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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

La Fondazione Ca’ Vendramin

Allo studio iniziative di valorizzazione locale e progetti di rilievo internazionale a favore di aree umide e deltizie del mondo

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 43 2011 pp. 138–141

Ha cominciato a muovere i primi passi nel Delta la “Fondazione Ca’ Vendramin”, ubicata nell’omonimo complesso dell’ex idrovora costruita a fine ‘800 presso il Po di Goro. Un’ulteriore importante rivitalizzazione della poliedrica grande struttura recuperata con intelligenza dopo anni di abbandono, e qualificatasi negli ultimi tempi come apprezzato Museo Regionale della Bonifica.

Per conoscere le iniziative in atto, le prospettive della nuova istituzione e i passi fatti dalla sua nascita, stabiliamo un appuntamento con l’ing. Lino Tosini, direttore della Fondazione.

La giornata è limpida e, mentre l’auto corre sul nastro d’asfalto che dalla Romea conduce a Porto Tolle, la slanciata ciminiera del monumentale complesso idrovoro sembra innalzarsi sempre più verso il cielo. Un indicatore ineludibile per chi raggiunge questo ambito territoriale. Una sorta di grande punto esclamativo che, dal cielo, scende fino a terra. Per segnalarci che qui è il Delta.

Già il Delta!

Il Delta e la sua storia, fatta dal fiume e dall’uomo. Il primo con i suoi apporti alluvionali, capricciosi ma anche attesi nella consapevolezza che proprio da questi sedimenti sarebbe nato il nuovo territorio. Il secondo in perenne attività, – con successi alterni – nello sforzo di guidare con saggezza i rami del fiume verso il mare. Un’azione titanica un tempo. Quando l’unica forza motrice era rappresentata dalle braccia di tanta gente in fila, come formiche, per spostare la terra sabbiosa con badili e carriole. Per erigere argini non sempre risultati resistenti, e ricominciare poi da capo l’inesausta azione fino ad averla vinta.

E poi un’altra impresa, nei cui confronti occorreva ingegno e perseveranza, per superare il gravoso problema dell’acqua stagnante al di qua delle arginature. Acqua non benefica, annidata in grandi avvallamenti infestati da zanzare. Occorreva toglierla.

La soluzione arrivò solo a partire da metà Ottocento quando si capì che la macchina a vapore poteva essere utilizzata per innalzare le acque paludose e farle defluire nel fiume. Fu così che nel basso Polesine nacquero le idrovore a vapore, con tanto di ciminiere per smaltire i fumi.

Iniziò un’azione sempre più convinta di risanamento del territorio. Si costituirono i Consorzi di Bonifica e lì, a Ca’ Vendramin, fu realizzata la più grande struttura di redenzione del Delta. Con la sua svettante ciminiera. A tutt’oggi ancora impavida: da cielo a terra per indicarci la nostra meta.

La sede della “Fondazione Ca’ Vendramin” è stata ricavata in un’appendice di quelle che furono le case di abitazione degli idrovoristi dello storico complesso chiuso alla fine degli anni ‘60, quando nuovi problemi e nuove tecnologie convinsero che, più a valle, andava eretta una nuova struttura con pompe di sollevamento delle acque basse azionate dall’energia elettrica.

All’entrata ci accoglie affabile l’ing. Tosini, per lunghi anni direttore del Consorzio di Bonifica Delta Po-Adige ed ora, dopo il recente pensionamento, direttore della nuova istituzione, sbocciata proprio per iniziativa del Consorzio di Bonifica, proprietario degli stabili dell’ex idrovora.

“La Fondazione Ca’ Vendramin – ci informa il direttore Tosini – è nata ufficialmente con l’approvazione del suo Statuto, il 30 Novembre 2009, per iniziativa del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige. Come soci fondatori, oltre allo stesso Consorzio, figura la Regione del Veneto, la Provincia di Rovigo e l’Ente Parco Regionale Veneto Delta del Po. Presidente della Fondazione è Fabrizio Ferro, che ricopre la stessa carica anche nel Consorzio di Bonifica. Il patrimonio iniziale, apportato dagli enti fondatori è stato di 160.000 euro, una cifra che ha permesso alla fondazione di avviare le prime iniziative”.

