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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

I cento anni di “Casa Sacra Famiglia”

Dal 1900 l’istituzione guanelliana di Fratta al servizio dei più bisognosi

di Settimio Rigolin

Ventaglio Novanta n. 20 2000 pp. 118–121

"Cento anni sulla via della carità" così si può riassumere l'opera svolta in questo tempo dalla Casa Sacra Famiglia di Fratta Polesine, l'Opera realizzata nel 1900 dal sacerdote Beato Luigi Guanella, venuto in Polesine "per fare un po' di bene" e sollevare l'umanità sofferente.

1900-2000 segnano le date del primo centenario della Casa di Fratta, un avvenimento che riguarda non solo la Congregazione guanelliana e la comunità, ma anche la chiesa di Adria-Rovigo.

La storia di quest'opera è la sintesi di un'amicizia sacerdotale umana e cristiana che vede come protagonista un prete, don Luigi Guanella, che oggi la Chiesa venera come Beato e vescovi e sacerdoti di questa nostra Chiesa diocesana.

Tutto ebbe inizio nel 1898 quando a Milano don Guanella incontrò don Ferdinando Geremia, arciprete di Villadose, che chiese a Guanella di ospitare nelle sue Opere due sacerdoti di Rovigo, anziani e ammalati. Don Guanella accettò i due sacerdoti e quel gesto di carità gli procurò l'amicizia del vescovo di Adria Mons. Antonio Polin. A don Guanella venne poi chiesto di aprire in Polesine una Casa per i sacerdoti anziani, suggerendo di acquistare a Fratta Polesine una villa con podere situata al centro del paese che fu di proprietà del nobile Conte Ixepo Dolfin. Don Guanella acconsentì impegnandosi a pagare anche con delle cambiali.

La Casa di Fratta si aprì il 1º marzo 1900; era presente Suor Angela Bottinelli, prima superiora e Suor Rosa Guffanti vice, una postulante, poi suor Marina Corti e i custodi, Domenico e Adele Romanato. Le prime ospiti furono quattro orfanelle. Scrive don Guanella a mons. Polin: ''Ai primi del corrente mese si è inaugurata una Casa-Ricovero che si spera, con l'aiuto divino, possa col tempo servire a tutti, miseri, vecchi, cronici e deficienti della diocesi, che non trovano posto negli Ospedali e negli altri Istituti di beneficenza. La nuova Casa di Fratta sarà ben felice di aiutare i Parroci, i Comuni e le Congregazioni di carità a ricoverare gl'indigenti. .. ".

Primi di aprile 1900: si inaugurava la Casa denominata da don Guanella "Casa Sacra Famiglia".

Don Guanella, intervenendo in quella circostanza, disse: "Ringraziamo pubblicamente tutti i generosi benefattori della Casa di Fratta e li supplichiamo a volerci benignamente continuare il loro valido aiuto e noi, dal canto nostro, faremo del nostro meglio per corrispondere al bisogno del paese e ai disegni che la divina Provvidenza verrà man mano indicandoci".

La Casa era divisa in Casa ecclesiastica per sacerdoti, reparto per le suore, per le orfanelle, ricovero per anziane e anziani, asilo infantile, ricreatorio femminile e oratorio festivo. L'Opera era guidata dalle due Congregazioni guanelliane, i Servi della carità e le Figlie di Santa Maria della Provvidenza. Don Guanella affidò la direzione della Casa a don Guglielmo Bianchi sacerdote della sua Congregazione che da Como si stabilì a Fratta per diciannove anni.

Tra i benefattori dell'Opera mons. Giovan Battista Baroni arciprete di Villanova del Ghebbo che, ritirandosi nella Casa di Fratta, dona all'Opera tutti i suoi beni e si fa guanelliano; gli arcipreti di Fratta mons. Ugo Cappello e mons. Serse Peretto, la famiglia Romanato, il dott. Giovanni Cornoldi.

I vescovi della diocesi hanno sempre accompagnato e incoraggiato l'Opera: da mons. Antonio Polin a mons. Boggiani, da mons. Rizzi a mons. Mazzocco, sino al vescovo attuale mons. Martino Gomiero.

La Casa da subito si inserì nel contesto sociale del paese di Fratta che la considera la prima "famiglia"; suore e sacerdoti guanelliani sono nella comunità una presenza viva, una testimonianza di servizio generoso e di accoglienza riconosciuta da tutti. La comunità cristiana e civile di Fratta guarda alla Casa Sacra Famiglia come a realtà preziosa e cara, una presenza che la gente di Fratta ha accolto cento anni fa come un dono di Dio e che oggi vuole custodire con amore; la Casa di Fratta è "segno" di carità per tutto il territorio.

