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UN RICORDO

Piergiorgio Bassan (1932-1984)

Un ricordo dello storico di Loreo, la cui vita fu breve ma particolarmente proficua

di Giampaolo Tiengo

Ventaglio Novanta n. 19 1999 pp. 80–82

7 gennaio 1984. Una data triste per il mondo della cultura polesana. Muore a Loreo lo scrittore e saggista storico Piergiorgio Bassan, a soli 51 anni. A quindici anni dalla sua prematura scomparsa è doveroso ricordarlo non solo come studioso, ma anche come uomo che ha operato nel mondo della scuola ed anche nel sociale.

Nato il 23 giugno 1932 nella frazione Pilastro del comune di Loreo, Piergiorgio Bassan è il primogenito di otto fratelli. Compie gli studi regolarmente presso il collegio "Angelo Custode" di Rovigo, dedicandosi contemporaneamente allo studio della musica e del pianoforte.

Quando Piergiorgio giunge all'età di 19 anni, la sua famiglia è colpita da un grave lutto: muore il padre ed il peso della famiglia numerosa resta sulle spalle di lui, della madre e delle sorelle più anziane. Nonostante la grave perdita, Piergiorgio è premiato come miglior diplomando della provincia di Rovigo nell'anno scolastico 1951/52 e, ottenuto il diploma di insegnante elementare, si iscrive all'università di Padova. Nel contempo inizia ad insegnare nelle scuole bassopolesane e sostituisce il padre come organista della chiesa parrocchiale "S. Maria Assunta" di Loreo.

Dopo pochi anni ha la titolarità dell'insegnamento a Loreo, da dove non si sposterà più. Si dedica anche alla politica ed è consigliere comunale ed assessore alla pubblica istruzione. Sotto queste vesti rimane per qualche anno, mantenendo sempre la sua voce indipendente, operando con l'unico obiettivo di fare il bene del suo paese.

Nei primi anni '60 si sposa con Alberta, anche lei insegnante. Da lei ha tre figli: Stefania, Vittoria e Piero. Inizia in questo periodo ad intraprendere i suoi studi storici e le ricerche presso gli archivi comunali e parrocchiali di Loreo, l'Accademia dei Concordi di Rovigo, la biblioteca "Marciana" e l'Archivio di Stato di Venezia, per dar corpo ad una idea: ricostruire la storia del basso Polesine ai tempi della dominazione della Repubblica Serenissima. Nello stesso periodo comincia le sue collaborazioni giornalistiche, prima con il "Gazzettino", poi con il "Resto del Carlino" ed il settimanale della diocesi di Chioggia "Nuova Scintilla". Per questi ultimi due periodici Piergiorgio scriverà fino all'ultimo giorno di vita. Si rivela un cronista attento e sensibile, mostrando nei suoi articoli di cronaca, di politica e di costume un amore profondo per la sua terra natale.

Nel 1972 esce, per i tipi dell'Editrice "Il Gerione" di Abano Terme (Padova), il primo volume del poderoso saggio storico "Il Dominio Veneto nel Basso Polesine" che riceve, l'anno dopo, il "Premio della Cultura del Consiglio dei Ministri".

Nel 1974 esce il secondo volume dello stesso saggio, premiato l'anno successivo dagli "Amici del Quadrato – Città di Valdagno (VI)". Entrambi i testi vengono considerati "pietre miliari" per la conoscenza storica del Polesine e a Piergiorgio viene riconosciuto il merito di ricercatore minuzioso e rigoroso.

Nel 1976 Piergiorgio dà alle stampe un altro saggio storico: "I flagellanti della Santissima Trinità" (Forcato Editore, Abano Terme). In questo libro Bassan racconta, con dovizia di particolari, la storia dell' antica e rara congregazione religiosa – tuttora esistente – più conosciuta come i "fradei de Loreo". Per questo volume Piergiorgio riceve, nel 1979, il premio letterario per la saggistica "Montecatini".

Purtroppo, nel 1978 Bassan è colpito da infarto cardiaco ed è costretto ad abbandonare l'insegnamento. Nonostante la malattia continua a dedicarsi al giornalismo ed alla ricerca storica: nel 1983, col capitolo "Il Delta Padano – Note Storiche" collabora alla stesura del volume "Il Delta del Po. Natura e Civiltà", edito da Sigma Edizioni, Padova.

Nei primi anni '80 è membro di Italia Nostra e diviene responsabile ecologico dell'isola di Albarella. Poco prima di morire Piergiorgio assume l'incarico di curatore dell'archivio della Biblioteca di Adria. Il secondo infarto gli è fatale e stronca la sua breve ma intensa vita mentre stava raccogliendo materiale per preparare un volume sui Tribunali dell'Inquisizione del Polesine.

Dopo la sua morte il comune di Donada ha intitolato a suo nome la biblioteca comunale e, nel 1985, i colleghi della scuola elementare di Loreo lo hanno commemorato, intitolandogli l'aula della biblioteca scolastica. Nel 1996 c'è stata una manifestazione a ricordo di Piergiorgio Bassan, per iniziativa dei colleghi Romolo Sturaro ed Anna Zaninello, presso la scuola "Marconi", dove Piergiorgio ha speso buona parte della sua vita e dove è stato una figura di stimolo e di esempio.

È indubbio il vuoto che Piergiorgio ha lasciato nella sua famiglia, nei suoi concittadini e nelle comunità scolastiche e culturali del Polesine. Prima di morire aveva espresso il suo rammarico per non aver potuto portare a termine il suo ultimo lavoro di storico.

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Come citare questo articolo

Giampaolo Tiengo. “Piergiorgio Bassan (1932-1984)”. Ventaglio Novanta, n. 19, 1999. https://ventaglionovanta.it/archivio/piergiorgio-bassan-1932-1984/

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