Si chiama Danilo Giovanni Malin, ma tutti lo conoscono come Danilo e anche lui vuole essere così identificato. Abita in via Valdentro a Villanova del Ghebbo.
Aveva sette anni quando nel 1938 è stato avviato al lavoro ed ha cominciato a fare scarpe. Sua madre si chiamava Assunta Sicchiero, suo padre Ettore Ermanno Malin, un pioniere nel mondo della calzatura (vedasi scheda n. 1). Danilo aveva 15 fratelli. Ora sono rimasti in cinque. Due uomini e tre donne.
In tutta la sua vita Danilo ha sempre fatto scarpe. A 16 anni però si è innamorato della bicicletta, un bel diversivo all’aria aperta rispetto all’attività di calzolaio in uno spazio chiuso. Danilo si è scoperto velocista ed è riuscito ad entrare nella squadra allievi della Toffoli, ottenendo dei bei piazzamenti. Davanti aveva una carriera promettente, ma questo implicava l’abbandono del suo lavoro con le scarpe. Una scelta impossibile perché Danilo, pur così giovane, era il motore della società di famiglia e fu quindi costretto a lasciare l’agonismo sportivo. Una necessità risultata poi indolore, perché la Toffoli non
aveva legami utili per favorire il suo passaggio di categoria. Sarebbe quindi rimasto ugualmente senza una squadra.
Danilo continua a fare scarpe e a pedalare per conto proprio, ma anche a coltivare gli affetti, cosicché a 27 anni si sposa con Jolanda Ghirardini ed il matrimonio è coronato dalla nascita di ben sei figli: Mauro, Marta, i gemelli Enrico e Sergio, Prassede e Federica.
Nel frattempo Danilo, lasciata la bicicletta, passa al podismo, quello eroico, fatto di marce infinite come la 100 chilometri del Passatore, la 100 chilometri Udine/Trieste/Udine, la 100 chilometri di Montagnana. Sempre con il suo passo calmo ma deciso e il sorriso sulle labbra.
Gli anni passano e Danilo continua a confezionare scarpe. Siamo nel periodo d’oro del boom e dello svilupparsi del “Triangolo della Calzatura” con Lendinara e Fratta legate alla produzione di Villanova del Ghebbo (vedi scheda n. 2). I sistemi di produzione nel frattempo subiscono una evoluzione.
A proposito di quegli anni così li racconta Danilo: “Furono anni quasi caotici. Il bisogno di scarpe proveniente dalle grandi città come Milano e Torino, dove più alta era la concentrazione di operai, portò a rivoluzionari cambiamenti nella produzione. Fu abbandonata quasi del tutto la manualità nella confezione della scarpa e fecero il loro ingresso nella produzione le premonta, le ribattitrici, le incollanti automatiche e via di seguito sino ad arrivare ai giorni nostri dove la pelle non viene più tagliata a mano, ma
con un programma di taglio al computer e la pelle incisa da un raggio laser. Sono macchine talmente perfette che vedono anche i difetti della pelle e li evitano, Mi sembra quasi una cosa impossibile”.
A Villanova del Ghebbo, dopo il periodo d’oro, la produzione calzaturiera ha avuto una progressiva flessione ed ora si vive di incertezze, ma Danilo non si abbatte: “Nel periodo caotico della produzione di massa – precisa – noi abbiamo continuato a fare scarpe di qualità, senza mai debordare dalla nostra linea che esigeva soprattutto le scelta dei pellami migliori e una cura speciale nella rifinitura. Così la crisi per noi si può dire che non è mai arrivata perché anche negli anni ‘90 abbiamo continuato a lavorare per clienti selezionati, come ad esempio la vecchia calzoleria Brugatti di Milano che è sulla piazza da oltre cento anni e che è la bottega di riferimento della Milano che conta. Ora sono ancora in società con quattro dei miei figli che da 12 anni gestiscono una bottega di riparazioni in via Malcontenti a Bologna. Ogni tanto c’è bisogno di qualcosa di speciale e io sono pronto”.
Il mondo va avanti, ci sono cambiamenti anche radicali, ma Danilo non si abbatte, ed impavido continua la sua attività e nel frattempo torna al suo primo amore, la bicicletta, che rispolvera e rimette a nuovo.
Ancora adesso Danilo, all’età di ottant’anni – è nato a Villanova del Ghebbo il 31 ottobre 1931 – non smette di realizzare scarpe. Però se lo fa è solo per gli amici, quelli più simpatici. Poi ogni domenica mattina inforca la sua bici alla volta dei colli Atestini, su verso Monte Nero o Monte Madonna, una salita che farebbe paura anche ad Alberto Contador. Gli secca fermarsi spesso, ma a volte è necessario perché le strade non sono pulite e basta un sassolino tagliente per mettere fuori uso una ruota. In tal caso si ferma, prende il ricambio e dopo 10 minuti è di nuovo in sella.
Bici e scarpe. L’ultima sua creazione di pochi giorni fa: è una scarpa da uomo senza neanche una cucitura. Nemmeno una, solo il bordo. Un’altra riguarda un mocassino per guidare la Ferrari, con il tacco rientrante e la pianta di caucciù per non far scivolare il piede. Quando era all’apice dell’attività, a Villanova del Ghebbo, se c’era uno che poteva chiamarsi maestro, questo era Danilo che le sue scarpe le ha portate in mostra a Bologna e un po’ dappertutto.
Ieri e oggi, sempre sulla breccia. Ma cosa lo spinge ad essere così attivo? Lui sintetizza il suo stile di vita in due parole: “Passione e gioia di vivere. La vita è una sola, inutile fermarsi a guardarla, bisogna viverla senza pensare a quello che è stato o quello che sarà”.
Danilo, sempre in movimento. Cerco di trattenerlo per avere qualche altra notizia sulla sua vita, ma lui è perentorio: “L’intervista è finita – mi dice inforcando la fida bicicletta che è con lui da 55 anni – Basta perdere altro tempo, c’è ancora un’ora di sole e prima di cena si può fare ancora una ventina di chilometri”.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Enzo Fuso. “Bici e Scarpe”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/bici-e-scarpe/
Pubblicità
La tua raccolta personale
Il mio Ventaglio
Scegli gli articoli, riordinali e crea un unico PDF con copertina e sommario.
0 articoli0 pagine
Il tuo Ventaglio è ancora vuoto
Scegli gli articoli dall’archivio e raccoglili qui. Potrai ordinarli e creare un PDF personale con copertina e sommario.