Da due anni opera a Ficarolo il gruppo archeologico "Eridano". Per conoscere l'attività di questa lodevole associazione culturale abbiamo incontrato Beatrice Michelini, socia particolarmente interessata alla ricerca archeologica e allo studio della storia del nostro territorio, alla quale abbiamo posto alcune domande.
Quando è sorto il vostro gruppo? E quali scopi si prefigge?
"Il gruppo si è costituito nel gennaio del 1996 ed è sorto come sezione del CPSSAE (Centro Polesano di Studi Storici, Archeologici ed Etnografici) di Rovigo. L'avvio è avvenuto grazie all'interessamento di alcune persone appassionate di archeologia e di storia. Il loro interesse era stato sollecitato in particolare dagli scavi archeologici effettuati in Chiunsano fin dagli inizi degli anni '90. Partecipano all'attività non solo persone di Ficarolo, ma anche di Salara, Gaiba, Stienta e Trecenta. La caratteristica che distingue il nostro gruppo da altri del CPSSAE è proprio quella di essere una sezione che riguarda un territorio molto esteso".
Come è costituito il gruppo Eridano?
"Il numero attuale dei soci si aggira intorno ai venti. All'inizio eravamo una decina. C'è un personaggio 'storico' trainante, Carlo Palazzi, che ha sollecitato e fomentato la passione in ognuno di noi e ci ha trainati con il suo entusiasmo. Attualmente il presidente è Antonio Ghirotto di Salara, ed il tesoriere, Rita Sampognaro".
Quali attività vi caratterizzano?
"Il gruppo alla sua nascita si proponeva innanzitutto di continuare la ricerca archeologica che alcuni di noi già singolarmente portavano avanti nel territorio con la ricerca di superficie, attraverso camminate in mezzo ai campi. Si proponeva quindi di regolarizzare e ordinare questa ricerca e di sollecitare interessi nei paesi limitrofi. All'inizio pensavamo di puntare sull'organizzazione di conferenze e l'allestimento di mostre. Se non siamo mai riusciti ad organizzare conferenze, siamo invece soddisfatti della partecipazione rilevante riscontrata alle mostre che da due anni allestiamo alla fine degli scavi. Anche quest'anno la Sovrintendenza e il direttore del Museo Civico ci hanno onorato di una loro visita ed hanno dimostrato di apprezzare il nostro lavoro".
Gli scavi cui ha accennato sono quelli diretti dal prof. Herman Büsing dell'Università di Bochum in Germania. Può parlarci del vostro legame con quel gruppo?
"Il legame con l'Università di Bochum è molto stretto. Il nostro impegno non si esaurisce nell'allestimento della mostra, ma viene anche indirizzato nello scavo, e noi stessi partecipiamo attivamente agli scavi diretti dal prof. Büsing nel territorio di Ficarolo. Con il prof. Büsing collaboriamo ormai da sette anni. Mentre all'inizio la nostra partecipazione era piuttosto “timida e sporadica, adesso è molto più concreta. Da quando il gruppo si è costituito, siamo accettati in maniera ufficiale e partecipiamo attivamente alle attività di scavo. Il legame con il prof. Herman costituisce una motivazione concreta per continuare il nostro lavoro all'interno della sezione "Eridano". Speriamo che questo legame possa continuare, anche se ultimamente sono sorti dei problemi legati ai contributi che il prof. Herman riceveva dalla Germania: in parte dall'Università, in parte da ditte come la Hënkel, che lo sponsorizzavano. Ora pare che lui abbia solo una piccola sovvenzione dall'Università, che però sarebbe insufficiente a sostenere la prossima campagna di scavo, anche perché agli studenti si è soliti riconoscere una "diaria". Da sempre l'alloggio è invece a carico del Comune di Ficarolo, mentre il vitto da due anni è a carico del gruppo "Eridano", che dà un contributo concreto per le spese alimentari".
Cosa intendete fare per risolvere questo problema?
"Ci stiamo muovendo per cercare di ovviare a questa nuova situazione. L'importante sarebbe trovare dei sostegni economici. Finora li abbiamo ricevuti dal Comune, dalla Coop Reno e dalla Padana Costruzioni. Ora stiamo cercando contributi dalle banche, da enti pubblici, ma anche da enti privati. Abbiamo fatto domanda di contributo alla Regione e alla Provincia, e stiamo aspettando le risposte. Speriamo che siano positive, perché i contributi ci permetterebbero di continuare la collaborazione con il gruppo dell'Università di Bochum. Ci terremmo veramente che non si interrompesse questa collaborazione, che è stata importantissima perché ha dato un contributo notevole alle conoscenze storiche del territorio”.
Quali sono stati i ritrovamenti più importanti?
“Il più importante e sensazionale è stato certamente il ritrovamento della “dama di Chiunsano”. Si tratta di un ricco corredo funebre di una donna ostrogota, la cui sepoltura attesta la presenza di insediamenti in un periodo che finora era stato considerato di “vuoto storico”, cioè di “assenza di storia” per i nostri luoghi. Questa scoperta ha messo in discussione quella che era stata l’interpretazione storica finora data. Sarebbe veramente interessante ed importante riuscire a concludere lo studio di Chiunsano proprio per poter ridefinire e ridatare gli eventi storici del passato sul nostro territorio”.
Collaborate con altre associazioni locali?
“Sì, in particolare con il Club Fotografico e con la Pro Loco. Riceviamo da queste associazioni un aiuto ‘operativo’, per esempio il Club Fotografico ci ha aiutato quando è stato il momento di fotografare i reperti, e la Pro Loco ci ha sostenuto nell’allestimento delle mostre”.
Quali sono i vostri programmi per il futuro?
“A breve scadenza abbiamo in programma di riordinare tutti i reperti di superficie che noi, con la nostra ricerca, raccogliamo, e che poi devono essere schedati e ordinati. Una volta alla settimana alcuni di noi si trovano nella sede del gruppo per riordinare il materiale”.
Altri programmi?
“Far sì che possano anche quest’anno venire effettuati gli scavi in Chiunsano, quindi cercare di raccogliere fondi per questa attività di scavo. Inoltre il nostro sogno è quello di riuscire a costituire un piccolo museo locale. Ci stiamo impegnando allo scopo di ottenere questo, ma ci sono difficoltà enormi”.
Adesso dove si trovano i reperti di Ficarolo?
“I reperti sono tutti al Museo Civico di Rovigo, tranne i ‘gioielli della dama’ che sono al museo di Adria. I reperti che si trovano al Museo Civico di Rovigo sono in scatoloni, non sono catalogati. È materiale che non è fruibile né da parte di studiosi né da parte di eventuali visitatori. È materiale inutilizzato e per questo noi desideriamo aprire un’esposizione locale, ove possano trovare collocazione i principali reperti. Ovviamente non mi riferisco a quelli emersi dagli scavi, ma ai reperti di superficie, che non hanno un grande valore ‘storico’. Sono ‘a ciel sereno’, andrebbero sicuramente dispersi se non fossero recuperati. Con l’esposizione potrebbero diventare utili testimonianze del territorio e base per l’approfondimento della conoscenza”.
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Come citare questo articolo
Cecilia Rovigatti. “Il gruppo “Eridano” di Ficarolo”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-gruppo-eridano-di-ficarolo/