Cristo, ispirato alla Sacra Sindone, con il suo sguardo tenero e severo nello stesso tempo, ci fa intuire che la ricerca di Alessandro Marangon non è ancora finita ed è pronta ad affrontare altri volti ed altre tematiche.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “Sulle ali del tempo”. Ventaglio Novanta, n. 16, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/sulle-ali-del-tempo/

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