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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Sirio Lupo Celeste

In visita alla Fattoria Sociale che sorge a Fratta alla foce dello Scortico

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 44 2012 pp. 18–21

Tra le zone ambientali di pregio del comune di Fratta, particolarmente amena si presenta quella caratterizzata dalla parte conclusiva del corso d’acqua denominato Scortico, là dove lo stesso sfocia nel Canalbianco con un salto d’acqua.

Ci siamo già occupati di quest’area per parlare del Mulino che un tempo utilizzava la forza motrice dell’acqua creatasi dal dislivello per far funzionare la macina del “mulino terragno”. Una struttura questa – che sorge sulla riva destra dello Scortico – recentemente rivitalizzata da un complesso intervento di ripristino, che ha salvato i macchinari originali (ideando un percorso museale) e dato vita ad un’attività di accoglienza e ristorazione (vedi Ventaglio n.38 pag.148).

Sulla riva sinistra dello stesso corso d’acqua troviamo un’altra iniziativa di valorizzazione del territorio che merita una visita. Dal ponte sul fiume si nota subito il bel complesso rurale che sorge nella vasta campagna che si estende sotto l’argine.

L’accoglienza è cordiale. Ci riceve Fabiola Zanella, ben disponibile ad accompagnarci nella visita all’azienda, che da poco più di un anno è stata inclusa nel novero delle “fattorie sociali”. Il che significa che, oltre all’attività agricola, qui si sviluppano iniziative correlate, in un’ottica di ampliamento delle funzioni sociali, ambientali, didattico-formative, turistiche e ricreative.

Apprendiamo che l’idea di dar vita ad una Fattoria Sociale, è nata dopo che la responsabile dell’azienda, aveva realizzato Progetti di Attività e Terapie Assistite con gli animali rivolte a persone in difficoltà. Successivamente alla laurea in Scienze Agrarie, Fabiola Zanella si è infatti specializzata in “comportamento animale e nelle attività e terapie assistite dagli animali”.

Di qui anche la scelta di contrassegnare con un nome innovativo l’azienda: “Sirio, Lupo Celeste”, come la stella più luminosa della costellazione del cane, il primo animale ad essere addomesticato 150 secoli fa.

“E’ importante sottolineare – precisa Fabiola – che non bastano gli animali e un’impresa agricola per poter operare, ma è necessaria una specifica e profonda formazione dell’operatore e degli animali coinvolti”. Prima della realizzazione della Fattoria Sociale, la Zanella, in coppia con i suoi cani e in una equipe multi professionale realizzava progetti di “Pet Therapy” in strutture poco o per nulla legate all’ambiente rurale, con ritmi ed orari spesso inflessibili, non sempre adatti agli utenti. In questo clima aumentava lo stress anche per i cani.

Di qui l’idea di ristrutturare alcuni fabbricati rurali dell’Azienda Agricola Zanella, realizzando ambienti al coperto dedicati alle attività di Pet Therapy, creando inoltre all’esterno dei percorsi ad ostacoli per le attività con i cani. Non solo: il passo successivo è stato quello di costruire delle capannine per altri animali domestici come l’asino e le caprette; poi sono stati realizzati dei percorsi per le passeggiate in compagnia dei cani e dell’asino.

Due anni di grande impegno, in cui Fabiola ha realizzato il suo sogno. Oggi nella fattoria sotto lo Scortico ci sono le caprette, l’asinella Ida, i conigli nani e le galline. I cani vivono in casa in compagnia della famiglia.

E’ evidente che le condizioni ambientali e i ritmi di vita più sereni e meno frenetici fanno di questo contesto rurale un luogo in cui l’individuo prova una sensazione di benessere. Un luogo ameno, ed anche per questo particolarmente adatto ad iniziative di recupero di soggetti svantaggiati.

“Quando l’azienda agricola non ha come unico obiettivo la produzione di beni agricoli – sottolinea Fabiola – ma offre opportunità di integrazione sociale attraverso le produzioni, la relazione con gli animali presenti e il contesto rurale, si parla di agricoltura sociale”.

Un’ottica nuova con cui guardare la campagna dunque, e un valore aggiunto conferito all’azienda, che è stata attrezzata per dare servizi fino a qualche anno fa impensabili, rivolti in particolare al recupero di soggetti svantaggiati.

“Non si tratta dell’esperienza passiva della bellezza dei paesaggi agricoli, come avviene nel turismo rurale – precisa Fabiola – ma di un uso delle risorse vegetali e animali sia in processi di coltivazione veri e propri, come nell’ortoterapia, sia in attività di relazione, come nella Pet Therapy, che offrono a individui affetti da disagi psicofisici l’opportunità di rafforzare i propri percorsi riabilitativi-terapeutici specifici. Il contesto rurale offre ambienti tranquilli e rilassanti non medicalizzati, che sono ritenuti più efficaci perché vissuti piacevolmente sia dai pazienti che dagli operatori. Il contesto rurale inoltre offre anche un’adeguata sistemazione agli animali coinvolti nelle attività e terapie assistite”.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “Sirio Lupo Celeste”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/sirio-lupo-celeste/

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