Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il piccolo “Rinascimento” di Melara

Apprezzati dalla cittadinanza i molteplici lavori di recupero, i cui frutti saranno godibili da tutti negli anni a venire

di Raffaele Ridolfi

Ventaglio Novanta n. 43 2011 pp. 146–149

Che il paese di Melara in questi ultimi anni si stia positivamente trasformando è cosa evidente e fuori di dubbio. I cantieri allestiti sono tutti indirizzati ad una ripresa ad un recupero del pre-esistente. Le due piazze principali – quella dedicata ad Amos Bernini (1842-1909) e quella di XX Settembre – hanno infatti subìto un notevole rifacimento, un restyling, per usare un termine moderno, che ha garantito un’immagine decisamente gradevole al paese. Altri cantieri sono in essere, come quello delle ex scuole elementari della località Santo Stefano che diverrà sede regionale Scout.

Ma in questi ultimi anni anche altre realtà sono state al centro di lavori di salvaguardia, come la chiesetta della Santa Croce, l’arco Chigi, l’oratorio di Santo Stefano, l’arcipretale di san Materno. Importanti interventi hanno riguardato anche le scuole della prima infanzia, il municipio, l’ex ricovero per anziani, parte degli edifici di via Sani, e nel futuro prossimo anche le scuole medie avranno un loro percorso riqualificante.

Si può quindi tranquillamente affermare che Melara negli ultimi dieci-dodici anni ha avuto un suo piccolo “rinascimento”, affiancato ad un rinnovato interesse culturale, come testimoniano le diverse manifestazioni attuate in tal senso ed i libri editi.

La Festa della Zucca ha tagliato il nastro dei 20 anni ed anch’essa, preso il posto delle iniziative un tempo rivolte al mitico carnevale, coinvolge unitamente gruppi di volontariato con l’obiettivo di mantenere vivace questa comunità che, contando poco più di 1.900 abitanti, può fare affidamento su ben sedici gruppi operativi. Inoltre, grazie ai contributi richiesti ed arrivati dalla Regione Veneto, dalla Fondazione Cariparo, dalla Provincia di Rovigo, è stato possibile fare molta strada e portare a compimento gran parte dei cantieri anzidetti, facendo fare bella figura a tutti.

I recenti lavori alla piazza ed allo storico campanile vanno in questo senso e nella direzione giusta. Lavori conservativi è vero, ma godibili da tutti e che hanno destato sempre interesse ed ampio consenso. Così è stato per esempio in occasione dell’inaugurazione della restaurata torre campanaria, seguito dal suono delle campane, udite dopo decenni di inattività, che ha risvegliato un senso comune di appartenenza.

La piazza XX Settembre, nome storico in ricordo della breccia di Porta Pia del 1870, è stata interessata dai lavori, facendo emergere aspetti archeologici molto interessanti e degni di nota nella primavera 2007.

Si è innanzitutto appurato che la collocazione della precedente chiesa era diversa da quanto pensato. Inoltre il materiale rinvenuto è stato definito molto interessante dagli studiosi ed ha dato modo di pubblicare un libro a cura dello scrivente, con la preziosa collaborazione dell’archeologo dr. Alberto Manicardi, che ha seguito materialmente i lavori di scavo e dello studioso Nicola Albertin, che si è cimentato nell’esame delle monete, il primo vero studio sulla numismatica fatto nella nostra provincia, perlomeno degli ultimi decenni.

Altro materiale rinvenuto nel corso dei lavori – manufatti in ceramica, vetro, utensili e soprattutto medaglie devozionali – ha costituito motivo di indagine fornendo molte notizie sui melaresi del periodo 1494-1787, epoca del funzionamento del cimitero, situato proprio nello spazio oggi occupato dalla piazza. Vi erano stati tumulati e sepolti più di 6.106 parrocchiani, da quando almeno si è potuto ricavare dai primi registri dei defunti che iniziano nell’anno 1626.

Il libro poi fa luce nei secoli successivi, tratteggiando le vicende legate alla fruibilità della stessa piazza: quindi spostamento del cimitero dietro alla chiesa attuale ed inizio di altre attività legate al commercio con le prime botteghe e poi il primo carnevale di fine Settecento, per giungere col XX secolo al cambio del nome della piazza, voluto nel 1902 da una giunta liberale.

Le immagini contenute nel volume documentano anche l’utilizzo dello spazio pubblico per le sfilate di epoca fascista (1932), grazie alla collocazione del municipio proprio nell’attuale piazza e per le manifestazioni dei grandiosi carnevali, grazie ai quali Melara fu etichettata la “Piccola Viareggio del Polesine”.

Si fa anche un accenno ai lavori precedenti sino a giungere ai tempi attuali, quando il progetto fu portato avanti in diversi anni ma concretizzato proprio di recente. E’ così che la piazza per eccellenza di Melara si è qualificata come il “salotto buono”, uno spazio sicuramente più bello ed accogliente.

Anche il campanile, grazie all’interessamento della parrocchia, ha avuto il suo importante recupero che non era più rinviabile nel tempo. Rimane qualcos’altro da fare, ma già segnalato, come il ripristino del sagrato antistante la chiesa che completerebbe il circuito urbano, almeno nelle sue linee essenziali.

Melara, insomma, grazie all’impegno dei suoi abitanti, amministratori e volontari, si è fatta su le maniche, e così facendo, nonostante i periodi di magra dei contributi statali, ha dimostrato di saper avviare e portare a termine importanti iniziative, i cui frutti saranno godibili da tutti nei prossimi anni a venire.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Raffaele Ridolfi. “Il piccolo “Rinascimento” di Melara”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-piccolo-rinascimento-di-melara/

Pubblicità