Tra le associazioni culturali più impegnate a Rovigo nel proporre occasioni di incontri letterari, artistici, scientifici e di riflessione spirituale e filosofica, va annoverato il Centro Culturale "Giacomo Sichirollo", attivo da quattro anni, che nell'ultimo semestre ha messo a punto un seguìto programma di iniziative: a novembre, in apertura dell'anno sociale 1998-99, ha organizzato una conferenza sulla figura di Giovanni Guareschi ed un incontro sulla poesia di Giovanni Testori; a dicembre una tavola rotonda sull'Enciclica "Fides et ratio"; a gennaio una conferenza scientifica sul tema di astrofisica "Primi passi tra le galassie: le meraviglie dell'universo attraverso le immagini del telescopio spaziale"; a febbraio una mostra dal titolo "La perdita del centro", che ha rappresentato un inedito percorso di riflessione nell'arte figurativa del '900. Nel corso della primavera si sono inoltre intensificati gli appuntamenti riguardanti la poesia e la musica del '900, la storia politica italiana dal novecento ad oggi, la riscoperta di un periodo storico, quale il Medioevo, troppo spesso del tutto svalutato.
La dedica del centro culturale a mons. Giacomo Sichirollo, eminente personalità di studioso e attivista del mondo cattolico alla fine del secolo scorso, ci fa comprendere l'ambito di riferimento ideologico dell'associazione. Per saperne di più ci incontriamo col presidente del Centro, Paolo Avezzù, al quale chiediamo di parlarci delle motivazioni che hanno portato a far sorgere l'associazione.
"Il Centro Culturale "Giacomo Sichirollo" è nato a Rovigo nel 1985 per opera di alcuni laici impegnati nell'associazionismo cattolico con l'esigenza di concretizzare, anche a Rovigo, l'invito del Papa a "rendere cultura la fede" e si è caratterizzato in questi anni per l'impegno su tematiche diverse, quali arte, musica, poesia, storia della Chiesa, mass-media, attualità, politica".
– Si tratta anche di un'esigenza di dare visibilità all’impegno dei cattolici sul piano delle iniziative culturali?
"È effettivamente presente l'obiettivo di dare visibilità alla cultura cattolica, un impegno che comunque non nasce a tavolino, né tantomeno per un ordine dall'alto. Ha origine da un gusto del vivere, dall'incontro di un gruppo di amici con l'esperienza cristiana che, in essa, si aiutano a ricomprendere continuamente l'origine della vita e del suo significato".
– Come si pone il centro nel panorama associazionistico rodigino?
"Il Centro "Sichirollo" intende proporsi come una voce fuori dagli schemi ed anche un po' scomoda. La realtà culturale rodigina è infatti, secondo noi, abbastanza in linea con l'andazzo generale: molto conformismo, poca voglia di portare a galla le domande vere dell'uomo, quelle domande che disturbano, come disturba chi le pone. Il Centro "Sichirollo" è vissuto e vive di volontariato e sul sostegno di tanti amici che credono nel nostro lavoro. Il Centro non opera certo grazie a contributi pubblici, completamente inesistenti. Forse questi contributi andranno a "certa" cultura ufficiale, quella in linea con il potere di sinistra dominante in Polesine, che aiuta e valorizza solo le realtà associative e culturali che sono strumentali al proprio progetto di egemonia ed ignora chi non è in linea. Noi siamo tra quelli che non sono in linea con il regime, e questo non per una ragione di colore politico, ma perché amiamo e difendiamo la libertà nostra e degli altri.
– Da dove ha preso spunto il ricco calendario di attività sociale dell'ultimo periodo?
"Il tema dell'attività sociale 1998/99 ha preso spunto da un messaggio del Papa al Meeting di Rimini '98. Il Papa aveva affermato che "l'avvenimento cristiano è fonte di un desiderio inesauribile di conoscere, incontrare, valorizzare". Il Centro Culturale "Giacomo Sichirollo" di Rovigo, nel predisporre il programma 1998/99, ha perciò voluto inserirsi nella corrente ideale del messaggio di Giovanni Paolo II, evidenziato in tutta la sua pienezza nella recente Enciclica "Fides et Ratio".
– Il vostro impegno intende rappresentare un'alternativa a quella che voi definite criticamente come la cultura dominante. In che cosa si caratterizza il vostro approccio col mondo e la società?
"La mentalità laica dominante, che da decenni in Italia pretende di arrogarsi l'esclusiva della cultura, ha come caratteri fondamentali e fonti di ispirazione il dubbio, lo scetticismo e la negatività. È lo sguardo di chi nega Dio e relega il senso religioso dell'uomo ad un ruolo inincidente sulla realtà. La sfida che pone il Papa nella sua Enciclica, di cui il Centro Sichirollo vuole farsi eco, è che solo ritornando all' origine della promessa cristiana l'uomo moderno può essere capace di cultura vera. Una cultura che sia sguardo positivo sulla realtà, che introduca la persona nella totalità del reale e la liberi dalla cultura della negazione di Dio e dai suoi frutti: angoscia, smarrimento e paura".
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Come citare questo articolo
V. S.. “Il Centro Culturale “G. Sichirollo””. Ventaglio Novanta, n. 19, 1999. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-centro-culturale-g-sichirollo/