Ritornando alla storia troviamo altri momenti importanti: nel 1923 la direzione della Casa passa alle suore; nel 1925 si ricordano i venticinque anni della fondazione; nel 1940, mentre è superiora suor Maria Zamboni, si vivono gli anni della guerra e in questo periodo la vita della Casa trascorre nel lavoro quotidiano e nella fatica da affrontare ogni giorno con i drammi e le paure del conflitto. Un avvenimento sottolinea l'importanza di quest' Opera nel contesto ecclesiale della Chiesa diocesana di Adria: nel giugno del 1944, in piena guerra, il vescovo Mons. Mazzocco sceglie la Casa Sacra Famiglia di Fratta come luogo di silenzio e di preghiera dove inviare il gruppo di chierici del Seminario vescovile di Rovigo.

Nella Casa Sacra Famiglia viene organizzato il corso di esercizi spirituali in preparazione all'ordinazione che verrà poi fatta dallo stesso vescovo nella chiesa arcipretale di Fratta Polesine il 3 giugno 1944. Tra gli ordinati di quell'anno ricordiamo mons. Cornelio Cazzuffi, mons. Antonio Arcolin, mons. Romano Masiero.

Nel 1950 si ricorda il cinquantesimo dell'Opera; nel 1951, a causa dell'alluvione, i ricoverati sono costretti a sfollare nel veronese e solo nel 1952 la comunità si riunisce, nel 1961 l'orfanatrofio viene trasformato in Istituto Psico-Pedagogico; nell'ottobre del '61, con la presenza di personale specializzato, ha inizio la scuola speciale per l'istruzione delle bambine interne minorate psichiche recuperabili. Nel 1963 viene soppresso il reparto uomini e la Casa diviene esclusivamente Opera femminile.

Nel maggio del 1965 si organizzano solenni festeggiamenti nella Casa e nel paese in occasione della beatificazione del Fondatore don Guanella e si inaugura il nuovo monumento in bronzo collocato nello spazio verde antistante la chiesa parrocchiale. Un avvenimento estremamente significativo per la Casa e la Chiesa di Adria-Rovigo si è avuto nel settembre 1990 quando nella Casa Sacra Famiglia sostò per alcuni giorni l'urna contenente le sacre spoglie del Beato Luigi Guanella.

Oggigiorno la comunità religiosa è formata da un gruppo di 18 suore e dalla presenza dell'assistente spirituale, un sacerdote della Congregazione guanelliana dei Servi della Carità; 159 sono le ospiti suddivise in 92 ospiti del Centro socioriabilitativo e 67 anziane.

Suor Rita Marabesi è superiore della Casa dal 1995, mentre suor Lidia Naccarato è la Direttrice del Centro dal 1990; alcune religiose sono in questa casa da vari anni come ad esempio suor Ines Zuccanello dal 1962, suor Giuseppina Vecchiato dal 1974 che prima di scegliere di essere religiosa guanelliana è stata ospite della Casa come bambina orfana, e suor Maria Rebba qui dal '79; fanno parte della comunità anche due religiose di origine indiana suor Sujatha e suor Arocia, due giovani suore a testimoniare i nuovi orizzonti dell'opera guanelliana.

Nella Casa operano 72 operatori laici e prestano servizio tre medici, impegnati nelle mansioni di addetti assistenza, infermieri, fisioterapisti, educatori professionali, assistente sociale; inoltre vi è la presenza di psichiatra, psicologo, dentista, due insegnanti nella scuola materna diretta da suor Giuseppina Vecchiato e diversi operai per le varie mansioni.

La vita della Casa è animata dal clima familiare perciò molto spazio viene dato al rapporto con la famiglia di origine che tutte le ospiti giovani e anziane sono invitate a mantenere vivo là dove le diverse situazioni lo permettano.

Chi può, settimanalmente fa ritorno in famiglia; sono qui accolte anche quattro ospiti che ogni sera ritornano a casa. Il Centro accoglie in maggior parte persone con sindrome di Down ma anche con ritardi e insufficienze mentali gravi e meno gravi: alcune orfane, raggiunta la completa autonomia, hanno avuto in questi anni l'opportunità di formarsi una loro famiglia. Vi è anche la presenza di un gruppo di ragazze con problemi lievi che vivono autonomamente, lavorando all'esterno della Casa, inserite nel contesto sociale del paese. Le ospiti della casa provengono dal territorio regionale alcune anche da altre parti d'Italia, molte delle anziane vengono dal territorio circostante.

Far memoria di cento anni di storia non è solo guardare al passato; in questa Casa si avverte il passaggio dalla assistenza alla promozione umana della persona e tutto questo è possibile coglierlo nella interessante mostra fotografica storicoitineraria allestita nel salone d'onore della sede centrale della Casa, a cura del maestro Adriano Azzi, Fabio e Beatrice operatori della casa.

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Come citare questo articolo

Settimio Rigolin. “I cento anni di “Casa Sacra Famiglia””. Ventaglio Novanta, n. 20, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-cento-anni-di-casa-sacra-famiglia/

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