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ARTEOGGI

Le composizioni di Roberto Antico

Opere realizzate accostando frammenti di legno recuperati nel Delta

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 29 2004 pp. 79–82

Solo una personalità sensibile, fantastica, creativa e nello stesso tempo pratica può arrivare a comporre con materiale povero e quasi dimesso, opere molto apprezzate e valide.

È Roberto Antico l’artista che durante il suo tempo libero raccoglie da diversi anni, lungo l’argine del Po, pezzi di legno che il grande fiume porta lungo il suo tragitto. Sono legni di barche sfatte e abbandonate, di vecchi alberi di velieri che rivivono nuovamente la grande avventura di essere raccolti così come sono: grandi, piccoli e già colorati.

Successivamente vengono accostati secondo la grandezza, l’immagine o la sensazione che suggeriscono e ricomposti in quadri non certo sofisticati, ma molto realistici ed emozionanti.

L’artista Roberto Antico, anche se lui si definisce solo “una specie di recuperante”, ripercorre con la sua fantasia la “vita di questi legni che una volta erano – così sostiene – grandi abeti, faggi, roveri, pioppi” e che per opera degli uomini erano diventati “attracchi, pontili, alberi maestri di velieri” ed ora sono lasciati in balia delle acque e dell’abbandono. Quasi un “lavoro” da certosino quello di Antico che silenziosamente e in mezzo alla Natura, al verde dei salici selvatici, di altri arbusti e all’azzurro delle acque del Po, cerca, toglie, raccoglie, recupera questi “detriti” che si accumulano soprattutto durante le piene del fiume.

Gli danno un senso di inquietudine questi legni che raccoglie per “dar loro un porto o forse un altro piccolo pezzo di vita sotto forma di piccoli oggetti della memoria”. Così nascono dei quadri con legni già colorati da precedenti tinteggiature, formando immagini di animali, paesaggi, tramonti, fiori e altre scene articolate. Sono opere molto particolari e suggestive che regalano a coloro che le osservano serenità, meraviglia, stupore ed emozione.

Antico, quale certosino, non raccoglie pepite d’oro, ma, come gli antichi pionieri, perlustra pazientemente il fiume, gli argini del Delta, alla ricerca di ciò che è materiale povero, scartato per una nuova composizione, dignitosa e splendente. Con la sua sensibilità e creatività, da quel poco che è rimasto, ricompone piccoli pezzi per agglomerare e far nascere opere fantastiche e reali.

“Ogni legno ha la sua storia – afferma – mi piacerebbe che potesse raccontare anche solo un tratto di quel cammino nel tempo”. Come gli uomini dell’Altopiano che dopo la prima guerra mondiale raccoglievano – sostiene ancora Antico – “schegge e ordigni di metallo per farne orecchini, paioli, io cerco di ridare un po’ di vita a dei legni dispersi dalla corrente del fiume”.

Roberto Antico nato ed abitante a Piove di Sacco, impiegato presso una Multinazionale che opera nel campo della refrigerazione, da più di vent’anni frequenta il Delta con sua moglie Caterina, alla ricerca di ampi spazi, lunghi silenzi e bellezze naturali e da allora ha cominciato a raccogliere legni abbandonati, che inizialmente pensava di usare come sfondi teatrali o per mostre fotografiche; successivamente ha compreso che doveva creare dell’altro.

Appassionato anche di fotografia, oltre che di pittura, è socio del Foto-club di Piove di Sacco ed ha organizzato varie mostre fotografiche anche all’estero (Germania). Come pittore amava dipingere il litorale marino adriatico, soprattutto quello legato al Delta di Rosolina Mare. In seguito, stancatosi un po’ della pittura, ha dato inizio ad un filone nuovo: la composizione artistica dei residui raccolti.

L’incontro con Paolo Gasparetto a Ca’ Cornera, gli scambi di idee e di opinioni l’hanno portato a seguire e a sviluppare questa nuova possibilità artistica. Una apprezzata Mostra di quadri con questi legni, Roberto Antico l’ha presentata a Rovigo il 26 marzo, presso il palazzo Roncale, in piazza Vittorio Emanuele, con il patrocinio dell’Accademia dei Concordi. Le sue opere si possono trovare anche nella “bottega” di Ca’ Cornera di Porto Viro.

I suoi legni recuperati costituiscono un mosaico ricco di storie umane e ancora valido per dare vita a creatività semplici, ma ricche di inedite sensazioni.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “Le composizioni di Roberto Antico”. Ventaglio Novanta, n. 29, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-composizioni-di-roberto-antico/

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