C'erano una volta grandi artisti che venivano chiamati da grandi signori affinché realizzassero opere per determinate ricorrenze, per magnificare i loro edifici, per immortalare se stessi o i loro cari. E questi amanti dell'arte, armati di pennello, colori e tutto il necessario, impiegavano con passione le loro capacità per dare il meglio.
È storia di tanti anni fa che, fortunatamente, a volte riaffiora, anche se l'occasione di realizzare opere su commissione è oggi decisamente meno aulica di un tempo. Ma c'è chi può vantare un bagaglio di interventi artistici nati da motivazioni molto varie. È il caso di Giulia Zuolo, una giovane polesana che si distingue da molti coetanei per la sua vita intensissima e le sue notevoli capacità artistiche.
Nata a Fratta Polesine il 23 marzo 1971, Giulia si è diplomata all’ Istituto d'arte di Castelmassa nel 1990. Ha partecipato, poi, ad un laboratorio di ceramiche per un anno; quindi ha frequentato diversi corsi: per animatori turistici ambientali, per orefici, per allestitori scenici teatrali e non nasconde di avere una "mezza idea" di iscriversi all'università, facoltà di lettere, indirizzo (chiaramente) storico-artistico.
È entusiasta della sua vita e del fatto di lavorare su committenza. "È una cosa atipica – dice – che ti permette di confrontarti con un tema e non ricorrere a stereotipi, ma dare libero sfogo all'espressione personale".
Collabora anche con "Ventaglio novanta" realizzando le illustrazioni relative alle poesie, che lei ama molto. Non esegue molti disegni preparatori per queste; semplicemente si sente coinvolgere dalle parole e lascia scivolare la matita sul foglio. La sua fantasia si alimenta anche delle letture che predilige. Sente in sè un bisogno di comunicare, di esprimersi anche a parole, ed è da questo che nascono le sue poesie e le lettere che spesso scrive.
"Una collaboratrice importante per me è stata Patrizia". Parla con entusiasmo di questa ragazza con cui ha condiviso la passione per la pittura, specie su stoffa. Molti foulards, sciarpe, magliette, cuscini, quadri hanno preso vita e colore grazie alle loro mani. Ma non solo: anche arazzi, bomboniere, orecchini. .. Con queste opere hanno allestito mostre a Castelmassa, Lendinara, Rovigo, Castelguglielmo. All'Expò russo, tra i molti campioni di dipinti su stoffa ne fu scelto uno sul tema "La donna e la rosa" e fu realizzato su seta. "Una volta ad una mostra con possibilità di acquisto vendemmo a malincuore una sciarpetta che Patrizia aveva creato proprio per sè … ", dice Giulia col suo raggiante sorriso.
"Io mi affeziono tanto ai miei lavori, ma contemporaneamente mi piace molto regalarli, così non ho quasi niente di mio a casa!".
Il suo entusiasmo prende vita probabilmente anche dall'amore per la tradizione: vive in campagna con i genitori, un fratello ed una sorella minori e spesso riceve visite dai parenti.
È sempre stata affezionatissima ai nonni, specie alla nonna, nel cui carattere un po' si riconosce. Fin da piccola ha affinato il gusto di costruire da sè vestitini e mobili per le bambole ed ha iniziato ad esprimersi attraverso l'arte. "Forse perché da sempre vivo a Fratta, paese storico che spesso ospita concerti e visite turistiche, sento questo amore per l'arte e per il disegno in particolare: disegnare per me è come pensare; poi ti apri e lasci scorrere le tue emozioni. Osservo molto, mi incuriosisce tutto. A che cosa mi ispiro? Beh, mi guardo attorno e penso".
Oltre a disegni e dipinti su vetro, stoffa, legno, Giulia realizza murales. Molti sono i locali in zona che hanno ricevuto l'aspetto attuale dal tocco del suo pennello: pizzerie, pub, centri commerciali, bar … Proprio per un bar di Fratta ha realizzato una riproduzione di Merilyn Monroe in grandezza naturale. Si occupa tra l'altro di ritratti e caricature.
"Una volta in Sicilia ho assistito ad uno spettacolo di "pupari" di Palermo (artisti che organizzano spettacoli con i "pupi", burattini del folclore siciliano): è stata una cosa bellissima". Anche questa forma di arte ha contribuito a sviluppare il suo amore per il teatro. Dopo il corso per allestitori scenici collabora saltuariamente con il Teatro Sociale di Rovigo. Per questo ha realizzato dei mascheroni in polistirolo usati in un'operina per ragazzi.
Una grande esperienza per lei è stato l'incontro con la scenografa Luisa Spinatelli di Milano con cui ha collaborato nella pittura dei costumi per allestire lo spettacolo "Sprint". Ama molto impegnarsi come sarto di scena.
La sua passione per le arti non poteva non attingere alla musica, ed è per questo che canta a Lendinara nel coro femminile "Ponzilacqua", diretto dal maestro Vincenzo Ferrari. "È molto impegnativo," testimonia Elisa, un'amica componente del coro "si lavora tanto sul modo di cantare, ma Giulia ci trasmette spesso il suo buon umore".
La vitalità di Giulia non si esaurisce nelle numerose esperienze artistiche: è per questo che si occupa anche di animazione turistica. "Mi piace fare la guida nul Delta del Po. Spesso accompagno i ragazzi in bicicletta … ". Parla con entusiasmo di un "Campo-Pace" con giovani di diverse nazionalità. Mi piace lavorare con i ragazzi. Penso che mi piacerebbe fare l'insegnante; per me un'insegnante "trasmette", non "insegna": tutti abbiamo di che imparare … ".
Parlando di sè, della sua vita sociale, dice: "Sono sempre in ritardo, non posso farne a meno. Ormai quelli che mi conoscono non ci fanno più caso e mi accettano così … ". Comprensibile, direi…
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Chiara Gennaro. “Una vita un po’ speciale”. Ventaglio Novanta, n. 19, 1999. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-vita-un-po-speciale/