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NARRATIVA

I racconti del mercante

di Autori Vari

Ventaglio Novanta n. 37 2008 pp. 132–134

Era da poco sorto il sole e presto le navi mercantili avrebbero attraccato al porto di Adria. Nella città, che aveva dato il suo nome al mare solcando le cui acque giungevano tante imbarcazioni dalla Grecia, c’era un’animazione inconsueta. Tra la gente si era infatti diffusa la voce che una di queste navi trasportasse mercanzia molto pregiata. Molti, incuriositi, avevano raggiunto il porto ed attendevano con ansia l’arrivo: uomini in cerca di oggetti preziosi da regalare come simbolo d’amore alle loro consorti, donne che cercavano collane e profumi per aver una possibilità in più per far breccia nel cuore del giovane su cui avevano messo gli occhi, collezionisti ed estimatori dell’arte greca che si accalcavano per non farsi sfuggire i migliori pezzi.

Finalmente apparvero all’orizzonte le grandi navi e, nel convoglio, eccola: un’imbarcazione imponente, che si differenziava dalle altre per i colori sgargianti delle vele e per la sua possanza.

La folla capì subito che si trattava di quella attesa, nelle cui stive si celava ciò che cercavano. Appena le navi ebbero concluso le operazioni di attracco, i mercanti greci scesero a terra e con l’aiuto di alcuni facchini del porto iniziarono a scaricare le merci, in attesa di venderle.

Ben presto si aprirono le trattative, ma tra tutti i venditori presenti, uno attirò l’attenzione di tanti: teneva tra le mani delle preziose boccette di profumo, alcune fatte di pasta vitrea, altre di fine ceramica: piccoli contenitori pregiati, alcuni contenenti una miscela a base di olio d’oliva, altri essenze provenienti dall’Oriente. I raffinati recipienti imitavano le forme dei vasi greci in terracotta e portavano nomi greci: alabastra, aryballoi, amphoriskoi, oinrochoai. Alcuni degli oggetti esposti, prima di giungere ad Adria erano arrivati in Grecia grazie agli stretti rapporti commerciali con il mondo dell’Est. I profumi rappresentavano merci particolarmente di lusso, in parte per il complesso processo produttivo e in parte per l’abbinamento con altri materie pregiate. I più costosi provenivano dalle regioni orientali del Mediterraneo. Tra le mercanzie di maggior pregio c’erano anche collane in oro a sbalzo in lamina, orecchini a granuli e alabastro.

Un mercante si fece largo tra le persone esclamando: “So che non aspettate altro, ma permettetemi, prima di avviare le contrattazioni, di raccontarvi una storia che sono sicuro apprezzerete. Dalle mie parti narrare è fatto molto importante, e io voglio che voi sappiate l’origine di ciò che vi porto”.

Il mercante si mise davanti alla gente, la quale si era ormai calmata, interessata a ciò che l’uomo aveva da dire. “Si racconta… – riprese -… che alcune di queste boccette siano appartenute un tempo alla bellissima Arianna, figlia di Minosse, Re di Creta». Un bambino si era fatto prendere in braccio dal padre, in modo da poter sentire e vedere meglio. Il mercante sorrise e continuò: «Dopo l’avventura di Teseo nel famoso labirinto e l’uccisione del Minotauro, Arianna fu abbandonata su una riva dal suo amato: si dice che Teseo amasse un’altra donna, o che Atena e Ermes gli avessero ordinato tal cosa. Ma nemmeno Giove aveva previsto che il dio Bacco sarebbe stato folgorato della bellezza e dell’innocenza della principessa”.

I presenti pendevano dalle labbra del mercante che continuò: “Bacco raggiunse la ragazza sulla riva, trasportato da un carro trainato da pantere. Uno spettacolo che affascinò completamente Arianna che non pose resistenza alle profferte del dio, il quale ben presto la sposò e la condusse sull’Olimpo. Come regalo di nozze le diede un diadema forgiato da Efesto”.

Si avvicinarono frattanto due ragazze: portavano tra le braccia ceste di grano intenzionate a barattare, ma il mercante le bloccò riprendendo la sua narrazione: “Ma questo non bastava. Bacco non era sicuro che Arianna avesse dimenticato Teseo e quindi chiese aiuto alla dea Venere, la quale gli donò una speciale boccetta di profumo, contenente un’essenza che avrebbe curato le crepe nel cuore della giovine. Fu così che i due vissero con passione in eterno”.

Le parole del facondo mercante avevano ormai incantato la gente. Alcuni giovani si chiedevano se una boccetta di quelle avrebbe loro permesso di fare colpo su qualche fanciulla, mentre uomini e donne sovrastavano di richieste il mercante.

La storia della bella Arianna e dell’amore tra lei e Bacco permise all’abile venditore di ottenere sacchi di grano e ambra preziosa in cambio di quelle boccette. Col suo racconto mitologico aveva impresso nella gente la convinzione che le essenze avessero davvero un potere divino, un potere che in realtà era solo illusione, ma che spinse molti degli astanti ad aderire alle successive proposte di acquisto… E la convinzione di aver ottenuto un balsamo speciale continuò nel tempo, alimentando di passione la vita. Un bene da cui non vollero più separarsi, tanto che i fortunati acquirenti indicarono che, alla loro morte, i flaconcini di profumo fossero posti nelle loro tombe. E fu così che le preziose boccette greche furono destinate ad accompagnarli nel loro cammino eterno.

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Come citare questo articolo

Autori Vari. “I racconti del mercante”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-racconti-del-mercante/

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