ABBRACCIATO ALL’IPOCRISIA
Sosia di me stesso,
sbiadita copia d’un ventenne,
spalleggio l’altezza
abbracciato all’ipocrisia,
mento all’amore,
raggiro l’amicizia.
Pavido m’inquieto
per l’ombra che proteggo,
avido custode
d’una verità sconosciuta,
celata, occultata,
forse inesistente.
Buongiorno notte, ben arrivata.
PAURA DI VIVERE
Non esiste cura
per il dolore lancinante
che dilania la mia anima,
né un solo istante di sollievo
da un inspiegabile cancro
che divora un già misero
desiderio d’essere
Un grido d’aiuto rimbomba nella testa,
nessun suono esce dalla bocca;
chi m’ascolterebbe?
È un male che s’eleva alto nel cielo
oscurando un sole ormai fioco,
è un vento martellante
che disperde ogni proposito,
è una tristezza infinita,
è paura di vivere.
DUALISMO
M’appare siccome un paradiso
venato di tetre sfumature
e funeste ombre rossicce,
l’ignoto dei dì a venire.
Chi mi sprona a continuare
vede con chiarezza
la magnificenza dell’insieme,
ma non coglie
la trascuratezza dei particolari
o la tristezza dei colori.
Chi crede di conoscermi
osserva avanti a me
una strada disarmata
che si perde all’orizzonte.
Io scorgo solamente il prossimo ostacolo
che s’appresta a travolgermi
perché mi possa rialzare
più avveduto e sconsolato di prima.
INVOLONTARIA NECESSITÀ
Insopportabile è l’attesa d’essere amato
snervante quanto deprimente,
sottende l’utopica speranza
di scoprire uno scrigno
adagiato sul fondo d’un abisso
ragionevolmente irraggiungibile,
ma dal contenuto indispensabile.
La sola involontaria necessità
è donarsi completamente.
EVENTO INEVITABILE
La morte,
agognata libertà
dopo la prigionia della vecchiaia,
incomprensibile interruzione
d’una breve esistenza
vissuta inconsapevolmente,
sospirata pace
per un’anima in conflitto,
verità ultima
dopo una vita di menzogne.
Né punizione, né premio,
evento, né infausto, né auspicabile,
soltanto… inevitabile.
LA SOLA VIRTÙ
Ovunque diriga lo sguardo
scorgo sofferenza e disprezzo,
invidia e sdegno per l’altrui fortuna,
incontrollata rabbia per il fugace denaro,
l’occhio morente di chi è consapevole
dell’inutilità d’una lotta priva d’ideali,
l’indignazione dei perbenisti
per chi abbraccia la diversità
in una spasmodica ricerca
della tanto declamata libertà.
Ormai è l’indifferenza il non sentimento,
dittatore nel cuore dei più.
E in un deserto, catalizzatore del male,
è la bellezza la sola virtù consolatrice.
L’armonia delle forme
propria di ogni donna
dona impeto ad una gioia mai sopita,
che come la natura
al mutar delle stagioni
si rinnova all’infinito.
IL CORAGGIO È LA CHIAVE
La risolutezza è nel cuore
di chi conosce e di chi vuole,
ma la via della saggezza,
frutto dell’esperienza
figlia del tempo e dell’intelligenza,
è intrisa di dubbi.
Il coraggio è la chiave,
occorre scegliere
pur cosciente di non sapere.
IL TRENO S’ARRESTA
Ballando al suono dei ritmi tribali
scorron veloci le luci velate,
il ferro stride e tutto si blocca,
fischia la notte e riprende la corsa,
sbotta la quiete che zittisce il rumore,
piange la noia che copre il dolore,
marcia il dovere con passo silente,
sorride la gioia con viso dormiente.
Muore il buio,
mi specchio sul vetro,
il treno s’arresta.
È tempo di scendere.
GRAZIE
Muto rifletto
un cerchio perfetto,
loquace figura
nel cielo irrequieto;
assorbo il sapore,
d’un male incolore,
strettamente avvinghiato
ad un istante infinito.
Grazie, per avermi
spontaneamente donato
più di quanto
abbia mai desiderato.
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Come citare questo articolo
Michele Buson. “Involontaria necessità”. Ventaglio Novanta, n. 16, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/involontaria-necessita/