Pescheria Nuova gremita per la premiazione dell’XI Concorso di poesia e prosa “Città di Rovigo”. I concorrenti premiati e segnalati sono venuti a ritirare personalmente i riconoscimenti da diverse città del Veneto, dalla Lombardia e dal Lazio, perché “è giusto – come ha detto Manfredo di Biasio, di Fondi, Latina – onorare chi ti onora”.
Un appuntamento importante per la città ha sottolineato l’assessore Milan, portando il saluto del sindaco Avezzù che deve essere tenuto in maggiore considerazione e più valorizzato, un modo per far conoscere Rovigo e il suo territorio in altre regioni italiane.
Una manifestazione che è stata “una festa dell’amicizia, della solidarietà, della cultura, in nome della poesia”, ha commentato la sensibile poetessa Delmina Sivieri, membro della Giuria; bello vedere ritirare i premi giovani e adulti di ambo i sessi, tutti uniti da un amore comune come quello di fermare pensieri e sensazioni nei versi. Per Ungaretti la poesia “è il mondo, l’umanità, la propria vita, fioriti della parola”; parole che sbocciano rivelando il volto segreto, il fascino, le infinite sfumature dell’animo umano, ha detto Aurora Gardin, presidente del Gruppo Autori Polesani, introducendo l’incontro.
Primo premio per l’italiano, alla poesia il “Tempo” di Nedda Capello Tasselli, di Badia Polesine. Il tempo consuma, porta via persone e cose, invecchia, ma ecco che noi, di fronte a questo suo fluire inesorabile, spontaneamente idealizziamo il nostro passato e un po’ siamo salvi. Non importa che abbia avuto anch’esso le sue illusioni, le sue amarezze, perché le dimentichiamo, e, volgendoci indietro, siamo presi dalla nostalgia. Poesia in due parti, il presente e il passato mentre tutto passa.
Secondo premio a “Vento di Brughiera” di Manfredo di Biasio, parla della tristezza della vita che passa senza colore, anonima, come vento sulla brughiera.
Terza classificata “Terra ciociara” di Franco Fiorini, Frosinone: terra di vecchi, ormai, questa mia terra, dice il poeta, perché sono rimasti soltanto quelli che son così avanti negli anni ad aspettare solo tramonti vermigli. Segnalati: Cristina Zangerolami di Rovigo con “Frutto d’amore” e Maria Luisa Daniele Toffanin di Selvazzano, Padova per “Su orme di un gioco di tastiera”.
Per il dialetto in netta maggioranza si sono affermati i poeti veronesi: prima classificata, “Prima che vègna séra” di Elvira Venturi Zoccatelli di Verona: da tempo la giovinezza se n’è andata, e i capelli grigi, che son subentrati, son quasi bianchi ormai, e anche avvertono il peso della solitudine. La vita è fatta così, non sai mai cosa incontri, ma certo che, procedendo in età, i dolori sono alla porta, e capita che non sai con chi dividerli, perché in casa non c’è più nessuno e il fuoco si spegne. E s’aspetta invano una carezza. Secondo premio “Dolsor de la sera” di Pietro Sartori, Parona di Valpolicella, Verona: è una poesia delicata, come quel titolo, che vuol dire “dolcezza della sera”, da cui viene l’eco di un sentimento rimasto. Terzo premio, “Scoltar” di Gaetano Forno, Padova: ricordo dei genitori, dei loro consigli che i giovani non ascoltano; ora che non ci sono più, viene il rimpianto. Segnalati: Ernesto Sfriso, Mestre, Venezia con “Zo per Caveagne”, Sergio Bedetti di Adria, Rovigo per “Sera d’inverno” e Nico Bertoncello, Bassano del Grappa, Vicenza per “Tase”.
Premio “Miro Penzo” della Dante Alighieri a “Ai margini della strada” di Carla Cavallaro, Recoaro Terme, Vicenza: il male non finisce mai, anzi pare che il progresso l’abbia potenziato.
Il professor De Pascalis, nel suo brillante commento al “Concorso”, ha posto in evidenza, tra l’altro, il grande messaggio di solidarietà del racconto “L’ensemble”, premio Autori Polesani, di Arnella Carla Bassoli, di Felonica, Mantova: una famiglia fa fronte alla sventura reinventando l’esistenza con l’altruismo e la generosità che danno e ricevono.
Prosa segnalata “Un evento spettacolare” di Ilaria Moscardi di Canale di Villadose.
Il professor Sergio Garbato ha illustrato e fatto apprezzare ai presenti le liriche, giovani, ricche di nuove e felici immagini, dei bambini della scuola elementare “F. Scardona” e della scuola media “Virgilio” di Costa di Rovigo. Immagini dell’alluvione del ‘51 immediate, incisive, vivaci, che stupiscono e rimangono nella memoria: “l’acqua vola via, come il vento tra i rami degli alberi” o “All’improvviso gli argini scoppiano” e ancora “Gli argini si abbassarono, – la piena venne avanti”, “Il Po ingrossa – fa fatica a respirare” o la gioia che traspare da, “rivolsi lo sguardo al cielo – che copriva di luce un melo”. Premiati gli studenti: Elisa Bertacin, Mattia de Poli, Marina Cosentino. Alcune liriche sono state lette con forza ed efficacia dal giovane Sandro Carletto di Porto Viro.
Un caloroso ringraziamento è stato indirizzato a quanti hanno collaborato per la buona riuscita di questa festa della poesia: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo, la Banca Antoniana Popolare Veneta, il Corriere d Rovigo, il Distretto scolastico n.58, l’Associazione AICS, la Dante Alighieri di Rovigo, i pittori del Gruppo Artistico rodigino che hanno donato i loro quadri alla giuria e ai concorrenti segnalati: Lidia Andrioli Tiberto, Walter Bellinato, Fonsy Colognesi, Anna Facchinato Bernecoli, Roberta Fava, Jolanda Ollari, Maria Luisa Osti, Adriana Sartorelli, Lidia Tiberi.
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Come citare questo articolo
Aurora Gardin. “Premio di Poesia “Città di Rovigo””. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/premio-di-poesia-citta-di-rovigo/