Apprendiamo dalla voce del direttore Tosini quanto ampie siano le finalità: da conseguire con iniziative non solo a carattere locale o regionale, ma anche nazionale e persino internazionale.

Obiettivo fondamentale: perseguire il miglioramento non solo idrogeologico ma anche socioeconomico di territori caratterizzati da delta fluviali e zone umide in Italia e nel Mondo.

Motore dell’istituzione il “Laboratorio Internazionale Delta e Lagune Ca’ Vendramin”, un organismo che intende avvalersi della collaborazione delle Università vicine al territorio e del CUR di Rovigo per promuovere la ricerca avanzata legata ai territori deltizi.

Sul piano locale, oltre ad incentivare l’approfondimento degli studi sul territorio, in un’ottica di positiva ricaduta economica e di sostenibilità ambientale, si intende anche puntare sul miglioramento della fruizione del Museo Regionale della Bonifica (che sarà dotato di installazioni multimediali) e sulla valorizzazione in genere del Sistema Museale del Delta del Po, recuperando e valorizzando i dimessi manufatti idraulici.

E sul piano internazionale?

“La Fondazione – ci dice con soddisfazione l’ing. Tosini – ha già colto un primo importante risultato a livello internazionale, con la firma a Roma, in data 19 novembre 2010, di un protocollo di intesa con la F.A.O., l’organismo dell’ONU che si occupa di migliorare le produzioni alimentari a disposizione dell’umanità nelle zone meno sviluppate del pianeta. In base a questo accordo la Fondazione Ca’ Vendramin è stata indicata come la referente FAO per un progetto di valorizzazione della laguna di Hue nel Vietnam. Una iniziativa questa di vasta portata, che vede anche l’appoggio dell’associazione Delta Med, che interessa gli organismi di tutela dei delta fluviali del Mediterraneo”.

Qui, da Ca’ Vendramin si guarda dunque al mondo, ma non si dimentica ovviamente il nostro delta padano, cosicché nell’ambito locale è partito il primo corso di formazione indirizzato ai pescatori del Delta per una conoscenza più approfondita degli aspetti territoriali in cui esplicano la loro attività, e quindi per agevolarli a svolgere un lavoro più consapevole, anche nell’ottica di sostenibilità ambientale.

“Il corso, indirizzato in particolare ai giovani attivi nella molluschicoltura della zona di Porto Tolle, è svolto nella sede della Fondazione e si avvale di docenti qualificati. C’è già una richiesta di ripetere il corso di formazione per i pescatori di Rosolina; il che – sottolinea Tosini – testimonia la positività dell’iniziativa”.

Un altro importante progetto, che verrà sviluppato presso la sede della Fondazione, sarà attuato a maggio con uno stage in loco di studenti e docenti dell’Università di Venezia. Partirà dalla mappatura dell’area di Ca’ Vendramin e del territorio circostante, con riferimento agli immobili dell’ex idrovora e degli altri fabbricati esistenti, molti dei quali in stato di abbandono. Seguirà la progettazione di un piano di recupero e riqualificazione degli stessi in un’ottica di accoglienza turistica.

“Per incentivare forme di valorizzazione dell’esistente – ci dice ancora l’ing. Tosini – abbiamo attivato anche una collaborazione con una cooperativa locale denominata “CO.SE.DEL.PO”, costituita da giovani interessati ad iniziative di promozione del territorio. Stiamo poi pensando a degli eventi di richiamo sia sul piano culturale sia nell’ambito della gastronomia, che poi è sempre cultura e valorizzazione del territorio”.

Insomma l’obiettivo è quello di fare della struttura di Ca’ Vendramin un vero punto di sviluppo di iniziative di rilievo per la nostra provincia, in un’ottica di valorizzazione a livello regionale, attivando inoltre dei progetti internazionali legati alle aree umide e deltizie presenti in varie parti del mondo.

“Progetti questi ultimi – chiarisce il direttore della Fondazione – che, come detto, dovrebbero derivare dall’accordo recentemente sottoscritto con la FAO, partendo dalla consapevolezza che le esperienze e le conoscenze acquisite qui, nel delta del Po, possono rappresentare utili punti di partenza per apportare miglioramenti sul piano territoriale e sociale anche in zone del pianeta molto lontane”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “La Fondazione Ca’ Vendramin”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-fondazione-ca-vendramin/

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