Fervono i preparativi, presso il Quartiere San Pio X di Rovigo, per la 18.ma manifestazione promossa con lo slogan “È qui la festa”. Punto di aggregazione per i festeggiamenti che, come ogni anno si aprono a metà giugno è la Scuola Media, davanti alla cui palestra viene allestito lo stand gastronomico, mentre nel vasto spazio verde antistante sono individuati gli spazi per l’orchestra, il ballo ed altri divertimenti.
All’interno delle scuole sono poi allestite le mostre d’arte e degli hobby di artisti sia del quartiere che legati da rapporti di amicizia con abitanti di Pio X. Mostre non qualsiasi, perché il loro obiettivo è portare alla luce “quel po’ di artista” che c’è dentro ognuno di noi e che non sempre e non da tutti è valorizzato. Così, accanto ad opere di personaggi già noti, sono presenti alla mostra di S. Pio X anche realizzazioni di artisti “della porta accanto”; o ancora vengono esposte creazioni particolari, o infine collezioni “invidiabili”. Si va da immagini e figure create con sassi a quelle inventate o costruite con i fiori; dalle collezioni di macchinine a quelli dei trenini, o dalle ricostruzione in miniatura degli attrezzi, dei lavori, delle cose di un mondo che ormai è solo nel ricordo; un ricordo che, però, non può e non deve essere dimenticato, perché fa parte di un passato da rispettare e, come tale, è anche un po’ di noi.
La festa di S. Pio nasce diciotto anni fa come sostegno al “Gruppo Sportivo S. Pio X” attivo fin dal 1959, allorché, su iniziativa di alcuni ragazzi di allora, incoraggiati e sostenuti dal parroco Don Carlo Ferrari, si organizzano attività di calcio sul campetto a fianco della ex chiesa. Sono tempi davvero epici quelli che caratterizzano i primi anni del gruppo sportivo: gli spogliatoi sono ricavati nei sotterranei della vecchia casa canonica, mentre le docce sono costituite da due bidoni lasciati dai muratori. Lino Bernardinello, Benito Accorsi, PierFrancesco Bellinello, Renzo Bragato, Rino Galiazzo, Giorgio Stecca, il maestro Zambello sono tra i pionieri di un’avventura che da più di 40 anni accompagna la crescita, non solo fisica, di tanti “ragazzi/e” del quartiere.
Nel 1971, la svolta che trasforma il Gruppo Sportivo in “Polisportiva S. Pio X”, con l’allargamento delle attività all’atletica, alla ginnastica psicomotoria per i bambini delle scuole elementari, alla pallavolo maschile e femminile: in questa fase da ricordare l’opera instancabile del maestro Raffaele Sansone e la preziosa disponibilità del signor Felice Turazzi. La sede diventa la saletta attigua al bar, nella ex canonica.
Di solito, la storia di una società sportiva viene identificata con campionati e trofei conquistati. Senza voler togliere gloria ai calciatori degli anni ’60 (titolo regionale allievi C.S.I.) o ai pallavolisti/e degli anni 70/80 (come non ricordare le gesta della pallavolo maschile arrivata alla I.a divisione?), la vera piccola storia dell’attuale Polisportiva è scritta dalla molteplicità e dalla qualità delle relazioni instaurate. Lo sport diventa il collante che tiene insieme, con entusiasmo e disponibilità a cooperare, persone di ceti e culture diverse, testimoniate da tanti “ex ragazzi/e” che ancora oggi ricordano le loro esperienze in Polisportiva come momento forte e significativo della loro crescita fisica, umana e sociale.
Obiettivo, infatti, della Polisportiva non è qualunque sport, non tutto lo sport… ma quello che incontra l’uomo. Sport come momento di amicizia e come esperienza di festa. Sport come attività che reca in sé una carica straordinaria ed affascinante di umanità, di gratuità, di coraggio, di pazienza, diventando avventura che riempie di segni, di obiettivi, di speranza.
La “Polisportiva S. Pio X” si realizza dunque come comunità viva e aperta, vissuta da tutti e da ciascuno con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Ed è in questo contesto che, ogni anno, a metà giugno, a chiusura e contemporanea apertura delle attività, viene inserita la festa dello sport, nel cui slogan “È qui la festa” è riassunto il programma da vivere insieme. Accanto a giochi, attività sportive, tornei, manifestazioni di vario genere e stand gastronomici – veri centri di aggregazione – è riservato un ampio spazio alle mostre che, come detto, quest’anno, in occasione del 18° compleanno della festa, si presentano particolarmente ricche.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
G. G. B.. “San Pio X in Festa”. Ventaglio Novanta, n. 29, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/san-pio-x-in-festa/